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L'Atleta di Taranto partirà per le olimpiadi di Pechino

Le procedure sono già in corso. Alle Olimpiadi di Pechino andranno le anfore e l’alàbastron originali e le copie al laser scanner del sarcofago e dello scheletro. Anche in questo caso sarebbe autorizzata la realizzazione di una copia fedelissima della statua che resterebbe nel Museo di Taranto. Mentre si attendono notizie più precise per l’arrivo a Taranto della Persefone Gaia.
23 aprile 2008
Silvano Trevisani
Fonte: Corriere del Giorno

. Tra luglio e settembre l’Atleta di Taranto, il campione olimpionico del VI secolo che "riposa" nel Museo nazionale di Taranto, sarà il "testimonial" dell’originale spirito olimpico alle Olimpiadi di Pechino, la cui inaugurazione è in programma per l’8 agosto. Anche se mancano i dettagli definitivi relativi allapartenza, i preparativi sono ormai in fase avanzata, mancando soltanto sessanta giorni all’inaugurazione della grande esposizione che accompagnerà l’evento olimpico e che sarà realizzata nella Città segreta della capitale cinese.

Di sicuro, ci spiega la direttrice del Museo nazionale, Antonietta Dell’Aglio, alla quale ci siamo rivolti per aveva qualche ragguaglio, a Pechino saranno inviate le tre anfore panatenaiche a figure nere e l’alàbastron, che erano parte del corredo funerario dell’atleta, mentre saranno copiati con la tecnica innovativa del laser scanner sia il sarcofago che lo scheletro dell’atleta.

Entrambi questi reperti, infatti, per la loro estrema delicatezza, non possono essere spostati. I preziosi reperti sono “impacchettati” e custoditi al secondo piano del Museo nazionale, dove saranno esposti al pubblico, una volta terminati i lavori di ristrutturazione, e saranno parte del percorso iniziale dell’allestimento definitivo del percorso museale, appartenendo ad un epoca precedente a quella ellenistica, sulla quale si incentra l’allestimento ora visitabile al primo piano.

“L’impiego del laser scanner - ci spiega Augusto Ressa, responsabile per Taranto della soprintendenza ai Beni culturali e ambientali della Puglia - consente una riproduzione fedelissima dei reperti, già utilizzata, dal Museo, per realizzare la copia della cariatide di Vaste, il cui originale, rinvenuto a Poggiardo, è conservato al Museo Castromediano di Lecce, che completa la ricostruzione della tomba delle cariatidi ricomposta nel Museo”.

A realizzare la copia dei reperti, che potranno essere utilizzati anche per altre esposizioni, sarà un’impresa della provincia di Bari, che porterà la raffinata tecnologia al Museo per effettuare la “lettura” e poi riprodurre con una precisione tale da riprodurre anche i rilievi più insignificanti. Le tre anfore che viaggeranno alla volta della Cina rappresentano scene "sportive". Da un lato è raffigurata Athena Promakos, cioè combattente, mentre sull’altro lato sono raffigurate, rispettivamente: una corsa di quadrighe, una scena di lotta e una scena di pentatlon.

Accanto alle anfore fu rinvenuto anche un frammento di un’altra anfora sulla quale è anche raffigurata Athena. L’alàbastron, invece, era un contenitore di essenze profumate. Per quanto riguarda, invece, il prestito dal Pergamon Museo di Berlino della Dea in trono di Taranto (la cosiddetta Persefone Gaia), la direttrice del Museo conferma l’intesa di massima raggiunta tra le istituzioni italiane e quelle tedesche. Insomma, ciò che non fu possibile nel 1997, quando la Persefone avrebbe dovuto essere esposta alla grande mostra di Venezia “I Greci d’Occidente”, poichè l’allora direttore del Pergamon preferì scongiurare la partenza della statua, per via del delicato stato di conservazione, dovrebbe essere possibile quest’anno.

Ma forse pesarono anche, in quell’occasione, le rivendicazioni di una restituzione a Taranto della statua che, ricordiamo, fu acquistata a Parigi nel 1915, e non può certo essere restituita, come non lo sono tantissimi reperti provenienti di Taranto e presenti nei Musei di tutto il mondo. “Sappiamo che l’analisi della statua rivelò, in quell’occasione, una microfrattura del marmo, non sappiamo nulla, invece, della richiesta di restauro che sarebbe stata avanzata dal Museo tedesco al nostro ministero per i Beni culturali”.

Anche in questo caso sarebbe autorizzata la realizzazione di una copia fedelissima della statua che resterebbe nel Museo di Taranto

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