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«C’è bisogno di discontinuità»

PDCI: «La svolta politica passa dall’ambiente»

"Discontinui sono il sindaco, certamente, ed il suo programma, ambedue usciti vittoriosi dalla contesa elettorale, deve esserlo però anche il rapporto tra la politica e l’economia nel segno di una ritrovata dignità istituzionale per decenni calpestata".
11 novembre 2007
Fonte: TarantoSera

Taranto chiede discontinuità I Comunisti Italiani di Taranto reclamano quella svolta nella politica della città, più volta sottolineata nel corso della campagna elettorale dell’attuale sindaco, che si basava sui principi di “nessuna delega in bianco, ma partecipazione di tutti direttamente alla rinascita della nostra comunità, proporre, anche criticare e poter contare”.

Si dichiarano preoccupati per i susseguirsi di vicende che “si prestano a strumentalizzazioni da parte di chi direttamente, e non, ha prodotto disastri che sono sotto gli occhi di tutti per la nostra città, nonché ad incomprensioni di cittadini che hanno sostenuto lealmente e con fiducia la svolta resa necessaria con il passato”.

“Discontinuità, è stato più volte detto e richiesto. Discontinui sono il sindaco, certamente, ed il suo programma, ambedue usciti vittoriosi dalla contesa elettorale, deve esserlo però anche il rapporto tra la politica e l’economia nel segno di una ritrovata dignità istituzionale per decenni calpestata.

Taranto è definita nel programma una città senza sviluppo, impoverita da quel rapporto avvilente con le grandi produzioni industriali qui presenti che in questi anni hanno avuto una crescita tumultuosa. Uno stridente ed umiliante contrasto tra tanta ricchezza, esportata altrove, e tanta povertà e precarietà importata qui da noi per le condizioni drammatiche in cui versano il nostro bene naturale, l’ambiente, e la condizione di salute della nostra gente a fronte, unico ritorno, dei salari più bassi d’Europa.

“Gli investimenti che si devono a noi proporre, non imporre, vanno valutati rigorosamente sulla base della reale utilità per il territorio, nessun ricatto occupazionale può essere consentito a nessuno. Con un centinaio di posti di lavoro in raffineria si raddoppia la produzione e si triplica quella della sua centrale elettrica, gli organici del centro siderurgico sono sempre gli stessi anche se si sta aumentando notevolmente da anni la sua produzione, con la sola certezza del conseguente aumento dell’inquinamento relativo ad essa.

I soli investimenti da accettare, si cita nel programma, devono essere ecocompatibili e nel pieno rispetto delle leggi esistenti. L’obiettivo entro poco tempo non può che essere quello di concorrere con le produzioni dei più avanzati centri siderurgici del mondo nel miglior rapporto con l’ambiente ed il territorio, non sulle quantità prodotte richieste da un mercato sempre più privo di regole”.

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