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Ilva e rifiuti, le scelte della Regione deludono Taranto

Quali altri affronti e provocazioni dovremo subire prima che si operi seriamente per il futuro dei tarantini? Dalle intenzioni ai fatti, la realtà si dimostra diversa Mi chiedo: quante altre provocazioni toccheranno ai tarantini?
16 luglio 2008
Gabriele Di Giorgio
Fonte: Corriere del Mezzogiorno

- In merito alla situazione ambientale di Taranto, mentre da un lato si assiste ad una sempre più consapevole presa di coscienza da parte della città, dall'altro registriamo una risposta politica che, anziché puntare alla soluzione del problema (che assicuro essere gravissimo), punta a gonfiare le belle intenzioni mantenendo inalterati i (non) fatti di sempre.

In particolare avevo apprezzato moltissimo l'impegno della Regione che, ascoltate le associazioni e la gente della mia città, aveva giustamente incanalato gli iter per le concessioni delle autorizzazioni ambientali delle grosse industrie verso un accordo di programma istituzionale.

L'avevo apprezzato perché è stato un segnale di ascolto verso la città che chiedeva di riportare la questione sul piano cogente e perentorio delle normative europee, invece che su quello infruttuoso e complice degli atti d'intesa (in cui mai era stata menzionata la parola “diossina”, tanto per capirci).

Ora scopriamo che le osservazioni della Regione Puglia in merito all'Autorizzazione (Aia) dell'Ilva nell'ambito di questo processo risultano essere praticamente un benestare a tutto quanto predisposto dal siderurgico. Non solo, scopriamo anche che il consulente tecnico che ha stilato le osservazioni per la Regione è lo stesso che le ha stilate per la Provincia di Taranto, Provincia che sin dai tempi della Via al rigassificatore di Taranto (altra scelta che sarebbe assolutamente deleteria per un territorio già abbondantemente vessato sul piano ambientale), sembra marcare “a uomo” la Regione scimmiottandone tutte le decisioni in campo ambientale, quasi a voler scaricare ogni responsabilità ed ogni iniziativa sull'istituzione ‘maggiore'.

Nessuna prescrizione e nessun vincolo verso la grande industria risulta esserci su tali documenti, quasi come se non ve ne fosse bisogno. In compenso Vendola fa pubblicare le letterine dei bambini di Taranto che chiedono in 2.000 scritti un futuro (ed un presente) migliore per la loro città.

Ebbene, mentre Taranto continua ad essere oggetto di studi in mezzo mondo per il suo inquinamento, le sue patologie ed i suoi morti, i suoi amministratori ritengono che non ci sia nulla da eccepire avverso programmi di disinquinamento a dir poco discutibili e contestati da numerosi esperti che, dulcis in fundo, prevedono un primo approccio alla problematica da qui a 6 anni!

Come se non bastasse, in nome di una solidarietà con la Campania arrivata dalla Puglia e da pochissimi altri, si dirotteranno a Taranto 30.000 tonnellate di rifiuti da smaltire negli inceneritori di Massafra, giusto per non farci mancare qualche spruzzata di diossina in più.

In compenso però ora abbiamo questa nuova pubblicazione, parole meravigliose di bimbi che senz'altro baratterebbero la soddisfazione di aver visto pubblicare questo libro, con qualche fatto (vero e responsabile) in più, aldilà delle belle parole di facciata. Quali altri affronti e provocazioni dovremo subire prima che si operi seriamente per il futuro dei tarantini?

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