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Il presidente della Regione farà continuare l’arrivo dei rifiuti salentini nella discarica di Fragagnano.

«E Vendola correggerà l'ordinanza»

La conferenza A.I.A. per l’ampliamento della “Vergine” recepisce un documento che chiede di rivedere l’iter per le autorizzazioni. Intanto il Consiglio Comunale di Fragagnano chiede all'ASL di intensificare i controlli sulla popolazione.
22 novembre 2007
Fonte: Corriere del Giorno

- Una nuova ordinanza commissariale del Presidente della Regione Puglia potrebbe tamponare l’emergenza rifiuti che da mesi sta interessando il Salento. A seguito del ricorso proposto dalla “Ecolevante s.p.a.”, che gestisce la discarica per rifiuti speciali “La Torre – Caprarica” di Grottaglie.

Il presidente Vendola dovrebbe emanare una nuova ordinanza con cui dispone il conferimento nella sola discarica “Vergine” dei rifiuti solidi urbani prodotti nel leccese. L’ordinanza è stata sanata nei suoi vizi originari, in quanto era stata dichiarata illegittima nella parte in cui non stabiliva «espressamente le prescrizioni normative applicabili all’accettazione dei rifiuti in discarica». Nei giorni scorsi, infatti, il Tar Lazio, accogliendo un ricorso proposto dalla “Ecolevante spa”, ha sospeso per illegittimità l’ordinanza 53/CD con cui il presidente della Regione Puglia, on. Nichi Vendola, nel gennaio scorso aveva disposto il conferimento dei rifiuti solidi urbani prodotti nel bacino Lecce 2 e previamente trattati nell’impianto di Poggiardo negli impianti per rifiuti speciali di Grottaglie (“Ecolevante s.p.a.”) e Fragagnano (“Vergine s.r.l.”).

Intanto si è svolta ieri mattina a Bari, presso l’Assessorato regionale all’Ecologia, la conferenza dei servizi indetta dalla Regione Puglia per il rilascio dell’A.I.A. (Autorizzazione Integrata Ambientale), documento propedeutico per l’autorizzazione dell’ampliamento della discarica per rifiuti speciali gestita dalla “Vergine srl”. Alla conferenza dei servizi hanno partecipato i sindaci dei Comuni di Faggiano (Domenico Sgobba), Fragagnano (Maria Teresa Alfonso), Monteparano (Mauro Bilardi), il commissario prefettizio di Pulsano (Famà), e per il comune di Taranto l’assessore all’Ambiente (Bruno Pastore).

Piena soddisfazione è stata espressa dai rappresentanti istituzionali dei cinque Comuni interessati dall’ampliamento dell’impianto per lo smaltimento dei rifiuti speciali, ubicato a poco più di un chilometro dal centro abitato di Fragagnano ma che ricade in un’isola amministrativa di Taranto. La conferenza dei servizi ha recepito un documento stilato l’altra sera dai rappresentanti istituzionali dei cinque Comuni interessati dall’ampliamento della discarica “Vergine”, che hanno innanzitutto chiesto di rivedere il procedimento autorizzatorio in quanto ritengono che lo studio di impatto ambientale meriti un maggiore approfondimento in relazione agli effetti che il provvedimento comporta sulla salute pubblica.

In particolare chiedono che si tenga conto delle preoccupazioni manifestate dalla popolazione, che ci sia una interazione ed una condivisione nei processi decisionali. Chiedono anche un’associazione temporale tra l’individuazione e l’adozione di misure di carattere preventivo e il risanamento ambientale oltre ad una sorveglianza epidemiologica sulla popolazione e la comunicazione dei relativi risultati.

Questo il commento della professoressa Maria Teresa Alfonso, sindaco di Fragagnano: «Non possiamo partire dal domani. Dobbiamo partire da ieri, da ciò che già esiste sul nostro territorio. Nella prossima conferenza dei servizi chiederemo di parlare della discarica in esercizio». Il sindaco Alfonso ritiene positivo il coinvolgimento di tutti i sindaci e dei rappresentanti istituzionali interessati dall’ampliamento della discarica. «È la prima volta – ci dice – che i sindaci sono uniti nella lotta contro la discarica “Taranto B”». Intanto il gruppo consiliare di An alla Regione Puglia, a proposito della sentenza del Tar Lazio che ha annullato l’ordinanza commissariale di Vendola, chiede la convocazione di un Consiglio regionale monotematico.

«É arrivato il momento, peraltro anche tardivo, - si legge in una nota - di superare le prevenzioni ideologiche da primi della classe di un ambientalismo del “no” a tutto e al contrario di tutto che si rivela sistematicamente devastante per l’ambiente, e tornare ad intraprendere la strada di tutti i sistemi territoriali avanzati che, pur in presenza di una utilizzazione ottimale della “differenziata”, completano nei termovalorizzatori il ciclo di smaltimento. É arrivato il momento di verificare e riconsiderare una situazione di emergenza che un anno fa fu consegnata alle Province ben lungi dall’essere risolta, con le complicazioni conseguenti anche in termini di competenze.

Mentre i costi delle utopie e dei ritardi delle politiche regionali ricadono sempre più pesantemente sulle nostre popolazioni, il Consiglio Regionale ha il diritto ed il dovere di pronunciarsi su una questione di governo di primaria importanza e di assoluta urgenza, superando le divisioni di parte in una valutazione oggettiva e risolutiva delle problematiche sul tappeto».

FRAGAGNANO - Stop alle discariche e alla centrale termoelettrica. No a nuovi impianti di smaltimento, oltre a quelli già esistenti. E basta pure ai rifiuti dal Salento entro i limiti previsti dall’ordinanza commissariale perché "il Comune non intende più penalizzare ulteriormente il proprio territorio, consentendo lo smaltimento dei rifiuti del bacino le/2 le cui quantità eccedono i limiti della tollerabilità ambientale".

Questo, in sintesi, l’esito dell’ultimo consiglio comunale in materia di politica ambientale, andato in onda in due tempi per consentire la discussione sul tema della "revoca della delibera del 9 giugno 2005" sulla questione della centrale termoelettrica". L’aula, come anticipato, ha deliberato soltanto con i voti della maggioranza (i cinque consiglieri dell’opposizione si sono astenuti) l’atto di indirizzo in materia di politica ambientale e revocato la delibera del 2005 che, in sostanza, dava il via libera alla centrale termoelettrica, sulla provinciale che collega Fragagnano a Torricella.".

Il documento ambientale ricalca, in buona sostanza, alcuni dei punti cardine della campagna elettorale della Alfonso. Tra questi il consiglio ha fissato il "superamento dell’isola amministrativa su cui ricade la discarica Vergine; ha deciso di valorizzare il percorso dell’ecosostenibilità, contrastando "ogni forma di discarica e di impianto industriale come termovalorizzatori e centrali termoelettriche; e ha stabilito di mettere "fine all’apertura di nuovi impianti" di smaltimento.

Una stilettata all’amministrazione provinciale (con cui peraltro il comune ha avviato un intenso percorso di collaborazione in materia di discarica e rifiuti dopo il vertice della scorza settimana) arriva poi al punto cinque del documento -anche se il riferimento è presente già nella relazione introduttiva della delibera - che recita: " Il consiglio delibera di mettere in campo ogni azione per contrastare il comportamento arrendevole della Provincia e del Comune di Taranto nel permettere l’esistenza di un polo per discariche in un’area compromessa..."

L’atto in parola, infine prevede la richiesta alla Asl e agli organi preposti rispettivamente di studi epidemiologici sulla popolazione e controlli frequenti. Polemiche sono giunte da parte dell’opposizione, che ha accusato il sindaco di " ostentare il massimo della chiusura al confronto democratico.

Non ha cercato, su un tema così delicato, il dialogo con la minoranza, per giungere alla redazione di un documento il più possibile condiviso. Non ci sono state né conferenze di capigruppo né altro, prima del consiglio - ha dichiarato l’ex assessore all’ambiente Michele Andrisano-. E in aula sono stati bocciati tutti i nostri emendamenti. Il massimo della chiusura a noi consiglieri e a quasi il cinquanta per cento della popolazione che rappresentiamo.

Infine: "Strano che la maggioranza abbia rigettato persino un nostro emendamento che parlava del traffico di rifiuti dal Salento, su cui noi siamo disposti chiedere, insieme, il blocco immediato" Gelida la riposta del sindaco Alfonso: "Ho lanciato appelli ai consiglieri di opposizione per tanto tempo. Ma loro non hanno fatto altro che attaccarmi con manifesti, volantini e dichiarazioni sgradevoli. Sono davvero dispiaciuta"E sull’ordinanza inerente i rifiuti dal Salento "rimaniamo in attesa di un incontro col presidente Vendola. Continuiamo a chiedere lo stop entro il 31 dicembre e, intanto, la riduzione del quantitativo di rsu trasferiti in discarica". Infine, sull’ipotesi di nuove proroghe: "Vendola prima di prendere qualsiasi decisione valuti bene la situazione e ci ascolti".

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