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Rifiuti, la Regione commissaria

Raccolta differenziata Nel mirino i Comuni pugliesi inadempienti. Nel mirino della giunta sono finite le amministrazioni che non hanno maturato risultati consistenti nella raccolta differenziata
2 settembre 2008
Francesco Strippoli
Fonte: Corriere del Mezzogiorno

- BARI — La Regione non commenta gli incidenti di Grottaglie. Ma tiene i fari accesi sul tema rifiuti. Nei giorni scorsi è arrivata la pubblica reprimenda a carico dei «Comuni canaglia ». Nei prossimi, invece, arriveranno le maniere forti. Nel mirino della giunta sono finite le amministrazioni comunali che non hanno maturato risultati consistenti nella raccolta differenziata. Nei loro confronti arriverà una minaccia di commissariamento e persino una segnalazione alla magistratura ordinaria e alla Corte dei conti.

L'annuncio di tale severa presa di posizione è arrivata ieri dallo stesso governatore Nichi Vendola, che assieme all'assessore all'Ecologia Michele Losappio ha incontrato i rappresentanti delle Province di Lecce, Taranto e Bari (rispettivamente il presidente Pellegrino, gli assessori Conserva e Carone).

Sotto accusa sono una trentina di Comuni, la cui raccolta differenziata è ferma a percentuali molto modeste e comunque sotto il 5%. «La media pugliese - dice Vendola - si attesta attorno al 15% e colloca la Puglia al primo posto nel Sud. Nello stesso tempo si segnala la persistente indolenza di quei Comuni fermi sotto al 5%. In provincia di Brindisi e Taranto, addirittura, vi sono centri fermi allo zero. È una situazione insopportabile, che rappresenta una fuga da responsabilità precise: la differenziata serve non solo all'ambiente, ma anche alla salute e all'economia».

Da qui la decisione di inviare gli atti «alla magistratura penale, perché valuti se non esista una violazione delle norme del settore». E anche alla Corte dei conti «per appurare se non siano stati commessi atti che danneggino le casse pubbliche». La giunta regionale (forse già nella riunione di questo pomeriggio) approverà un atto di diffida verso le Ato (autorità di ambito ottimale): se i Comuni inadempienti non invertiranno la rotta nel giro di 60 giorni, verranno commissariati. La Regione si muove in ossequio alla Finanziaria 2006. «Le norme - spiega Losappio - consentono il commissariamento ad acta dei Comuni che non hanno raggiunto determinate performance».

Materiale che arriva da Lecce
L'impianto per lo smaltimento di rifiuti speciali non pericolosi in località Torre Caprarica a Grottaglie, è di proprietà della Ecolevante. Che in merito a quanto è accaduto ieri, precisa di non avere responsabilità alcuna. «Noi siamo rimasti a lavorare come sempre», sostiene l'amministratore della società Giuseppe Settanni, senza aggiungere altro. La struttura in questione è composta da tre lotti, due dei quali in esaurimento, mentre il terzo è entrato in esercizio quattro giorni fa. Da allora cittadini e esponenti del «presidio permanente no discarica» si oppongono al conferimento della spazzatura. Il materiale che viene scaricato nella terza vasca Ecolevante che è capiente due milioni e trecentomila metri cubi, proviene per il 95 percento dalla provincia di Lecce. La restante parte è della zona del barese.

La spazzatura salentina che giunge a Grottaglie è quella degli impianti di biostabilizzazione di Poggiardo, in provincia di Lecce. Qui l'immondizia solida urbana dell'Ato Lecce2 viene trattata e separata: solo la parte secca viene trasferita nel tarantino. La sorte dell'impianto grottagliese è strettamente legata soprattutto alle vicende leccesi dove è in corso un'altra emergenza ambientale. Il sindaco di Poggiardo, Silvio Astore, non tollera più sul proprio territorio gli impianti di trattamento dell'Ato a cui appartiene, così ha fatto richiesta in tal senso alla Regione Puglia e alla Provincia di Lecce.
Ma quali sono queste amministrazioni? L'assessore qualche giorno fa ne ha indicate 33. In particolare: dieci si collocano sotto il 2% (i centri più popolosi sono Oria, Sannicandro Garganico, Villa Castelli, San Pietro Vernotico, Lizzano); altre dieci sono tra il 2 e il 4% (tra loro Ceglie Messapica, Grumo Appula, San Marco in Lamis, Carovigno, Massafra); altre 13 sono tra il 4 e il 5% (tra gli altri Taranto, San Giorgio Jonico, Minervino Murge, Noicattaro, Martina Franca e Capurso). Al contrario vi sono Comuni (Barletta, Molfetta, Copertino, Martano, Polignano, Mattinata, Gioia del Colle, Ortelle e tra i capoluoghi anche Brindisi e Bari) che brillano per efficacia nella raccolta differenziata.

Losappio ne approfitta per replicare all'Anci che sollecita la «pubblicizzazione » (proprietà pubblica) degli impianti di smaltimento in via di realizzazione. «Questa sollecitazione dice - e quella di evitare situazioni di dominio del mercato è all'attenzione della Regione specie per ciò che concerne l'utilizzo dei nuovi fondi Por. È a tutti evidente che la giunta Vendola ha ereditato anche in questo campo scelte già definite e difficili da modificare senza pesanti contraccolpi. Ma questo, tuttavia, non affronta la questione centrale della raccolta differenziata, che potrà essere potenziata solo con la collaborazione degli enti locali». «L'attacco di Losappio ai Comuni - critica il gruppo di An in consiglio regionale - altro non è che l'auto-declaratoria di fallimento della rovinosa strategia del governo regionale in materia di rifiuti. Essa conferma che la spropositata previsione di un 55% di differenziata da raggiungersi su scala regionale in tre anni si è rivelata una follia».

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