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Diossina e PCB nel sangue dei tarantini

Le analisi condotte dai TarantoViva su 10 volontari mostrano valori elevati dei pericolosi agenti inquinanti. A fine mese l’agenzia regionale per l’ambiente realizzerà una nuova campagna di controlli ma a misurare i livelli di diossina nel sangue dei tarantini ci ha pensato un’associazione ambientalista. Ne abbiamo parlato con Mario Collura, uno degli artefici dell’iniziativa che sarà presentata questa mattina a Palazzo di Città.
9 febbraio 2008
Michele Tursi
Fonte: Corriere del Giorno

Diossine Uomo Taranto A Giugno scorso ARPA e CNR misurarono per la prima volta le emissioni di diossina dell’agglomerato 2 dell’ILVA di Taranto. A fine mese l’agenzia regionale per l’ambiente realizzerà una nuova campagna di controlli ma a misurare i livelli di diossina ne sangue dei tarantini ci ha pensato un’associazione ambientalista, si tratta di TarantoViva, sodalizio presieduto da Gerry Albano cui aderiscono tarantini che vivono in altre città d’Italia e dell’estero. Un esempio concreto di ambientalismo che non si limita a protestare ma che informa, come testimonia la pubblicazione del volume “Un Nodo d’acciaio” e documenta come nel caso dell’indagine “Diossina Uomo Taranto”. Ne abbiamo parlato con Mario Collura, uno degli artefici dell’iniziativa che sarà presentata questa mattina a Palazzo di Città.

Che esito hanno dato le analisi?

Le diossine sono presenti nel sangue di tutti gli animali in tutto il mondo. Negli uomini vengono ricercate e dosate da circa 20 anni e ne sono state trovate quantità variabili. Noi abbiamo sottoposto ad analisi il sangue di dieci persone residenti in vari quartieri della Città di Taranto, tutti in buona salute, non impegnati in attività ad alta esposizione alle diossine. Il Sindaco di Taranto, Ezio Stefàno

I campioni ematici sono stati cumulati ed i risultati ottenuti indicano quote di Diossine e Furani elevate. Molto elevate sono le quantità di PCB (policlorobifenili). Naturalmente non sappiamo come interpretare il dato specifico, evidentemente nel corso degli anni le persone sottoposte ad analisi hanno ingerito PCB in quantità e la via è quella alimentare. Va sottolineato che il dato non è automaticamente generalizzabile all'intera popolazione. Per determinare l'effettiva esposizione di fondo della popolazione di Taranto e Provincia servirebbe un campione d'esame numericamente molto più vasto e lo studio sarebbe da fondare su di un impianto statistico. Non solo. Servirebbe anche la conoscenza della quantità di inquinanti emessi a Taranto dalle varie fonti, la loro distribuzione geografica secondo la dispersione degli stessi in ambiente nonché la stima della dispersione di inquinanti nei decenni trascorsi.

Ma è a rischio salute di chi risiede a Taranto è a rischio?

Crediamo che sia arrivato il momento di esaminare le casistiche di morbilità e di mortalità per le varie patologie. Il registro tumori è ovviamente indispensabile e va chiesto a gran voce. E' annunciato in Puglia come imminente, ma probabilmente occorrerà aspettare per avere dei dati. Gli Il Giudice Franco Sebastio e il Giudice Antonella Montanaro

studi epidemiologici sono costosi e necessitano di riferimenti certi rappresentati dai dati di inquinamento ambientale. L'epidemiologia è la scienza che può stabilire nessi di causa fra agenti patogeni e malattie. Esisterebbero e sarebbero rapidi e poco costosi i dati ottenibili dall'informatizzazione, quali ad esempio le esenzioni ticket per patologie. Sapremmo in tempi ragionevolmente brevi di cosa sono ammalati i tarantini, dove risiedono, che età hanno ed altro ancora e sarebbe una premessa cui fare seguire il resto. Su questo non si può esitare ancora. Non si corre il pericolo di generare allarme nella popolazione, non è questo il nostro spirito, piuttosto vogliamo stimolare le istituzioni. I nostri risultati sono descrittivi del campione da noi selezionato e non della popolazione tarantina. Gli stessi nostri volontari donatori, come già detto, sono persone in buono stato di salute e singolarmente non dovrebbero temere di ammalarsi a causa delle diossine. I meccanismi che portano allo sviluppo della malattia sono ancora non ben definiti e sembra che abbiano un peso anche componenti individuali. Il dato sul singolo individuo non ha rilevanza invece diviene significativo sulle popolazioni. L’allarme sarebbe giustificato, per quanto stimiamo, se il dato da noi fotografato fosse davvero rappresentativo della situazione di Taranto. Sicuramente servono ulteriori studi. Quindi ora occorre l’intervento delle istituzioni.

In concreto cosa chiedete?

Di assumere l'istanza di conoscenza che noi, come cittadinanza attiva, ci sentiamo di esprimere e rappresentare e conseguentemente di impegnarsi i Alessandro Marescotti, Presidente di Peacelink

n una opera conoscitiva seria e di renderne edotta l'opinione pubblica. Se finora non si è fatto abbastanza sappiamo bene che ciò è spiegabile in base a tanti fattori, la poca conoscenza delle problematiche ambientali fino a venti anni fa, le carenze organizzative, la mancanza di soldi. Oggi riteniamo doveroso superare i primi due punti e per quanto riguarda i finanziamenti, vorremmo dire che intanto la problematica di ambiente e salute a Taranto merita un posto di preminenza nelle scelte dell'Amministrazione. Ma vorremmo sottolineare che indagini come la nostra possono essere condotte con metodi anche non eccessivamente costosi e consentire di monitorare in termini statisticamente certi la popolazione intera. Ci piacerebbe che le istituzioni locali facessero subito qualcosa per frenare la costante deriva ambientale e restituire Taranto alla sua bellezza, alla sua storia, alle sue produzioni locali.

Possiamo paragonare Taranto ad altre realtà italiane e mondiali?

E' quello che abbiamo tentato di fare, pur con tutti i limiti della nostra azione. Se i risultati delle nostre analisi fossero indicatori della reale esposizione dei tarantini, allora sembrerebbe che a Taranto si ingeriscano più Diossine e Congeneri che nei dintorni del Petrolchimico di Marghera e degli inceneritori lì presenti. Ugualmente risulterebbe che Diossine e Furani siano più o meno ai livelli di quelle trovate nel sangue di Mantovani e bresciani di aree contaminate. Tornando ai dati emersi, chiederemo agli esperti dell’INCA un parere sul PCB per i quali non abbiamo trovato livelli cosi alti in alcuno studio effettuato al mondo.

Un ultima domanda, perché avete fatto queste analisi?

Innanzitutto l'amore per la città e per i cittadini. Poi la volontà di superare l'indifferenza, o, peggio, il senso di rassegnazione dannosi di fronte al degrado ambientale della nostra Città.. La gente conosce la realtà dell'inquinamento ambientale. Abbiamo pensato che sia arrivato il momento di chiudere il cerchio e di chiederci se gli agenti inquinanti stiano iniziando a minacciare la salute dei tarantini e così abbiamo pensato di cercarne uno fra tanti, le diossine.

Note: Introduzione a cura del Dott. Roberto Petrachi
http://www.tarantoviva.it/corpo/iniziative/2008/DUT/contenuti/DUT_Petrachi.pdf

Diossine Uomo Taranto a cura del Dott. Mario Collura
http://www.tarantoviva.it/corpo/iniziative/2008/DUT/contenuti/DUT_Collura.pdf

Tumori Uomo Taranto a cura del Dott. Patrizio Mazza
http://www.tarantoviva.it/corpo/iniziative/2008/DUT/contenuti/DUT_Mazza.pdf

Il commento del Dott. Aldo Petrucci - Procuratore della Repubblica
http://www.tarantoviva.it/corpo/iniziative/2008/DUT/contenuti/DUT_Petrucci.pdf

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