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Tar striglia la Regione: Pet-tac nelle cliniche

Tre cliniche private di Lecce avevano presentato ricorso. Chiedono la strumentazione. L'ente di via Capruzzi ha sempre preso tempo adducendo come scusa la necessità di rivedere la distribuzione delle macchine.
10 luglio 2008
Nazareno Dinoi
Fonte: Corriere del Mezzogiorno

- LECCE — Il Tar di Lecce invita la Regione Puglia a concedere le licenze per le Pet-Tac alle cliniche private, «valutandone l'ammissibilità alla stregua del miglior soddisfacimento del fabbisogno», poiché tale concessione «non potrà porsi in contrasto con il fabbisogno delineato dal regolamento regionale» che deve «semmai prevedere un ampliamento del fabbisogno medesimo ». Arriva così, dai giudici del tribunale amministrativo di Lecce un pesante monito rivolto alla Regione Puglia in tema di servizi per la salute dei cittadini.

L'occasione è data dal parere espresso in merito ad un ricorso presentato dagli amministratori della clinica privata «Città di Lecce» a cui si erano accodate altre due società private che operano nel settore della diagnostica convenzionata (Centro di medicina nucleare di Giuseppe Calabrese e Centro di medicina nucleare di Giorgio Quarta Colosso).

Le tre strutture, che operano a Lecce, sollecitano da tempo gli uffici regionali a dotarli della necessaria autorizzazione per installare nelle proprie cliniche le nuove macchine utili per la ricerca dei tumori (in grado di produrre immagini tridimensionali o mappe dei processi funzionali all'interno del corpo), di cui il Salento è privo. Da qui il ricorso alla giustizia ammini-strativa dei privati (che non vedono l'ora di investire nella nuova tecnologia), contro l'assessorato alla Salute che, da parte sua, non ha mai nascosto l'intendimento di voler attrezzare prioritariamente gli ospedali pubblici. Proprio per questo gli uffici regionali avevano motivato il diniego delle autorizzazioni con il fatto di voler rivedere i precedenti programmi che stabilivano 8 Pet- Tac in tutta la regione, di cui almeno 5 pubbliche.

Questo, asseriva l'assessore Alberto tedesco, in considerazione dell'esistenza di due macchine già esistenti al Policlinico di Bari e a San Giovanni Rotondo. Qui si inserisce il parere critico del presidente della seconda sezione del Tar, Luigi Costantini, che nell'ordinanza numero 740 invita il settore programmazione e gestione sanitaria dell'assessorato alle politiche sanitarie della Regione a rivedere i propri piani sui fabbisogni di Tac di nuova generazione. «Tale fabbisogno motiva il giudice nell'ordinanza - non risulta soddisfatto».

Soltanto una vincerà la battaglia

LECCE — Mentre la Regione Puglia dovrà adempiere all'invito del Tar, le imprese private si preparano alla battaglia per chi dovrà aggiudicarsi le licenze. A meno che il governo regionale non decida l'aumento del numero di Pet-Tac necessarie, delle tre società leccesi che hanno manifestato interesse, solo una potrà essere soddisfatta. La clinica «Città di Lecce» è stata tra le prime a dirsi pronta all'investimento (un impianto completo costa intorno ai 5 milioni di euro). «Per quanto riguarda la nostra posizione - dichiara Paolo Vincenzi, amministratore delegato del Gruppo Villa Maria, Città di Lecce - , confermiamo la totale disponibilità ad essere tra gli artefici di un processo di qualificazione dell'offerta sanitaria.

Siamo sempre interessati a installare la Pet. L'installazione non è una questione di iniziativa imprenditoriale, ma una questione di necessità dei cittadini per cui, qualunque iniziativa la Regione voglia intraprendere in maniera avversa, non va a ledere interessi di imprenditoria, ma il fabbisogno della collettività ». Altrettanto pronti a soddisfare la richiesta dei malati sono le due strutture degli imprenditori leccesi, Giuseppe Calabrese e Giorgio Quarta Colosso.

A esprimersi per loro è l'avvocato Gianluigi Pellegrino che li assiste nell'impresa. «Se è vero che la Regione Puglia non può attendere oltre nell'assegnare le Pet - afferma - è altrettanto vero che dovrà tener conto di tutte le domande presentate. Del resto, la Medicina Nucleare Calabrese ha già in precedenza ottenuto una sentenza del Tar, e non solo ordinanza, che obbliga la Regione a provvedere alla sua istanza. Pertanto, gli uffici regionali, nel concedere le autorizzazioni, dovranno seguire criteri trasparenti oltre che celeri».

L'amministrativista, infine, nel rispondere all'ad di Città di Lecce, non si risparmia una nota polemica. «Per il resto - dice - è un'ipocrisia dire che non vi siano interessi imprenditoriali dietro tutto questo perchè la sanità, e la Pet in particolare, è un campo dove gli interessi dei privati vengono canalizzati in funzione del pubblico interesse».

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