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C'è ancora chi crede nel rigassificatore: il Direttore di TarantoSera!

I tarantini scrivono: si discute sul Rigassificatore

Dalla delibera del Consiglio Comunale alle dichiarazioni del Presidente della Provincia Gianni Florido, dalle "balle" relative alla "presunta" occupazione perduta alle ipotesi di costruzione nel Barese: il rigassificatore torna a far parlare di se.
23 gennaio 2008
Fonte: TarantoSera

Il rigassificatore non produrrebbe ricchezza
Mercoledì 23 gennaio 2008

Gentile Direttore,
L'accordo Stefàno - Riva Leggo la pubblicazione del lettore e la proposta di Bari come sito alternativo a Taranto per impiantare il rigassificatore. Bene, sono integralmente d’accordo con il lettore e in disaccordo con lei. Il nostro territorio è già martoriato e ha già oltre ogni umana misura dato alla ragion di stato: arsenale militare, marina militare, base missilistica e sommergibili, Ilva, Cementir, Eni che vuole il raddoppio della produzione, discariche di ogni genere eccetera, eccetera, eccetera.

Il rigassificatore ci mancava, adesso basta e ora che Taranto abbia altre prospettive di progresso, qui si muore troppo di tutto. Il suo giornale parla di touring club che ci boccia per come maltrattiamo il nostro territorio, le gravine, il mare, il patrimonio archeologico. E’ ora di dire basta! Il rigassificatore non produrrebbe alcuna ricchezza ci hanno già spiegato che a pieno regime occuperebbe qualche decina di persone, e‚ ora di smetterla di svendere il nostro territorio con il ricatto occupazionale! Vogliamo investire? Benissimo. Allora si parli della città vecchia, di una università vera tarantina e indipendente, e ora di cambiare e pensare ad un’altra città intorno ad un altro sistema produttivo. Rivoluzionare, pensare ad altro che ancora non esiste.

Cambiare rotta dopo troppi decenni di scelte economiche, ormai fallimentari che comunque hanno terminato il loro ciclo economico. La decisione del nostro consiglio comunale é la prima di cui essere orgogliosi noi tutti tarantini dopo decenni di decisioni prese altrove che la città ha solo subito. Un cordiale saluto.

Gino Martina
Taranto

Ecco la risposta del Direttore di TarantoSera
Gentile lettore, resto della mia idea, e le spiego perchè. Il rigassificatore - fatto con le dovute garanzie di sicurezza e lontano dalla città - non è una opportunità solo per i posti di lavoro che occuperebbe. Il vero affare sarebbe concordare con l’azienda che gestirà il rigassificatore energia gratis per tutti i tarantini (niente più bollette di luce e gas) per tutti gli anni a venire; e royalties al Comune che con quei soldi, non con i nostri, potrebbe pagare i debiti

Sul rigassificatore Florido sbaglia
Martedì 22 gennaio 2008

Caro direttore,
Ho letto sul suo giornale un’affermazione fatta dal presidente della Provincia Florido che, mi perdoni l’insolenza, è passato fin troppo sotto silenzio, pur essendo di una gravità assoluta. Mercoledì, infatti, in occasione dell’assemblea del neonato Partito Democratico, il nostro Presidente della Provincia ha pubblicamente e candidamente dichiarato di aver dato il suo benestare all’insediamento del rigassificatore a Taranto su pressione del Presidente della Regione Vendola, al fine di “tenersi buono” il Ministro Bersani: ma ci rendiamo conto? Il bello è che di questa situazione si è dichiarato vittima, asserendo di essere per questo stato “massacrato” in campagna elettorale, senza che Vendola muovesse un dito in suo soccorso, essendogli a quel punto debitore.

Non siamo così ingenui da ritenere che si sia trattato di sincerità, l’unica ragione di questa dichiarazione è l’intento di discolparsi da una scelta dannosa per il territorio e rifiutata da tutta la città, che, stanca dei soprusi e degli scempi, ora vuole pensare a tutt’altro tipo di sviluppo. E vogliamo chiamarlo discolparsi? Certamente di patti alle spalle della città ne siamo pieni da anni, non a caso ci troviamo in queste condizioni mentre altri a noi vicini sorridono.

Questo è l’esempio di come si possa barattare l’interesse della città per muovere pedine sullo scacchiere della politica. A poco vale, caro direttore, che Florido si sia affrettato a specificare che aveva comunque posto a Vendola determinate condizioni a questo suo “favore”, perché, ad oggi, ancora, l’unico atto ufficiale della Provincia sulla vicenda, resta quel frettoloso consenso dato mesi fa. Poco conta che nella sua campagna elettorale per diventare sindaco, Florido abbia scritto il suo no al rigassificatore su tutti i suoi volantini, occorre un atto altrettanto ufficiale della Provincia che trovi la sua collocazione nell’iter di valutazione di impatto ambientale in corso. L’unico modo per recuperare ad una bruttissima figura. Cordialmente

Gianluca Giacovelli
Taranto

Ecco la risposta del Direttore di TarantoSera
Gentile lettore, secondo me è lei che sbaglia. Due volte. Uno, perchè a voler leggere bene le parole di Florido, si capisce che sul rigassificatore ha subito una trappola: Vendola gli chiede di dire di sì e poi Stefàno, suo compagno di partito, lo attacca proprio su quel sì. Due, perchè a nostro avviso il rigassificatore, purchè lo si faccia lontano dalla città, a Taranto serve. Perchè serve lavoro.

Il no al rigassificatore è un vero problema
Lunedì 21 gennaio 2008

Gentile Direttore
anche Taranto ha detto no al rigassificatore, dopo Brindisi, un vero problema per la nostra Regione. La Puglia aveva deciso “responsabilmente” di assicurare il proprio contributo alle ragioni di Stato, contribuendo a ridurre la dipendenza del nostro Paese dalle importazioni di gas dall’estero e garantendo, con il Pear, il programma energetico regionale, la realizzazione di un impianto sul territorio regionale. Senza specificare dove, ma escludendo la sede di capobianco a seguito del pronunciamento contrario del consiglio comunale di Brindisi e forse anche per tenersi alla larga dai guai giudiziari che hanno investito il progetto. Tra le righe, senza che mai alcuno lo dicesse chiaramente, si pensava a Taranto come panacea di tutti i mali, tanto lì lo si poteva vedere pure come una gentile concessione da accogliere a braccia aperte da disoccupati, indolenti e accomodanti.

Vallo a immaginare che proprio l’altro giorno il Consiglio comunale di Taranto va a respingere, con atto formale, ogni ipotesi di rigassificatore in città, solo per ragioni ambientali, di sicurezza pubblica e di sviluppo portuale: assurdo. Insomma, pure la giostra è stata chiusa, che insolenza! Ma una promessa è una promessa e quale potrebbe essere ora la nuova sede per questo rigassificatore? Come uscire dall’incidente diplomatico che la Regione Puglia ne ricaverebbe col governo? E come da quello che il Governo ne ricaverebbe con i colossi dell’energia assetati di profitti? Perché non Bari, il nostro capoluogo di Regione! La “ragion di Stato” chiama e la Puglia deve rispondere...chi meglio di Bari, la nostra capo-fila, può rappresentarci innanzi al Governo?

Il porto sul quale la Regione ha deciso di puntare tanto sarebbe un luogo ottimale per l’impianto e la vicinanza alla città non sarebbe un problema. Per la Regione non lo era neppure a Taranto, figuriamoci a Bari dove non ci sono neppure gli enormi serbatoi della raffineria Eni, o l’Ilva, o la Cementir.

Giancarlo De Matteis
Taranto

Ecco la risposta del Direttore di TarantoSera
Gentile lettore, siamo davvero una città straordinaria. Piangiamo e piangiamo perchè non c’è lavoro, non ci sono soldi, non ci sono investimenti e poi, quando arrivano li respingiamo al mittente. Il rigassificatore è una grande opportunità di ricchezza per Taranto e di lavoro per i tarantini. Prima di decidere che non ci serve, sarebbe meglio farci due conti in tasca. Oppure, vietato lamentarsi.

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