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Tarantini, “non sono state date risposte risolutive”

Il NO di Legambiente al Rigassificatore di Taranto

Legambiente ha esposto in una audizione al Comitato Regionale di Valutazione d’Impatto Ambientale la propria posizione in merito alla più recente documentazione presentata dalla Gas Natural. L’intervento è stato presentato da Lunetta Franco, presidente del Circolo di Taranto
2 febbraio 2008

Legambiente Circolo di Taranto Hanno presenziato all’audizione Francesco Tarantini, Presidente Regionale di Legambiente e Aldo Fusaro della segreteria regionale dell’associazione ambientalista. L’intervento è stato presentato da Lunetta Franco, presidente del Circolo Legambiente di Taranto.

Francesco Tarantini, ripercorre sinteticamente le tappe che hanno portato alla posizione esposta oggi in commissione: “Nelle “Osservazioni alle integrazioni del progetto di terminal di rigassificazione proposto a Taranto da Gas Natural” che Legambiente presentò nel marzo 2007 venivano contestate alla società proponente una serie di inadempienze progettuali rispetto ai 40 quesiti posti dalla Commissione Via in sede di valutazione dello Studio di impatto ambientale presentato. Tra queste contestavamo la scelta della rotta di accesso alle navi metaniere, l’ipotetico riutilizzo dei sedimenti marini dragati, lo studio delle interferenze sul traffico commerciale futuro, l’esame delle alternative di localizzazione, la valutazione delle compensazioni ambientali nonché i problemi relativi allo studio sulla prevenzione dei rischi di incidente rilevante.

A tutti questi rilievi”, conclude Tarantini, “ non sono state date risposte risolutive nella nuova documentazione presentata a luglio 2007”.

La Gas Natural ha presentato tre documenti: uno sul problema delle caratterizzazioni del materiale risultante dagli scavi previsti per le opere a terra, un secondo documento dedicato all’interazione del rigassificatore con il traffico navale e un terzo documento sul rischio e sull’eventuale effetto domino derivanti dall’aggiunta di un impianto a rischio di incidente rilevante quale è il rigassificatore in un contesto dove sono presenti già 9 impianti con le stesse caratteristiche di rischio.

“Per quel che riguarda il primo” dichiara Lunetta Franco, “le risposte sono del tutto inadeguate e si limitano a proporre analisi sulla presenza, considerata a priori modesta, di agenti inquinanti nei materiali di scavo. Il problema della bonifica, sollevato in tutti i nostri interventi rimane, dunque, tutto da affrontare.

Per quel che riguarda le altre due grandi questioni, anche sulla prevenzione del rischio di incidente rilevante e sulle interferenze con il traffico navale futuro la nuova documentazione presentata risponde solo in parte e in maniera del tutto insoddisfacente a questi quesiti.
In particolare relativamente alla sicurezza e al possibile effetto domino”, dichiara la Franco, “abbiamo fatto rilevare alla Commissione VIA come la documentazione presentata in merito dalla Gas Natural, pur se apparentemente ricca di dati e riferimenti a modelli ed esperienze in materia, non è assolutamente soddisfacente, perché riferita sostanzialmente ad impianti similari installati, tuttavia, in contesti territoriali differenti.

Non si tratta infatti di un analisi di rischio sito specifica, ma semplicemente di una valutazione di massima, estrapolata dal contesto autorizzativo locale, né è pensabile, trattandosi di un progetto di tale rilievo da realizzare in un sistema insediativo “complesso”, come quello in cui andrebbe a situarsi il rigassificatore, procedere, come ha fatto Gas Natural, ad analisi con un criterio per analogia..

Inoltre, va ricordato che a Taranto:

- sono in itinere, oltre al rigassificatore, una serie di progetti che incrementerebbero ulteriormente il già abnorme apparato industriale nonché le procedure di AIA per l’ILVA e per le altre imprese industriali della città; e su ciascuno di questi interventi il Comitato Tecnico Regionale (CTR) deve ancora esprimere un parere di prefattibilità prima di procedere ad una valutazione integrata di sito;

- manca la pianificazione dell’emergenza esterna, di cui è titolare la Prefettura di Taranto, senza la quale nulla può essere aggiunto ad un sistema che conta già 9 impianti a rischio di incidente rilevante;

- manca un Rapporto Integrato di Sito (RIS) a cura dei Gestori proprio perché trattasi di area ad elevato concentrazione di stabilimenti industriali. Tale RIS dovrà successivamente essere approvato dal Comitato Tecnico Regionale (CTR);

- manca o, per lo meno non è noto ed agli atti, il Documento RIR (Rischio di Incidente Rilevante) di titolarità comunale;

- il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale risulta essere ancora in corso di approvazione;

- manca uno Studio di Impatto Ambientale (SIA) che tenga conto di tutte le pressioni insistenti sul territorio tarantino e degli effetti connsessi all’inserimento del nuovo impianto.

Sulla base di queste carenze, tutta la documentazione prodotta da Gas Natural risulta priva di riscontri concreti e di procedure operative basate su ipotesi progettuali che abbiano contezza dello stato insediativo tarantino.

Infine”, conclude la Franco, “anche relativamente all’interazione con il traffico portuale , nello studio presentato non vengono prese in considerazione tutte le variabili future. Se infatti viene valutato un ampliamento del traffico di containers secondo i cambiamenti previsti dall’attuale concessionario del Terminale dei containers, non si può dire la stessa cosa del resto. Non sono stati, infatti, considerati altri possibili traffici futuri che- testuale - saranno considerati in successivi studi da sviluppare opportunamente.

E ancora al paragrafo 3 sulla metodologia adottata nello studio si dichiara testualmente in merito al traffico di merci alla rinfusa e di prodotti siderurgici che «sulla base della documentazione disponibile, è stato stimato un traffico costante, senza un incremento apprezzabile del numero di navi in un futuro prossimo».

Inutile dire che l’incremento dei traffici portuali è qualcosa di auspicabile e prevedibile se, come da tutti dichiarato, il porto dovrà essere il volano di un nuovo sviluppo per la città”.

Ufficio Stampa (339 1903406)

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