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Oggi super vertice in Regione: la posizione di Florido

Fa registrare un notevole balzo in avanti l’iter per la sottoscrizione di un nuovo accordo di programma sull’ambiente. Per oggi, infatti, Vendola, ha convocato a Bari le quattro principale aziende dell’area industriale: Ilva, Eni, Cementir, Edison.
8 aprile 2008

Nichi Vendola Al super vertice prenderanno parte anche Comune, Provincia e Ministero per l’Ambiente.

Nei giorni scorsi, all’indomani della marcia dei bambini contro l’inquinamento, il governatore aveva inviato una lettera alle quattro aziende informandole dell’intenzione di aprire un nuovo tavolo per giungere ad un accordo organico in materia ambientale.


Un accordo di programma, come ha poi specificato Vendola nel suo comizio di qualche giorno fa in Piazza della Vittoria, che abbia come obiettivo quello della drastica riduzione delle emozioni inquinanti nell’arco di un anno, partendo da una valutazione complessiva delle emissioni.

Vendola ha assunto un impegno preciso con l’associazione dei bambini guidata dal pediatra Giuseppe Merico: abbattere le emissioni di diossina entro un anno.

Il presidente della Regione ha persino indicato una data: 21 marzo 2009, data coincidente con l’inizio della primavera. «Quel giorno — ha promesso il governatore ai bambini — brinderemo insieme con un bicchiere di latte alla riduzione dell’inquinamento. Oppure faremo le barricate nella zona industriale».

Su questo argomento interviene il presidente Gianni Florido, esprimendo la posizione della Provincia di Taranto. “Il tema in discussione è particolarmente importante anche per le grandi sollecitazioni provenienti dalla comunità ionica e dalle istituzioni sempre più sensibili e orientate a chiedere un progetto concreto ed esigibile di ‘sostenibilità ambientale’. Noi riteniamo che il punto di partenza per affrontare la questione sia il DPR n.196 del 1998 riguardante “l’approvazione del piano di disinquinamento per il risanamento del territorio della Provincia di Taranto”. Si tratta del primo approccio programmatico tendente ad azioni che potremmo definire “riparatorie” delle problematiche ambientali di Taranto.

Questo decreto, in una visione integrata e sistematica della gestione socio-economico e sanitaria del nostro territorio, ha previsto, tra l’altro, l’esecuzione di azioni e buone pratiche tese al miglioramento di tutte le matrici ambientali: aria, acqua e suolo, prevedendo anche la dotazione di un sistema di monitoraggio specifico denominato Simage, di uno screening della popolazione, nonché l’attivazione di un osservatorio epidemiologico per il monitoraggio delle patologie tumorali. Oggi il decreto legislativo 59 del 2005 (Autorizzazione Integrata Ambientale) e il testo unico delle norme ambientali (decreto legislativo 152 del 2006), hanno dato nuovo impulso programmatorio e prescrittivo a tutte le autorità pubbliche, che non possono non tener conto nelle loro azioni del percorso e degli aspetti evidenziati dal DPR 196/98, superando così numerosi rinvii e modifiche. Gli enti pubblici coinvolti nei vari livelli, quindi, oggi sono posti nelle condizioni di poter contribuire ed indicare, nell’ambito delle procedure normative, prescrizioni utili al miglioramento dei cicli produttivi, come elementi necessari anche per consentire il superamento di ogni forma di allarmismo ambientale e sanitario, attraverso una valutazione oggettiva non già del singolo impianto o della singola realtà produttiva (Ilva, Eni, Edison, Cementir, ecc) ma attraverso una valutazione dell’impatto complessivo del sito industriale tarantino.

Tutto questo attraverso l’introduzione delle migliori tecnologie (B.A.T.), ma anche con possibili interventi modificativi dei singoli processi produttivi rivolti all’efficienza energetica, alla gestione e riduzione dei rifiuti. L’ulteriore strumento dell’Accordo di programma, previsto dal comma 20 dell’articolo 5 del decreto legislativo 59/2005 e promosso dal ministero dell’Ambiente per il rilascio delle Autorizzazioni Integrate Ambientali (A.I.A.) agli stabilimenti produttivi presenti nel sito industriale di Taranto, è da considerarsi utile e necessario a dare contributi coordinati e propulsivi tra soggetti pubblici e privati. L’obiettivo è di dare garanzie di accettabilità e salubrità ambientale sostenendo al contempo il sistema economico e fornendo risposte utili al superamento di un dibattito, esistente nella nostra realtà, tra chi ritiene inconciliabile le produzioni industriali, l’ambiente e l’occupazione. Per favorire questo percorso, a nostro avviso è auspicabile e necessario che il sistema produttivo condivida lo spirito dell’Autorizzazione Integrata Ambientale, e si renda disponibile a nuove politiche economiche orientate alla promozione di cicli produttivi innovativi, non solo attraverso l’impiego delle migliori tecnologie, ma anche con la più efficace gestione dei processi industriali. Parteciperemo dunque con grande interesse al tavolo tecnico ministeriale previsto per domani, 8 aprile, offrendo il nostro contributo che sinteticamente possiamo così riassumere.

Primo: verifica del quadro ambientale e produttivo, sulla base del DPR 196/98, che analizzi i benefici delle azioni prescrittive attuate dai soggetti privati.

Secondo: è necessario che la fondamentale valutazione conoscitiva ambientale di area tenga conto, rispetto al DPR 196/98, delle ulteriori evoluzioni produttive ed impiantistiche del contesto già attuate (Ilva: aumento produttivo da 7 a 10 milioni di tonnellate-anno; Eni: aumento produttivo dal 3,9 a 6 milioni di tonnellate-anno, nonché i termovalorizzatori del comune di Taranto e di Massafra).

Terzo: analizzare gli effetti delle autorizzazioni A.I.A. sulle nuove ed ulteriori richieste di futuri insediamenti produttivi già avanzate, tra cui il raddoppio della raffineria Eni, la centrale elettrica Eni Power e la centrale elettrica Ilva.

Quarto: avanzeremo la proposta che il monitoraggio dei singoli insediamenti produttivi previsto dalla norma a carico delle stesse imprese autorizzate (art. 7 comma 6 del d.lgs 59/2005), per la ovvia caratteristica del sito industriale di Taranto che comporta inevitabilmente reciproche interferenze, sia superata dalla obiettiva esigenza di realizzare un monitoraggio unitario, attraverso la disponibilità e la gestione consortile delle imprese coinvolte.

Quinto: occorre prevedere studi sistematici con indagini appropriate e conoscitive di area, per le quali la Provincia di Taranto ha già dato un proprio apporto promuovendo contributi per nuove dotazioni strumentali di Arpa Puglia”.

Gianni Florido
Presidente della Provincia di Taranto

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