Taranto Sociale

Lista Taranto

Archivio pubblico

Diossina nelle carni, per 7 aziende resta il divieto alla vendita

Il problema diossina negli alimenti, dunque, c'è ed è grave anche se il responsabile del Dipartimento prevenzione preferisce non parlare di «allarme». Sono gli allevamenti già risultati positivi ai test per il latte e il formaggio
22 maggio 2008
Maria Rosaria Gigante
Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno

Latte alla diossina Confermato il vincolo sanitario per la commercializzazione delle carni ed divieto di pascolo per le sette aziende zootecniche sui cui campioni di latte e formaggio era stata già appurata la presenza di diossina e/o Pcb (policlorobifenili). A determinare tale nuova conferma, la positività anche su campioni di carne e tessuti, in particolare muscoli, grassi e fegato, prelevati dai capi di bestiame delle stesse aziende.

Intanto, si attendono ancora i risultati delle analisi degli ultimi campioni di matrice alimentare prelevati dal Dipartimento di prevenzione dell’Asl: mitili, pesce e vegetali. L’ulteriore ritardo nella conoscenza di questi dati pare conseguenza del fatto che i campioni, inviati dall’Asl al laboratorio interuniversitario Inca di Lecce, siano stati da questo inviati all’omonimo laboratorio di Porto Marghera (Venezia). Questo perché i dipendenti in servizio a Lecce sono stati trasferiti proprio a Taranto dove è previsto il loro inserimento nel laboratorio che l’Arpa (Agenzia regionale di protezione ambientale) ha avviato in questo mese.

Il problema diossina negli alimenti, dunque, c'è ed è grave anche se il responsabile del Dipartimento prevenzione, Michele Conversano, preferisce non parlare di «allarme». «L'allarme è la paura di qualcosa che non conosciamo. Qui la situazione è conosciuta», precisa. Ed è proprio quanto ha voluto conoscere bene anche il ministero della Salute che lunedì scorso ha convocato tutti a Roma. «Come Dipartimento - dice Conversano -, abbiamo preso i complimenti per il lavoro fatto.

Ora il ministero ha detto di fermarci ed ha chiesto alla Regione un piano regionale in cui si decida come procedere». C'è evidentemente da decidere cosa fare di tutti gli altri capi di bestiame delle aziende zootecniche in cui sono stati abbattuti già un certo numero di capi risultati positivi. E c'è, soprattutto, da incrociare i dati delle analisi su tutte le matrici ambientali e alimentari per avere un quadro più chiaro della relazione ambiente-inquinamento-rischi per la salute di cui evidentemente i cittadini reclamano giusta, ampia e corretta
informazione.

Articoli correlati

  • Onore a quell'operaio ILVA che ha parlato
    Ecologia
    Come le polveri degli elettrofiltri MEEP, contenenti piombo e diossina, fecero il giro dell'Italia

    Onore a quell'operaio ILVA che ha parlato

    Ci raccontò che quelle "polveri velenose" erano state vendute e poi mescolate - da una società con tanto di partita IVA - a interiora di animali e raspi d'uva. Trasformate in palline, venivano poi rivendute come fertilizzante in tutt'Italia.
    1 giugno 2020 - Alessandro Marescotti
  • “Ilva ha venduto le polveri velenose come concimi”
    Ecologia
    Le polveri degli elettrofiltri

    “Ilva ha venduto le polveri velenose come concimi”

    Le indagini della Finanza: fatture per la vendita dei rifiuti trattenuti dai filtri ad aziende che producono fertilizzanti
    Francesco Casula e Antonio Massari
  • PeaceLink
    Si è formato sui testi di Marx ma ha poi approfondito la nonviolenza di Gandhi

    Alessandro Marescotti, una vita per l’ambiente

    Da anni è impegnato nella battaglia di informazione e denuncia del disastro sanitario e ambientale di Taranto e della sua provincia. Un impegno iniziato quando per la prima volta scoprì che l’acciaieria Ilva emetteva diossina
    Gino Martina
  • Una figlia racconta l'amore per la terra di suo padre che poi ha dovuto combattere la diossina
    Taranto Sociale
    Per qualcuno l'amore per la terra è una vocazione

    Una figlia racconta l'amore per la terra di suo padre che poi ha dovuto combattere la diossina

    Don Angelo Fornaro è il proprietario della Masseria Carmine, una delle sette danneggiate dalla diossina. E' presente a tutte le udienze del processo "Ambiente svenduto" che deriva anche da un suo esposto. Il 13 luglio 2019 ha compiuto 85 anni e sua figlia ha voluto raccontare la sua storia.
    21 luglio 2019 - Rosanna Fornaro
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.6.36 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)