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TarantoViva: «Quanto costa l'inquinamento?»

Nel Bresciano, in una situazione analoga, si è arrivati ad interdire l'accesso alle zone inquinate e sono state distribuite alla popolazione istruzioni di comportamento per evitare la contaminazione. L'inquinamento si deve e si può ridurre e ci sono esempi validissimi a Servola ed a Cornigliano.
22 marzo 2008
Roberto Petrachi (Associazione TarantoViva)
Fonte: Corriere del Giorno

www.tarantoviva.it Dopo ripetute quanto meritorie segnalaioni da parte della stampa e delle associazioni ambientaliste e dopo qualche disguido è stato appurato che in alcuni campioni di latte locale sono presenti diossine e pcb.

Di consegnuenza sono stati preannunciati provvedimenti tesi a tutelare la salute e tra le possibilità sono state citate l'abbattimento di alcuni bovini e l'esecuzione di ulteriori esami negli alimenti e forse altro ancora.

Nel Bresciano, in una situazione analoga, si è arrivati ad interdire l'accesso alle zone inquinate e sono state distribuite alla popolazione istruzioni di comportamento per evitare la contaminazione.

Tutto questo ha un costo economico, potrebbe creare allarme con conseguenze negative su produzione e vendita di determinati generi ed è meglio non immaginare cosa potrebbe accadere se, estendendo le analisi su altri prodotti tipici, ci fossero risultati allarmanti.

Chi pagherà i danni se caleranno i consumi delle specialità nostrane, nella cui produzione sono impegnate migliaia di persone? A pagare sarà l'intera comunità, non certo chi ha inquinato e continua ad inquinare e valuti ognuno quanto ciò sia giusto. Tuttavia pare inoppugnabile il fatto che le diossine e il pcb sono entrati nella catena alimentare.

In verità un'idea, un sospetto ed anche di più sull'argomento ce l'eravamo già fatta. Un mese fa avevamo dimostrato la presenza nel sangue di dieci tarantini di diossine e di pcb, probabilmente ai livelli più elevati fra quelli riportati negli analoghi studi della letteratura mondiale. Abbiamo detto e ci è stato ripetuto che il campione del nostro esame non aveva significatività statistica.

Tuttavia, in attesa di studi che abbiamo in programma di realizzare su un campione più esteso, ipotizziamo che la situazione dei 10 volontari sia rappresentativadella popolazione tarantina. Se gli animali contaminati possono essere abbattuti, lo stesso provvedimento non è proponibile per gli esseri umani.

Allora cosa diremo alla gente? Il lavoro con le sue esigenze è un argomento efficace, lo sapevano anche nei regimi più odiosi, basti ricordare la scritta "Il lavoro rende liberi" posta all'ingresso dei lager. Però non credo che basterà a rendere accettabile la malattia, per chi si ammala.

Forse bisognerà dire che è colpa del destino cinico e baro, che è stata una fatalità o magari il risultato di una costituzione geneticamente vulnerabile. In realtà credo che bisogna dire che l'inquinamento si deve e si può ridurre e ci sono esempi validissimi a Servola ed a Cornigliano.

Esistono momenti di crisi in cui le buone intenzioni, di cui peraltro è lastricato un percorso tanto noto quanto spaventoso, non bastano più. Credo che il momento presente della nostra città sia uno di questi: il peso dell'inquinamento è ormai insopportabile e la richiesta di cambiamento è sempre più accesa e diffusa. Svalutarla tirando le cose in lungo sarebbe un grave errore

Roberto Petrachi
Associazione TarantoViva
www.tarantoviva.it

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