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Confindustria attacca la Regione Puglia

«Sull'energia la Regione è inaffidabile»

Stop all'investimento Eni, attacco del presidente di Confindustria Puglia «Fermare l'azienda significa infierire sull'economia tarantina già in crisi. In tema di energia e ambiente la Regione fa due passi avanti e uno indietro»
29 dicembre 2007
Fonte: Corriere del Mezzogiorno

- BARI — dispiace dover registrare che puntualmente gli obiettivi e le regole condivise poi vengano meno nella fase attuativa. Il tutto a danno dell'economia della Puglia e dei tanti imprenditori che stanno facendo sacrifici per non chiudere le aziende». Nicola De Bartolomeo, presidente di Confindustria Puglia (ex numero uno degli industriali baresi) è una persona notoriamente pacata, che non ama lo scontro e tantomeno le polemiche.

Ma quando ha saputo della «minaccia» dell'Eni di bloccare il raddoppio della raffineria Agip di Taranto è balzato sulla sedia. Il motivo? Far svanire un miliardo di investimento non è cosa di poco conto. In particolare se si considerano le condizioni di difficoltà in cui opera l'economia jonica. Anche a causa del crac delle casse del Comune di Taranto.

De Bartolomeo, l'Eni ritiene di far saltare l'investimento per i ritardi nell'iter autorizzativo. Qual è la sua posizione?

«Ho seguito il dibattito che si è sviluppato intorno alle concessioni chieste dal gruppo, e per molti versi sono sconcertato. Ricordo che quando l'investimento fu presentato alla Regione, Vendola e Losappio si erano detti entusiasti per l'iniziativa e per i vantaggi acquisiti dal territorio. Le imprese registrarono la volontà politica di condividere il piano d'espansione».

Senza alcuna contropartita?

«Il presupposto era di salvaguardare l'ambiente. Ciò è stato fatto adottando accorgimenti tecnici che dovevano già essere stati analizzati. Le istituzioni preposte, per l'importanza del programma, dovevano creare un percorso privilegiato, non rallentare».

Ma l'impegno dell'Eni è riconducibile a un solo grande gruppo.
«La Regione trascura un dato di fatto: l'allarme lanciato dal collega Luigi Sportelli, presidente della sezione tarantina, è fondato. Un miliardo stanziato dall'azienda significa che si potrà dare lavoro a mille persone per tre anni. Non prendere in esame questa esigenza significa infierire su una classe imprenditoriale che sta facendo i miracoli per evitare il tracollo».

L'assessore Losappio chiede alla multinazionale di pazientare. Cosa risponde?

«Non rispettare la volontà politica già manifestata è un fatto negativo. Un lusso che non ci possiamo permettere. Il mondo della produzione chiede tempi certi e la Regione avrebbe dovuto favorire l'insediamento. E' un film già visto».

A cosa si riferisce?

«Basta guardare ciò che succede in Puglia. Nella stessa situazione si trovano gli investimenti della Sorgenia (centrale di Modugno) e dell'EnPlus (San Severo). Nonostante autorizzazioni già rilasciate. Certe volte, purtroppo, si dà troppo peso alle contestazioni di pseudo-ambientalisti o alle proteste del condominio di dietro l'angolo».

Confindustria non ha opposto resistenza all'approvazione del Piano energetico ambientale regionale.

«Condividiamo l'idea di fondo che più energia non debba comportare più inquinamento. Il mondo delle imprese si è impegnato già da tempo a ridurre le emissioni; a trovare nuove soluzioni per contenere l'impatto ambientale. Abbiamo discusso con le istituzioni e sposato una visione comune. Il confronto è stato proficuo; vogliamo che venga potenziata l'attività di monitoraggio sulla qualità dell'ambiente. Ma da un pò di tempo a questa parte registro un sistematico voler tornare indietro alle decisioni prese: se dalle parole non si passa ai fatti quell'intesa non c'è più».

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    Alessandro Marescotti
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