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«Quell' immobile non si tocca»

Intervento del presidente della Commissione Assetto del Territorio «non ci sono le condizioni di legge perché si possa procedere alla demolizione trattandosi di un edificio censito/catalogato per cui l’unico intervento possibile è quella di un recupero conservativo dell’immobile umbertino»
8 marzo 2008
Fonte: Corriere del Giorno

- “L’enfasi data dalla stampa al progetto di ristrutturazione dell’edificio di Via Acclavio è giustificata non tanto dalla valenza del progetto in sé ma dal significato a cui rimanda”. Lo afferma in una nota Michele Patano (Indipendenti per Stefano), presidente della Commissione Assetto del Territorio. “Le decisioni che su questa questione saranno assunte - si legge in una nota - rappresenteranno infatti una indicazione precisa rispetto alla visione complessiva che l’Amministrazione comunale ha dei problemi urbanistici del Borgo.

C’è qualcuno che vuole spacciare la decisione della Commissione Assetto del Territorio di approfondire la discussione del progetto come dovuta a pressioni della stampa. Non è così perché qui non si tratta di attribuirsi dei meriti ma di affrontare con equilibrio e senza pregiudizi il problema. Non si può peraltro da un lato dare ragione alle imprese tarantine che in un loro recente convegno hanno lamentato il fermo dell’attività edilizia nella città e nel contempo gridare allo scandalo se un’impresa fa un progetto e, nel rispetto delle norme vigenti, chiede di poter costruire.

Analogamente e nello specifico non si può da un lato disegnare un quadro da terzo mondo dell’edificio in questione invocando ragioni igieniche e di invivibilità e poi impedire che nulla si muova per rimuovere quelle condizioni. La Commissione Assetto del Territorio ha un ruolo diverso da quello della stampa poiché essa deve tener conto di molteplici fattori primo fra tutti la garanzia del rispetto delle indicazioni di Piano e uno sviluppo urbanistico del territorio coerente con quelle indicazioni”.

Sulla questione specifica dell’edificio di Via Acclavio secondo Patano “non ci sono le condizioni di legge perché si possa procedere alla demolizione trattandosi di un edificio censito e catalogato per cui l’unico intervento possibile è quella di un recupero conservativo dell’immobile umbertino. Ma su questo, registrando la Commissione Assetto punti di vista diversi, è legittimo che ognuno esprima la sua opinione e che alla fine la stessa Commissione, attraverso il confronto costruttivo, giunga ad una sintesi unitaria e condivisa.

D’altro canto la logica dell’Amministrazione comunale non è certamente quella delle demolizioni selvagge e indiscriminate né all’interno della stessa Commissione Assetto c’è qualcuno che ha nostalgia del piccone. La linea dell’Amministrazione è quella del recupero, soprattutto quando si tratta di immobili di pregio storico e urbanistico.

La vera questione è un’altra e non riguarda l’aspetto specifico della conservazione della facciata di quell’immobile ma la filosofia urbanistica generale intorno a ciò che si vuole fare del Borgo e soprattutto l’assenza di regole certe sulle quali pubblica amministrazione e imprese possano costruire in sinergia uno sviluppo ordinato e rispettoso della cultura e della storia di questa città.

E allora questo è il tema da inserire nell’agenda dei prossimi anni, costruire, nel rispetto delle legge, quella sintesi virtuosa tra esigenze di sviluppo del settore edilizio e tutela degli interessi collettivi che si sostanziano nella necessità di non cancellare le testimonianze della nostra storia e nel contempo di garantire il diritto dei singoli cittadini a disporre del proprio bene nel rispetto degli interessi collettivi. Su questa linea e con questi intendimenti personalmente intendo muovermi nella mia qualità di Presidente della Commissione Assetto del Territorio”.

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