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«Sapremo cosa respiriamo e potremo contrastare l’inquinamento»

L'Arpa annuncia un «Progetto Taranto»

Un «Progetto per Taranto» in materia ambientale, chiamandovi a collaborare le istituzioni pubbliche, il mondo dell’Università e quello della ricerca. Lo annuncia l’Arpa, l’Agenzia regionale di protezione ambientale. Pastore: «Rivolgendoci all’Arpa, avremo in tempo reale l’elaborazione dei dati acquisiti. Non perderemo così tempo».
22 febbraio 2008
Fabio Venere
Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno

- Questo progetto dovrà mirare all’identificazione e quantificazione «delle diverse sorgenti di inquinamento alfine di orientare gli interventi nel senso dell’ef ficacia sulla base del principio della prevenzione basato sull’evidenza e quindi sul rigore scientifico».

L’Arpa torna quindi sul caso della centralina di via Macchiavelli, ai Tamburi, che ha trasmesso dati errati per un difetto di installazione e di taratura da parte dell’impresa incaricata del servizio. Abbiamo corretto i dati, ribadisce di nuovo l’Arpa, ma comunque quell’area dei Tamburi ha comunque evidenziamento un superamento dei limiti delle polveri.

«Sino a prova contraria, l’Ilva è l’unica grande azienda che, in un momento di così grave difficoltà per il Comune, ci ha aiutati senza chiedere in campo nulla». Bruno Pastore, assessore comunale all’Ambiente, intervistato dalla «Gazzetta», fa queste riflessioni il giorno seguente l’approvazione da parte della giunta Stefàno di due importanti provvedimenti.

Il primo (cui faceva prima riferimento lo stesso Pastore) è relativo alla cessione, per dieci anni rinnovabili, da parte del gruppo Riva di un terreno di
tre ettari su cui costruire un canile rifugio; il secondo, invece, riguarda l’affidamento (anche questo, a costo zero) all’Arpa Puglia delle centraline per il monitoraggio dell’aria.

Assessore, si ricorda le polemiche dopo che l’Ilva riparò le quindici fontanelle del cimitero?

«Già, me lo ricordo. E mi lasci dire che molte furono anche sgradevoli» .

Teme che accadrà la stessa cosa anche per la cessione in comodato gratuito di questo terreno sulla Taranto-Statte?

«Spero davvero di no».

Cosa dovrebbe cambiare?

«In questo modo, con la preziosa collaborazione dell’Ilva spa, noi diamo una risposta all’emergenza randagismo. Spero che entro la fine della prossima estate, su quell’area, possa essere costruito un canile rifugio in grado di ospitare almeno 600 cani. In questo modo, del resto, faremmo respirare sia il canile sanitario e poi, in prospettiva, risolveremo la questione ancora aperta del canile sanitario, finito al centro di un’ indagine giudiziaria, attualmente gestito dall’Anpa, per il quale il Comune di Statte ha già emanato un’ordinanza di sgombero».

Se non interviene con le sterilizzazioni di massa, però, l’emergenza randagismo non verrà mai sconfitta, non crede?

«Sì, per carità. Sinora, non abbiamo potuto dare attuazione al protocollo d’intesa sottoscritto anni fa tra il Comune e l’Asl perchè non c’erano i locali a disposizione. Anche per questo, ci serve un nuovo canile. Detto questo, comunque qualche intervento si sta comunque realizzando».

Assessore, la riunione di giunta di mercoledì scorso ha dato anche il via libera all’affidamento all’Arpa delle centraline di proprietà del Comune. Per lei, questo risultato è...

«Importante, davvero importante. Dopo oltre un anno, da quando cioè era terminata la durata dell’appalto assegnato alla Gecom, queste 17 centraline non erano più operative. Bene, l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente mi ha presentato un progetto per ridurre il numero delle apparecchiature da 17 a 13. Inoltre, verranno calcolati anche degli agenti inquinanti che, negli anni scorsi, non erano proprio valutati. In questo modo avremo a disposizione, un quadro chiaro e potremo adottare, di consegue, delle misure. Ma se non conosciamo esattamente la presenza degli agenti inquinanti in atmosfera, come possiamo (ad esempio) adottare provvedimenti quali le targhe alterne nel Borgo oppure istituire delle zone a traffico limitato? E poi, ci sono anche degli altri vantaggi».

Quali?

«Rivolgendoci all’Arpa, avremo in tempo reale l’elaborazione dei dati acquisiti. Non perderemo così tempo».

Quando l’Arpa entrerà in funzione?

«Spero e penso che le centraline possano essere affidate entro aprile».

L’ARPA ANNUNCIA:
NEL PROGETTO TARANTO COINVOLGEREMO UNIVERSITA' E RICERCA

Dalla settimana prossima al via la seconda campagna di misurazione delle diossine nelle emissioni del camino dell’impianto di agglomerazione dell’Ilva. A rammentare il nuovo appuntamento è l’Arpa Puglia (Agenzia regionale di protezione ambientale), in una nota in cui il direttore generale, Giorgio Assennato, torna sull'errore (nella taratura di una nuova apparecchiatura sperimentale) che aveva portato negli ultimi otto mesi ad una sovrastima sistematica nelle misurazioni del PM10 e PM2.5, le polveri sottili, nella centralina installata in via Machiavelli a Taranto.

Ma proprio l’aver reso in trasparenza quei dati in questi mesi, nonostante le perplessità dei tecnici, ed oggi la rettifica degli stessi, costituisce per Assennato la peculiarità di una Agenzia che intende operare con la massima trasparenza ed il massimo rigore scientifico.

«I rischi associati a questa scelta - dice Assennato - sono ovvii e si sono manifestati in tutta la loro evidenza in questa circostanza che, ad una lettura sommaria, si presta a sollevare critiche per l’operato dell’Agenzia. Ciò non di meno, questa Agenzia s’impegna a mantenere la stessa condotta nelle prossime iniziative che la vedranno coinvolta per un’esigenza di trasparenza che è per noi un valore in sé, in funzione della nostra natura di ente pubblico al servizio delle istituzioni e dei cittadini”.

La Bcc stanzia 5 milioni di Euro per progetti a tutela dell'Ambiente. Oggi la firma di un protocollo d’intesa con Legambiente
Sarà siglato e presentato questa mattina alle ore 10.30 nella sede della Filiale 1 di Taranto della BCC San Marzano di San Giuseppe l’accordo fra Legambiente Taranto e Bcc San Marzano di San Giuseppe per l’attuazione di un piano operativo teso a favorire l’energia pulita a Taranto. L’Istituto di credito ionico, ha stanziato un plafond rotativo di 5milioni di euro a favore dei nuovi impianti. E con Legambiente saranno realizzati progetti d’intervento ecosostenibili.

All’incontro con la stampa e per la sigla dell’intesa, interverranno il presidente di Legambiente Taranto, Lunetta Franco, e il direttore generale della Bcc San Marzano di San Giuseppe, Emanuele Di Palma. L’accordo in chiave locale nasce da un’intesa siglata a livello nazionale da Legambiente e Federcasse (la Federazione nazionale delle banche di credito cooperativo).
Assennato prosegue elencando le attività che vedranno impegnata l’Agenzia in prima linea: la razionalizzazione della rete di monitoraggio della qualità dell’aria - che prevede l’integrazione delle centraline proprie dell’Arpa con quelle del Comune e della Provincia di Taranto, con un costo annuo pari a circa 300.000 euro interamente a carico dell’Agenzia -, il secondo monitoraggio della diossina, l’esecuzione di una campagna di monitoraggio con il laboratorio mobile in dotazione al Dipartimento nei pressi di via Machiavelli con lo scopo di acquisire dati biorari di PM10 per evidenziare la direzionalità degli episodi acuti di inquinamento.

A quest’ultimo proposito, i primi dati disponibili stanno confermando l’accuratezza delle attuali misure della centralina di via Machiavelli. Ma queste sono attività che rientrano in un più ampio «Progetto per Taranto» che l’Agenzia intende mettere in campo con l’ausilio del mondo universitario e della ricerca, e di concerto con le istituzioni pubbliche. Il tutto - prosegue il responsabile dell’Arpa - «per identificare e quantificare al massimo il contributo delle diverse sorgenti di inquinamento ed orientare gli interventi nel senso dell’efficacia, sulla base del principio della prevenzione basata sull'evidenza e quindi sul rigore scientifico».

L’Arpa annuncia poi un convegno sulla «Vicenda Taranto» per il prossimo 9 maggio nell’ambito di Mediterre. Tornando ai dati della centralina di via Machiavelli, l’Arpa mette in guardia: è vero che ci sono stati errori, ma il ricalcalo delle misurazioni conferma un quadro allarmante. Ugualmente il limite massimo di PM10 è stato superato più volte rispetto al limite consentito.

«Anche dopo la correzione delle misure, l’area interessata da questo monitoraggio presenta i livelli più critici di inquinamento da polveri della città, testimoniato dai 47 giorni di superamento del valore limite giornaliero registrati in soli 7 mesi (laddove la legge prevede di non eccedere i 35 giorni di superamento in un anno)» dice l’Arpa. «L’Agenzia - conclude la nota di Assennato - si assume la responsabilità di garantire prestazioni ambientali accurate alla comunità tarantina, fornendo in modo trasparente i risultati conseguenti attraverso tutti i mezzi di controllo di qualità tecnicamente possibili che, come in questo caso, possono anche portare alla revisione dei dati prodotti».

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