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«L'Aia costituisce l'ultima occasione per abbattere l'inquinamento»

«Non siamo convinti dal limite di 1 nanogrammo di diossina posto come pregiudiziale dalla Regione Puglia per concedere l'AIA. Perchè non richiedere l'adozione dei limti europei?».
22 ottobre 2008
Roberto Petrachi (Associazione TarantoViva)
Fonte: Corriere del Giorno

- Siamo sempre stati favorevoli alle soluzioni ragionate, al confronto, al dialogo come strumento per esprimere e conciliare il più possibile le istanze degli interlocutori. Questa fiducia abbiamo cercato di alimentarla anche in una situazione come quella tarantina, laddove l'inquinamento e le esigenze della produzione ripropongono realtà e logiche più affini a quelle dei paesi non progrediti che a quelle dell'occidente.

Per questo crediamo che la procedura di concessione dell'AIA all'Ilva debba segnare oltreché un momento determinante per le prospettive della nostra comunità anche criteri che possano assicurare condizioni soddisfacenti di tutela per l'ambiente e per la salute dei tarantini, attualmente tanto iperbolicamente danneggiati da diventare motivo di ispirazione per artisti e cantanti. Della diossina dell'Ilva si canta alla radio e costituisce un passaggio di una delle canzoni estive di maggiore successo su tutto il territorio nazionale e sarebbe ora di rendersene pienamente conto.

Più prosaicamente la diossina si è depositata dovunque nei decenni al punto da essere ritrovata nel sangue di alcuni tarantini, in alcuni cibi e naturalmente o innaturalmente anche nel latte materno. Se non si ridurranno i limiti di emissione consentiti dalla legge nazionale e se non si introdurranno limiti adeguati nell'AIA temiamo fortemente che il necessario cambiamento possa risultare dimezzato e comunque lontano da quello che serve. Nelle trattative in corso sull'AIA sembra occupare un giusto rilievo il finanziamento delle bonifiche. E' un aspetto fondamentale ed è chiaro che rimuovere i veleni già presenti è necessario per evitare che continuino ad entrare nella catena alimentare e che raggiungano i tarantini.

Tuttavia non siamo convinti dal limite di 1 nanogrammo di diossina posto come pregiudiziale dalla Regione Puglia per concedere l'AIA. L'assessore Losappio avrebbe affermato che si tratta di un valore sostanzialmente simbolico, nettamente inferiore a quello di 3,5 nanogrammi offerto dall'Ilva. Ci domandiamo perchè non richiedere l'adozione dei limti europei. Taranto è in Europa, la Puglia è in Europa, L'Italia è in Europa e dunque sarebbe lecito aspettarsi che anche l'acciaieria sia considerata in Europa ed adottare limiti europei sarebbe un simbolo validissimo per ribadirlo oltre a una palese valenza pratica.

Ulteriormente l'anno scorso il Comune di Taranto indirizzò al governo nazionale la richiesta di adottare per legge i limiti europei. Sentiamo fortemente l'esigenza che l'amministrazione comunale continui a farsi interprete della richiesta sempre più intensa e partecipata da parte della cittadinanza di rispetto per l'ambiente e di dignità per Taranto.

L'AIA è forse l'ultima occasione per mutare condizioni attualmente insostenibili e che sono diventate simbolo eloquente e sintetico di degrado, di scelte politiche sbagliate, di marginalità dei diritti fondamentali e di assenza di futuro. Per questo occorre che sia detto e sottoscritto con energia e senza tentennamenti che occorre che la diossina sia emessa entro quanto permette la UE e non di più. Questo è il simbolo che serve e che vogliamo.

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