Taranto Sociale

Lista Taranto

Archivio pubblico

«Con questo cronoprogramma nessuna AIA ad ILVA Taranto»

Sono stati finalmente pubblicati sul sito del Ministero dell'Ambiente i cronoprogrammi delle aziende per l'AIA relative all'accordo di programma che interessa l'area industriale di Taranto. Peacelink: «Non sia concessa alcuna Autorizzazione Integrata Ambientale all'Ilva, il cronoprogramma ILVA è una vera delusione. E' un mero elenco di informazioni tecnico-progettuali che non specificano in che misura esse hanno abbattuto o abbatteranno le emissioni».
11 giugno 2008
Peacelink (Biagio De Marzo, Alessandro Marescotti)

- Sono stati finalmente pubblicati sul sito del Ministero dell'Ambiente (www.dsa.minambiente.it) i cronoprogrammi delle aziende per l'Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) relative all'accordo di programma che interessa l'area industriale di Taranto. Abbiamo avuto il tempo di scaricare e leggere solo il cronoprogramma dell'Ilva.

In primo luogo constatiamo che non appaiono le osservazioni scritte dal consulente della Provincia di Taranto. Tali osservazioni sono state collocate in un'area riservata e non accessibile al pubblico. Abbiamo chiesto alla Provincia di inviarci tali osservazioni ma non sono state rese note. Eppure contengono il parere della Provincia di Taranto sugli impianti dell'Ilva. Chiediamo alla Provincia per quali ragioni mantiene segrete le proprie osservazioni tecniche sull'Ilva.

In secondo luogo da una veloce lettura del cronoprogramma Ilva emerge la filosofia di un piano che ci lascia veramente perplessi. Vengono elencati gli interventi tecnici attuati e da attuare senza specificare le riduzioni di inquinamento previste. E' una vera delusione. E' un mero elenco di informazioni tecnico-progettuali che non specificano in che misura esse hanno abbattuto o abbatteranno le emissioni.

Non c'è alcun criterio di verifica della efficacia del cronoprogramma. Non ci sono gli obiettivi di riduzione delle emissioni a metro cubo né su base annua, impianto per impianto. Non c'è un solo numero, non c'è una sola percentuale che specifichi di quanto diminuirà l'inquinamento. Non sappiamo ad esempio di quanto diminuirà la diossina, il mercurio, il benzene, il benzoapirene, l'arsenico e gli altri inquinanti. Se si fa una ricerca sul documento tecnico dell'Ilva e si digita "mercurio" non si trova nulla. La stessa cosa accade se si cerca "benzene", "benzoapirene", "idrocarburi policiclici aromatici, "arsenico", e così via.

Solo digitando PCDD/F (ossia la sigla di "diossine e furani") si arriva ad una tabella che ci lascia sconcertati. Infatti si rinvia la realizzazione dell'impianto di abbattimento delle diossine ad un periodo che comincia nel settembre 2010 e finisce nel dicembre 2014!

Ossia dovremmo aspettare sei anni per vedere la realizzazione di un impianto che abbatta le diossine entro i limiti europei! Ma soprattutto nel cronoprogramma non si definiscono i limiti sotto i quali le diossine devono scendere.

Stessa cosa vale per la cokeria, che è un impianto estremamente inquinante. Qui si arriva, a nostro parere, ad un cronoprogramma "al rallentatore". Persino interventi minimi come l'installazione di dispositivi di aspirazione dei fumi delle batterie 3-4-5-6 della cokeria appaiono grottescamente lenti. Lo "studio" comincia nel gennaio 2006 e l'"installazione" dovrebbe finire nel dicembre 2008.

Ci chiediamo che cosa abbiano fatto gli enti locali nel tavolo tecnico per gli atti di intesa dal 2002. Questo intervento sulla cokeria aveva valore di urgenza in quanto richiesto dalla legge 626 relativa alla sicurezza sul lavoro: la captazione dei fumi cancerogeni era ed è una priorità. Era intervenuta la magistratura. Ora scopriamo che solo dal 2006 il problema è stato "studiato" e solo a fine anno dovrebbe essere aspirato il fumo cancerogeno contenente benzene e idrocarburi policiclici aromatici.

Siamo stufi di leggere centinaia di pagine tecniche che non dicono assolutamente niente sull'effettiva riduzione delle emissioni inquinanti e che elencano molte cose peraltro già realizzate, la cui efficacia non è dimostrata, stando alle recenti relazioni dell'Arpa Puglia che attestano un peggioramento dei valori inquinanti a Taranto, per non parlare del registro INES del Ministero dell'Ambiente che attesta un peggioramento generalizzato dei fattori inquinanti dichiarati dalla stessa Ilva.

E' inaccettabile che in un piano di aggiornamento per il miglioramento della situazione ambientale vengano elencati anche interventi tecnici di tipo non ambientale ma produttivo (ad esempio le nuove macchine bivalenti dei parchi primari).

Il piano di aggiornamento richiesto dall'accordo di programma da ora in avanti deve partire invece dalla riduzione degli inquinanti, quantificandoli, per specificare le migliori tecnologie e i provvedimenti allo scopo di un loro progressivo e drastico decremento, i cui dati devono essere verificabili e misurabili.

A questo punto chiediamo alla Regione, alla Provincia e al Comune di Taranto e di Statte di bocciare il cronoprogramma Ilva e al Ministero dell'Ambiente di respingerlo in quanto assolutamente inadeguato.

Il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola ha recentemente affermato che in assenza di un chiaro programma di riduzioni della diossina non avrebbe concesso l'Autorizzazione Integrata Ambientale all'Ilva. E' venuto il momento di mantenere questo impegno in quanto non è specificato alcun valore obiettivo di riduzione della diossina: nel cronoprogramma non esiste un solo numero che stabilisca il limite di diossine per l'Ilva di Taranto. Non sia concessa alcuna Autorizzazione Integrata Ambientale all'Ilva

Per PeaceLink
Ing. Biagio De Marzo
Prof. Alessandro Marescotti

Allegati

Articoli correlati

  • Inquinavano e credevano in Dio
    Ecologia
    Il fervido cattolicesimo dei Riva

    Inquinavano e credevano in Dio

    E' crollato definitivamente il sistema di potere che veniva benedetto e celebrato a Pasqua e Natale in fabbrica, con generose donazioni dai Riva all'ex arcivescovo di Taranto monsignor Benigno Papa.
    11 giugno 2021 - Alessandro Marescotti
  • Taranto, cronaca di un disastro ambientale
    PeaceLink
    Relazione sul webinar di PeaceLink

    Taranto, cronaca di un disastro ambientale

    Di fronte all'inquinamento del polo industriale e in particolare dello stabilimento siderurgico vi è stata, dal 2008 in poi, una crescita della cittadinanza attiva. La società civile organizzata, supportata dai dati scientifici dell'Arpa Puglia, ha saputo contrastare lo strapotere dei Riva.
    10 giugno 2021 - Laura Tussi
  • Sentenza Ambiente Svenduto, confiscati gli impianti dell'area a caldo ILVA
    Editoriale
    Condanne durissime, condannati anche i politici

    Sentenza Ambiente Svenduto, confiscati gli impianti dell'area a caldo ILVA

    Nessuno aveva mai parlato della diossina a Taranto prima del 2005. Fummo noi a prenderci la responsabilità e i rischi di denunciarlo pubblicamente. Oggi è una grande giornata di liberazione dopo una lunga resistenza e tante vittime. Venivamo chiamati "allarmisti" ma avevamo ragione noi.
    31 maggio 2021 - Alessandro Marescotti
  • Il momento più duro
    Ecologia
    Riflessioni dopo la condanna di Nichi Vendola

    Il momento più duro

    Sono stata portavoce di Nichi nel 2005 la prima volta che si è candidato alla presidenza della Puglia. Il problema vero è che Nichi ha cercato di avere come interlocutori, e di più, come alleati, i Riva. All’epoca già sotto inchiesta. Parlava di stima reciproca.
    7 giugno 2021 - Francesca Borri
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.6.39 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)