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Il tallio è così tossico che fu spesso usato in passato per compiere omicidi

Quante vittime hanno fatto le emissioni industriali di tallio?

Si ritiene che il tallio fosse il veleno prescelto dalla CIA per avvelenare Castro. Il piano non andò a termine. Ma, anche senza l'intervento dei servizi segreti americani, possiamo essere contaminati dal tallio. Oggi sappiamo che è presente nei terreni pugliesi in abbondante quantità. Da dove è uscito tutto quel veleno?
14 maggio 2008

A Bari il 10 maggio 2008 si è tenuto a Mediterre un seminario in cui si è parlato dell'inquinamento dei terreni agricoli. Di particolare interesse è stata la relazione di Roberto Gagliano Candela (cfr. allegato "Il tallio in Puglia") che ha condotto alcune analisi su terreni agricoli ed ha riscontrato in tutti i campioni un eccesso di tallio.
E' un metallo pesante è un inquinante che può derivare da processi industriali. E' correlato sia a stabilimenti siderurgici sia ai cementifici. Questi ultimi vanno tenuti particolarmente sotto osservazione.
Attenzione al tallio


Date un'occhiata a quanto riporta la Wikipedia: "Il tallio e i suoi composti sono molto tossici, vanno pertanto maneggiati con estrema cura. La sua tossicità deriva dalla sua capacità di sostituirsi ai cationi dei metalli alcalini (principalmente sodio e potassio) presenti nell'organismo. Questa sostituzione scombina molti dei normali processi cellulari. Tra gli effetti dell'avvelenamento da tallio rientrano la perdita dei capelli ed il danneggiamento dei nervi periferici".

Per un attimo ho pensato al caso doloroso della signora Anna Carrieri (www.peacelink.it/editoriale/a/25543.html) che ha perso in un solo giorno l'uso delle gambe, rimanendo paralizzata.

"Il tallio - continua Wikipedia - è anche un sospetto cancerogeno. Proprio a causa della sua tossicità, l'uso di sali di tallio come topicida è stato bandito in molte nazioni".

Il tallio ha tinto di giallo varie storie.

"Fu spesso usato in passato - si può ancora leggere su Wikipedia - per perpetrare omicidi, fino a quando non ne vennero compresi gli effetti e non ne venne individuato un antidoto (il Blu di Prussia). La scrittrice inglese Agatha Christie ne fece l'arma del delitto in uno dei suoi romanzi (Un cavallo per la strega), traendo l'idea dalla sua esperienza di farmacista. Si ritiene che anche la CIA abbia pianificato, ma non portato a termine, un piano per avvelenare Fidel Castro con sali di tallio, che avrebbero dovuto essere messi nelle sue scarpe durante la loro lucidatura. Oltre alla sua morte, l'obiettivo era anche il discredito che sarebbe conseguito dalla perdita della sua caratteristica barba".

E arriviamo ai dati scientifici che Wikipedia evidenzia: "Il contatto con la pelle è pericoloso e, per evitare danni da inalazione, la fusione del tallio deve essere condotta in ambienti sufficientemente ventilati. La concentrazione massima permessa di esposizione a lungo termine (TLV-TWA) ai sali di tallio non deve superare gli 0,1 mg/m3".

Una ricerca condotta da Roberto Gagliano Candela, Anna Pia Colucci, Giuseppe Strisciullo, del Dipartimento di Medicina Interna e Medicina Pubblica dell'Università degli Studi di Bari, ha concluso che in Puglia il tallio è risultato a livelli di concentrazione maggiori del limite consentito.

Vi si legge: "Settantatre campioni di terreno agricolo sono stati raccolti, dal Novembre 2000 al Marzo
2001, in quaranta siti della Puglia seguendo i procedimenti riportati dalla normativa vigente in
Italia. Venticinque siti sono stati scelti in provincia di Bari, uno in provincia di Brindisi, tre in
provincia di Foggia, sette in provincia di Lecce e quattro in provincia di Taranto. I siti di prelievo erano localizzati in prossimità delle principali sorgenti antropiche presenti sul territorio (discariche, fabbriche, inceneritori, industrie metallurgiche, ecc.)".

Il chimico ambientale Federico Valerio fa delle interessanti (e preoccupanti) annotazioni sul tallio: "Uno studio condotto in Germania (Ewers 1988) attribuiva ai cementifici la contaminazione di Tallio di terreni ed alimenti, riscontrati nelle vicinanze di questi impianti. E’ molto probabile che il Tallio, un metallo particolarmente tossico, derivasse dall’uso di ceneri di pirite, uno scarto di lavorazione utilizzato nei cementifici per la produzione di cementi ad alta resistenza. In questi casi la contaminazione da Tallio può coinvolgere sia i lavoratori, nelle cui urine questo metallo è stato trovato a concentrazioni superiori alla media (Schaller, Manke et al. 1980), ma anche la popolazione residente nelle vicinanze dell’impianto (Brockhaus, Dolgner et al. 1981) nelle cui urine e capelli si trovavano concentrazioni di Tallio significativamente più alte che in popolazioni di controllo. L’esposizione a Tallio della popolazione era principalmente dovuta alla contaminazione degli ortaggi coltivati in loco e nella popolazione esposta venivano riscontrati sintomi neurologici riconducibili a questa esposizione".

La questione della pericolosità del tallio va ricondotta più in generale alla questione della pericolosità delle emissioni dei cementifici, che possono essere considerati dei mega-inceneritori e la cui polveri finissime spesso sono sfuggite ad un più approfondito controllo. A questo proposito rinvio a quanto viene puntualmente riferito dal chimico ambientale Federico Valerio nel documento PDF allegato a questa pagina web.

Note: Ringrazio l'ing. Roberto Dammicco delle informazioni fornite per realizzare questa pagina web.

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