Taranto Sociale

Lista Taranto

Archivio pubblico

L'allarme: Il colosso petrolifero infastidito dai ritardi burocratici

Autorizzazioni bloccate, ultimatum Eni a Taranto

Raffineria, a rischio un miliardo di investimenti Sportelli (Confindustria): «Il danno per l'economia locale sarebbe incalcolabile» All'inizio del 2008 vertice con l'azienda a Roma. A recepire la pessima notizia è Confindustria Taranto
27 dicembre 2007
Fonte: Corriere del Mezzogiorno

. BARI — Il mega-investimento dell'Eni a Taranto - un miliardo per raddoppiare la raffineria - rischia di saltare e di essere dirottato all'estero. Le conseguenze? Andrebbero in fumo mille posti di lavoro in tre anni e 160 unità aggiuntive alle 420 attualmente applicate nel plesso jonico. Il tutto in un contesto di criticità che contraddistingue le «casse» e il futuro della città.

A recepire la pessima notizia (non ufficialmente formalizzata), è Confindustria Taranto che in occasione del tradizionale scambio d'auguri con il colosso dell'energia ha recepito i malumori del management.

L'Eni, che a inizio del 2007 aveva deciso di includere i lavori nello stabilimento di Taranto tra le linee del piano d'espansione fino al 2010 (4 miliardi), si è dovuta scontrare con resistenze e vincoli burocratici. Nelle intenzioni della multinazionale italiana, infatti, l'iter autorizzativo si sarebbe dovuto sbloccare dopo la pausa estiva, ma a pochi giorni dall'inizio del 2008 tutto è ancora fermo. Ciò ha messo in allarme l'amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni, che in tempo di caro-petrolio è concentrato nel potenziamento della fase di trasformazione della materia prima. «Come tutti i grandi investimenti proposti a Taranto - afferma Luigi Sportelli, presidente della sezione locale di Confindustria - anche quello dell'Eni rischia di non vedere la luce. Il tutto a danno dell'economia locale in cui l'occupazione e la ricchezza continuano a diminuire. E le aziende a scappare perché non c'è certezza nei tempi d'attuazione».

Sportelli, che è il capo degli imprenditori jonici (l'Eni aderisce alla sezione territoriale di Confindustria), vuole vederci chiaro e al ritorno dalla pausa natalizia volerà a Roma per un faccia a faccia con il gruppo energetico. «Taranto - prosegue Sportelli - deve darsi una scossa.

I grandi investimenti continuano e essere in una fase d'agonia che si ripercuote negativamente sulla nostra comunità. In panne è anche il rigassificatore della Gas Natural, la costruzione del Distripark e il dragaggio dei fondali del porto. Non si vogliono gli ipermercati e si fa solo populismo». I lavori di ammodernamento della raffineria prevedono anche la costruzione di due oleodotti (Nola e Brindisi) per chiudere il ciclo della lavorazione: estrazione in Val d'Agri, raffinazione a Taranto e trasformazione a Brindisi (con l'apporto della Polimeri).

A tal fine era stato predisposto il cambio di tecnologia con il rinnovo degli impianti. Per verificare l'impatto ambientale del raddoppio l'Arpa (agenzia regionale) aveva stilato una lista di 56 quesiti che l'Eni pare abbia già definito. «Ma ora - conclude Sportelli è il tempo dei fatti».

Articoli correlati

  • Tiratori scelti per difendere i ministri del governo
    Editoriale
    Il confronto con gli ambientalisti a Taranto

    Tiratori scelti per difendere i ministri del governo

    E' passata inosservata la notizia, e pertanto la riportiamo in questa pagina web. Ci chiediamo perché minacciare di togliere la scorta a Saviano e puntare invece i fucili di precisione in una città che è in pericolo sì, ma per altre ragioni, ben spiegate nel recente studio epidemiologico Sentieri.
    Alessandro Marescotti
  • Salute e sicurezza sul lavoro: Taranto prima per malattie cancerogene
    Sociale
    Domani è la Giornata mondiale per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro

    Salute e sicurezza sul lavoro: Taranto prima per malattie cancerogene

    Nel 2018 la maglia nera per il numero assoluto di malattie cancerogene imputabili all’attività lavorativa spetta a Taranto, seguita da Torino, Napoli, Milano, Genova e Venezia.
    27 aprile 2019 - AGI
  • "Quante vittime siete disposti ad accettare?"
    Editoriale
    I ministri Costa, Di Maio e Grillo a Taranto

    "Quante vittime siete disposti ad accettare?"

    Una città blindata. I cittadini protestano. Nell'incontro dei ministri con le associazioni, PeaceLink elenca i dati delle emissioni in aumento a Taranto e quelli degli eccessi di mortalità nelle aree più vicine alle fonti inquinanti
    24 aprile 2019 - Alessandro Marescotti
  • Arcelor Mittal: Peacelink, anche a marzo più emissioni da cokeria
    Ecologia
    Per le 13 di oggi è convocato sulla questione ambientale il Consiglio comunale a Taranto

    Arcelor Mittal: Peacelink, anche a marzo più emissioni da cokeria

    A poche ore di distanza da quanto detto dal premier Giuseppe Conte ieri a Lecce a proposito dell’ex Ilva di Taranto, l’associazione ambientalista Peacelink rilancia l’allarme sull’inquinamento
    25 marzo 2019 - AGI
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.6.23 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)