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Rifondazione attacca il Governatore del Veneto sulla questione rifiuti

Massafra crocevia dei rifiuti d'Italia

Non ne possiamo più di assistere agli show televisivi del Leghista Galan, che annuncia con sdegno che nella sua Regione "non dovrà giungere neppure un sacchetto di immondizia dalla Campania" sapendo invece che il CDR prodotto dai rifiuti dal "suo" Veneto viene incenerito a Massafra.
16 gennaio 2008
Maurizio Baccaro

- Apprendiamo dalle dichiarazioni sulla stampa rilasciate dal titolare della Cisa che nel Comune di Massafra giungono i rifiuti pretrattati (CDR) da Mantova, Venezia, Verona, Firenze. Quindi non ci sarebbe nessun problema a ricevere la frazione secca(?) dei rifiuti della Campania che verrebbe ulteriormente trattata per essere incenerita sul posto. Questa dichiarazione, certifica quello che per noi era evidente fin dal momento in cui si iniziò a parlare di realizzare il cosiddetto "Termovalorizzatore" (per la scienza Inceneritore a recupero energetico), e cioè il fatto che nel nostro Comune sarebbe arrivato CDR da ogni parte d'Italia.

Dunque, alla domanda che abbiamo rivolto più volte pubblicamente al Sindaco Tamburrano - senza che questi abbia mai risposto o dato spiegazioni ai cittadini: "ci dica se a Massafra arriva CDR da altre Regioni, da dove e in quali quantità?" - ha risposto indirettamente il titolare della Cisa. Preso atto di questa situazione chiediamo al Sindaco di riferire con urgenza al Consiglio Comunale e ai cittadini su tutta la situazione del traffico di materiale da incenerire o da trattare che ha come punto di approdo gli impianti situati nel territorio di Massafra. Anche perché se dovessero arrivare rifiuti da trattare ulteriormente, prima di essere inceneriti, potrebbe rendersi necessario smaltire le frazioni residue nella discarica di proprietà pubblica.

Questo comporterebbe necessariamente l’utilizzo di volumetrie che invece dovrebbero essere esclusivamente al servizio del Bacino TA/1. Inoltre è necessario vigilare sul rispetto della Legge Regionale sul principio di prossimità verificando che agli impianti in questione non giunga CDR del tipo classificato “rifiuto speciale”, sprovvisto di certificazione di prossimità della destinazione rispetto al luogo di produzione. Questa volta il Sindaco non può continuare a far finta di nulla o a parlare di responsabilità dei suoi predecessori o di altri Enti.

Il problema non riguarda solo questa situazione della Campania ma più in generale tutto il materiale che arriva. All’improvviso Tamburrano sembra essersi accorto di quello che noi ripetiamo da anni ma tutta la documentazione (MUD) riguardante i rifiuti che arrivano da altre Regioni viene obbligatoriamente inviata mensilmente agli Uffici Comunali. Come poteva il Sindaco non sapere?

Massafra ha un Sindaco che deve assumersi le proprie responsabilità di fronte alla sua comunità e soprattutto deve garantire la massima trasparenza sulla questione perchè i cittadini hanno il diritto di conoscere come viene utilizzato il proprio territorio. Non bastano addobbi natalizi, feste e festicciole per amministrare un Comune. Rifondazione Comunista e tutte le forze della Sinistra massafrese non staranno a guardare di fronte alla indifferenza dell'Amministrazione sulla questione ma si adopereranno per informare i cittadini e decidere, insieme a quanti vorranno partecipare, quali iniziative eventualmente intraprendere.

Non ne possiamo più di assistere agli show televisivi di personaggi come il governatore della Regione Veneto, il Leghista Galan, che annuncia con sdegno che nella sua Regione "non dovrà giungere neppure un sacchetto di immondizia dalla Campania" sapendo invece che il CDR prodotto dai rifiuti di Verona e Venezia (cioè proprio dal "suo" Veneto) viene incenerito a Massafra. Forse questo piacerà al Sindaco Tamburrano e alla Lega Nord ma certamente non piace ai cittadini di Massafra che peraltro non sono neppure mai stati informati come invece è loro diritto.

Massafra,li
16/01/2008
Per la Segreteria
Maurizio Baccaro

A tal proposito riportiamo una lettera inviata al Governatore Galan

Gent.mo Dott. Galan,

sono il Dottore Antonio Marfella, il medico di Napoli presente in Studio a Porta a Porta nella puntata dello scorso 10 gennaio 2008. Le sono molto grato e riconoscente per quanto ha dichiarato e trasmesso con il suo sorriso ed il suo comportamento nel corso della puntata.

Oltre l’80% della comunicazione tra noi esseri umani non dipende dalle parole, ma da atteggiamenti e comportamenti, ed il suo sorriso, di Governatore felice di una Regione che non vive i disastri sanitari della Campania, è perfettamente motivato, giusto, illuminante e indica molto di più di un semplice buon governo. Lei sa perfettamente...

che non è possibile smaltire correttamente le cosiddette ecoballe o altro materiale indifferenziato delle nostre discariche perché risulterebbero tossiche e gravemente inquinanti presso qualunque impianto finale. Come mai, se essi sono dei semplici rifiuti solidi urbani sia pure indifferenziati?
Il suo sorriso e il suo comportamento sono la più luminosa risposta a questa domanda.

Lei aveva lo stesso sorriso tronfio e soddisfatto dei nostri truffatori di Forcella.

A Napoli si dice "fare il paccotto": nel nostro piccolo, il truffatore si arrangia vendendo al turista sprovveduto la videocamera ultimo modello a prezzo stracciato che però poi risulta fatta di cartongesso, materiale che certo non funziona come videocamera, non di pregio, ma certamente non tossico.

Il suo sorriso, bellissimo, videogenico, era splendente come il sole a confronto dei miei occhi lucidi e del mio viso teso e rigonfio di rabbia e di dolore, esattamente come il viso di qualunque turista sprovveduto che ha subito il "paccotto", e che non solo ha perso dei soldi, ma che soprattutto non puo’ denunciare la truffa perche’ risulterebbe colpevole di ricettazione.

Complimenti, Signor Governatore, tutto fila secondo le sue luminose e redditizie intenzioni, ad oggi ancora noi in Campania ci prendiamo da venti anni il vostro "paccotto" di rifiuti tossici industriali e non possiamo neanche denunciarlo perchè siamo colpevoli di omesso controllo preventivo.

Il tutto viene sommerso dalla massa informe dei nostri rifiuti urbani indifferenziati con la rabbia del truffato che brucia i cassonetti e quindi fa diossina, e si coprono così, con altri reati, le prove del delitto madre di tutti i nostri mali: lo smaltimento illecito dei vostri rifiuti industriali.

Ma vede, Signor Governatore, a me non importa di essere denunciato a mia volta come allarmista e ricettatore, pur di fare incastrare il vero truffatore perchè, Signor Governatore, qui non stiamo più parlando di cartongesso, ma di diossina.

Siamo venuti anche in Veneto a fare le nostre indagini e le nostre analisi e, presso il vostro ottimo laboratorio di analisi chimiche di Porto Marghera del Prof. Raccanelli, a cominciare dal nostro primo "incursore", il Parà Colonnello Gimapiero Angeli, abbiamo cominciato a raccogliere le prove che non solo quantitativamente ma soprattutto qualitativamente abbiamo lo stesso profilo di sostanze diossino-simili dei dipendenti di Porto Marghera.

Il nostro colonnello, guarda caso, non si è mai spostato da oltre venti anni al di sopra del Garigliano ma la inchiesta ormai conclusa Terra Mia, condotta dalla Procura di S. Maria Capua Vetere, ha dimostrato, a poco più di 500 metri in linea d’aria da casa sua, lo smaltimento illecito di migliaia di tonnellate di fanghi tossici provenienti (guarda un pò) da Porto Marghera.

Ciò che non ha potuto il sangue dei nostri eroi del Risorgimento, lo ha potuto la munnezza, Signor Governatore.

Grazie al vostro "paccotto", ora non c’è più nessuna differenza tra il nostro sangue e quello dei vostri concittadini del nord, se non per quantità assoluta della stessa munnezza, e anche su questo convengo con lei: siamo un "popolo di munnezza" più di voi!

Questo cominciano a dirmi le mie analisi sul sangue.

Sarebbe stato certo meglio, e anche in questo convengo con voi, se avessimo messo noi quel famoso muro ad Ancona con tanto di dogana.

Almeno venti milioni di tonnellate di munnezza tossica industriale sarebbe rimasta a nord di quel muro, a "equiparare", anche in termini quantitativi, la munnezza nel sangue dei nostri cittadini.

Purtroppo, il "paccotto" è riuscito benissimo e lei ha perfettamente ragione: a che titolo e diritto urliamo al ladro?

Moriamo in silenzio, e possibilmente senza dare fastidio, sotto la nostra munnezza.

Anche perchè così la nostra munnezza ordinaria può continuare ad essere ben rimpinzata della vostra industriale….

Siamo stati e continuiamo ad essere dei fessi, ce lo dobbiamo tenere e risolvere da noi il problema dei nostri soldi buttati, senza piangere in giro: ha perfettamente ragione!

Ma le assicuro, Signor Governatore, noi napoletani (e io per primo…) stiamo studiando, stiamo pensando e le stiamo preparando magari anche solo un semplice striscione allo stadio come accadde quando dovevamo rispondere in modo adeguato agli insulti degli ultras di Verona nella partita di ritorno ma senza fare squalificare lo stadio San Paolo.

Fu srotolato un solo ed unico grande striscione senza alcuna indicazione di colore o di squadra: "Giulietta è una zoccola!" e il San Paolo non fu squalificato……

A presto rivederla, Signor Governatore, magari allo stadio

Napoli, li 10 gennaio 2008

Antonio Marfella

Tossicologo Oncologo, Difensore Civico delle Assise
di Palazzo Marigliano di Napoli e del Mezzogiorno di Italia

Note: il prof. Marfella ha nel proprio sangue un valore di diossine pari a 47. Il limite per un essere umano è 10. Il prof. Marfella vive a Napoli in centro, dunque ad una certa distanza dalle zone agricole oggetto di sversamento dei rifiuti tossici industriali del nord Italia (grazie al quale gli imprenditori hanno risparmiato l'80% dei costi rispetto ad uno smaltimento legale). Questo dimostra e dà l'idea di come tale avvelenamento tossico abbia contaminato ormai l'intera zona di Napoli e Caserta attraverso, con tutta probabilità, la catena alimentare e le falde acquifere. La regione è stata letteralmente uccisa, ma non si pensi che il problema sia limitato ai campani. I prodotti agricoli finiscono sulle tavole di tutta Italia: quando arrivano ai mercati generali di Napoli, Roma, Firenze, Arezzo, Milano eccetera, viene semplicemente messa un'etichetta falsa.

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