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Consegnato l´elenco: oltre a Canosa, Grottaglie e Fragagnano, disponibilità a Foggia e Brindisi

Rifiuti, il piano della Puglia "Cinque le discariche pronte"

Non più di 50 mila tonnellate. Vendola: "Questo è il limite". Le forze dell´ordine sono state allertate per consentire ai camion di raggiungere i siti.
12 gennaio 2008
Piero Ricci
Fonte: Repubblica

Emergenza Rifiuti Ci sono anche Brindisi e Foggia, insieme a Canosa, Grottaglie e Fragagnano nella mappa che la Regione Puglia ha consegnato ieri alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Tra le discariche di rifiuti speciali non pericolosi dove il supercommissario Gianni De Gennaro può spedire la monnezza della Campania ci sono il sito di contrada "Formiche" a Brindisi e quello di contrada "San Michele" a Foggia. In più, nell´elenco spedito a De Gennaro c´è anche il termovalorizzatore di Massafra, dove le ecoballe possono essere bruciate ma solo dopo un ulteriore trattamento che possono garantire in loco.

Nel dossier pugliese nelle mani del supercommissario Gianni De Gennaro ci sono anche alcune raccomandazioni. Come quella di destinare alla Puglia non più di 50mila tonnellate per tutti i quattro mesi dell´emergenza in Campania. E possibilmente evitare di conferire il "talquale", quello depositato sulle strade di cui la Campania ha urgente bisogno di liberarsi, ma ecoballe e rifiuti comunque pretrattati.

Ogni momento è buono. Le forze dell´ordine sono state allertate. Dal ministero dell´Interno prima che la segnalazione sulle sei località arrivasse anche dalla Regione. Ma, a quanto pare, non sono previste decine di camion incolonnati verso la Puglia. Il travaso - assicurano - sarà indolore, il più discreto possibile. «Poche centinaia al giorno», assicura l´assessore all´Ecologia, Michele Losappio. Come quotidianamente arrivano, rifiuti speciali non pericolosi da Lazio, Toscana, e Umbria. Da oggi, molto probabilmente, si aggiungeranno anche quelli campani.

Il governatore pugliese, Nichi Vendola, non ci vede scandalo alcuno. Dopo i frequenti consulti telefonici con Palazzo Chigi e con il supercommissario, ci tiene a sottolineare che «il peso della solidarietà pugliese sarà distribuito sull´intero territorio regionale». Pochi minuti prima ha dovuto tranquillizzare il sindaco di Canosa, Francesco Ventola e il presidente della Provincia di Bari, Vincenzo Divella, sul fatto che Canosa non sarà sommersa dai rifiuti campani, unica e sola città pugliese. «Le discariche per i rifiuti speciali sono aperte al mercato. Non c´è nessun problema, per esempio, quando arrivano i rifiuti speciali nelle discariche per rifiuti speciali della Puglia dal Veneto, dal Lazio, dall´Emilia Romagna».

A Canosa c´è stato allarme ma non c´è stato alcun blocco, in contrada "Tufarelle" dove c´è il sito della Bleu. In un fax, spedito ieri mattina, al Comune di Canosa il locale forum ambientale ha espresso «forte preoccupazione per la concreta possibilità che la discarica per rifiuti speciali possa ospitare 50mila metri cubi di rifiuti di dubbia origine e natura dalla Campania». A Canosa, oggi ci sarà un corteo per le vie cittadine mentre il Consiglio comunale ieri sera s´è riunito in seduta straordinaria. A Grottaglie il presidio permanente che si oppone al terzo lotto della discarica della Ecolevante, non segnala l´arrivo di ecoballe, le uniche che temono veramente perché di «dubbia natura» e che sarebbero pronti a bloccare. Ma niente blocchi se ad arrivare sono rsu trattati.

Anche Fragagnano, laltro comune jonico che ospita una discarica per rifiuti speciali, sono preoccupati che larrivo dei rifiuti campani sia il preludio all´ampliamento del sito. Il sindaco Maria Teresa Alfonso, ha inviato una lettera al presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola per rinnovare la richiesta di «un incontro istituzionale per discutere dell´annosa questione dell´ampliamento della discarica Vergine». «Riteniamo - prosegue la lettera - che i nostri comuni paghino già abbastanza in termini di sacrificio a favore dell´intero Salento». «Se le discariche campane non sono più disponibili per essere state illecitamente colmate da rifiuti provenienti dal nord Italia in forza di connivenze politico-mafiose, ragioni di giustizia ed equità vorrebbero che la soluzione venisse ricercata al Nord».

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