Taranto Sociale

Lista Taranto

Archivio pubblico

Dopo l’accusa del sindaco, ieri incontro con l’Agenzia regionale

Tra Comune, Arpa e Asl nuovo patto sull’ambiente

Pastore: «Per noi è importante l’interpretazione dei dati». Assennato: «Si
decida sul laboratorio Arpa». Ieri il chiarimento a Palazzo di città dopo le polemiche dei giorni scorsi. Sarà predisposta una lista di interventi sugli impianti Ilva che sarà sottoposta all’azienda.
14 novembre 2007
Fonte: Corriere del Giorno

Comune di Taranto Non rientra l’allarme polveri al rione Tamburi. Dal 1 giugno al 31 ottobre scorso, le centraline dell’Arpa hanno censito 104 superamenti dei limiti di Pm10, a fronte dei 35 annui, consentiti dal decreto ministeriale 60 del 2002. Lo hanno riferito ieri mattina i dirigenti dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale nel corso dell’incontro con l’Amministrazione comunale e con l’Asl Taranto 1, svoltosi a Palazzo di città.

Una riunione sollecitata dal sindaco Ippazio Stefàno, servita anche per chiarire i rapporti tra Comune di Taranto e Arpa. Pace fatta, dunque, e attenzione puntata sul nemico numero uno per i polmoni dei tarantini: le polveri sottili. A confermarlo sono i dati. La centralina di via Macchiavelli, che a maggio è stata dotata di un nuovo analizzatore per il rilevo automatico del Pm10 e del Pm 2,5 nei mesi di giugno e luglio scorsi ha registrato un tasso di superamenti del 74%, contro un’incidenza del 42% della stazione di Paolo VI e del 23% di quella di Talsano.

In sostanza la concentrazione di polveri nell’atmosfera diminuisce allontanandosi dall’area industriale. La stessa Arpa, nelle valutazioni sui dati delle centraline ipotizza il forte contributo all’inquinamento da Pm10 derivante dai parchi minerali dell’Ilva. Una situazione che impone l’adozione di misure urgenti ed efficaci. Considerata la natura prevalentemente industriale delle polveri gli interventi dovranno riguardare gli impianti dello stabilimento siderurgico e delle altre grandi industrie che si affacciano intorno al rione Tamburi ed a ridosso della città.

Il compito di stilare la lista degli interventi possibili è stato affidato all’Arpa. “Abbiamo definito la road map dei controlli ambientali - ha detto al termine dell’incontro il direttore generale, professor Giorgio Assennato - nell’ambito di un’iniziativa che vedrà cooperare Arpa, Asl Ta/1, Comune e Provincia.

Sarà redatto un programma operativo partendo dalla razionalizzazione delle rete di monitoraggio di Taranto e saranno aumentati i livelli informativi per il Comune di Taranto che ci ha richiesto anche il supporto per un’opportuna valutazione della qualità dell’aria”. Assennato ha invitato il sindaco a sostenere concretamente la proposta di costituire a Taranto un centro di Medicina del Lavoro e di igiene ambientale.

Soddisfatti i rappresentanti del Comune. Abbandonando in anticipo la riunione, il primo cittadino ha sottolineato l’avvio di una rinnovata collaborazione con l’Agenzia regionale che si concretizzerà “non solo con l’aumento dei controlli, ma anche con la comunicazione delle informazioni necessarie per interpretare la qualità dell’aria”.

A stilare materialmente la “road map” sarà il dottor Roberto Giua. “Partiremo dai reparti che conosciamo meglio - ha spiegato - come cokeria, parchi minerali e agglomerato, ma la nostra attività abbraccerà l’intero stabilimento Ilva e non solo. Ci è stato chiesto di verificare la provenienza di nubi tossiche e maleodoranti che spesso si levano sulla città”.

Il tentativo di Comune, Arpa, Asl e successivamente con il coinvolgimento della Provincia è quello di invertire la logica con cui, finora, è stato condotto il confronto tra Ilva ed Enti locali e di controllo. “Dobbiamo essere noi - ha detto il dottor Michele Conversano, responsabile del Dipartimento di prevenzione dell’Asl Ta/1 - ad indicare all’Ilva gli interventi da adottare con il conforto di dati certi e non viceversa”.

Quando la road map sarà completa, infatti, le parti convocheranno l’Ilva e negozieranno l’adozione degli interventi individuati. Non è escluso, però, che talune misure possano essere comminate sotto forma di prescrizioni laddove dovessero intravvedersi inadempienze legislative.

“Finalmente - commenta soddisfatto l’assessore comunale all’Ambiente Bruno Pastore - abbiamo sgomberato il campo dalle incomprensioni generate solo da difetti di comunicazione. Tra noi e l’Arpa non ci sono posizioni differenti. Anzi. La rete di monitoraggio verrà potenziata ed in città
verrà posto anche un totem per visualizzare e consultare i dati in tempo reale. Divisi siamo tutti più deboli, mentre se procediamo tutti nella stessa direzione possiamo ambire all’adozione di una serie di misure che contribuiscano in maniera concreta all’abbattimento delle polveri e degli altri agenti inquinanti in atmosfera”.

L’Arpa ha sottolineato l’urgenza di una struttura e di personale adeguato in un contesto, come quello tarantino, in cui le carenze dei servizi di prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro. Nel caso specifico dell’Ilva, in cui Arpa Puglia collabora con il ministero dell’Ambiente per l’avvio delle procedure di Autorizzazione integrata ambientale, non sono disponibili i dati sulle emissioni non convogliate che presuppongono un’attività di monitoraggio indispensabile per la comprensione dell’impatto sulla popolazione.

Articoli correlati

  • Una donna controcorrente, la Pastora di Altamura
    Ecologia
    A pochi giorni dall'uccisione di Agitu emerge un'altra storia di una donna dedita alla pastorizia

    Una donna controcorrente, la Pastora di Altamura

    Una storia che fa il paio con quella di Agitu e anche in Puglia si tratta di una donna. La mia generazione è cresciuta convinta che la terra non fosse un lavoro adatto alle donne anche se già allora c'erano delle eccezioni ed ora le ragazze del ventunesimo secolo sono in prima linea.
    19 gennaio 2021 - Fulvia Gravame
  • Ecologia

    Verbale della Conferenza dei servizi del 17 luglio 2014 su Tempa rossa, Cementir, Italcave SpA e Taranto energia srl

    Ancora una volta il Comune di Taranto è stato assente ad un evento in cui si decideva qualcosa di importante, ancora una volta il Ministero della Salute non è intervenuto, ancora una volta la tutela della salute non è stata la priorità.
    20 agosto 2014
  • Sulla riattivazione dell'inceneritore aTaranto
    Taranto Sociale

    Sulla riattivazione dell'inceneritore aTaranto

    La politica delle buone intenzioni e pessime pratiche trova Taranto ancora una volta in prima fila tra i “cattivi” comuni. Uno studio condotto sulla popolazione di un quartiere di Forlì esposta a due impianti di incenerimento (rifiuti urbani e ospedalieri) aveva evidenziato gravi danni per la salute.
    24 novembre 2008 - Comitato per Taranto
  • E il Cnr nega i suoi studi sull´Ilva
    Taranto Sociale

    E il Cnr nega i suoi studi sull´Ilva

    La comunicazione inviata al ministero. Il direttore di Arpa Puglia: "Almeno c´è chiarezza". Una comunicazione che mette la parola fine a una serie di polemiche nate appunto a Taranto sul ruolo del centro di ricerca nella vicenda Ilva.
    19 novembre 2008 - Giuliano Foschini
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.6.39 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)