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«Siamo tutti Tarantini»

A Taranto sono morte per inquinamento più persone che con le Torri Gemelle… la strage continua. Chiudere l’ILVA di Taranto è un imperativo per la Nazione. Taranto è un'emergenza nazionale e i Tarantini devo richiedere il conto di tanta devastazione agli assassini di ieri e oggi
24 ottobre 2008
Medicina Democratica

- Il Congresso ha visto impegnati oltre cento partecipanti, rivenienti da molte Regioni, anche in gruppi di lavoro,che hanno discusso di “salute nei luoghi di lavoro, salute-ambiente-energia-rifiuti , salute-disabilita' ed emarginazione , salute e immigrazione, salute delle donne, salute e servizio sanitario nazionale, salute mentale, salute- pubblicizzazione e qualita' dell'acqua”.

La salute nei luoghi di lavoro e' stato il tema piu' dibattuto e al centro di grande interesse degli oltre 100 congressisti che hanno seguito e partecipato ai lavori. La Thyssenkrupp, come l’ILVA di Taranto,come il petrolchimico di Brindisi, l’Enichem di Manfredonia e altre produzioni di morte in Italia, sono stati piu' volte ricordate per i morti sul lavoro , crimini che devono cessare.

PER QUESTO M.D. SI È COSTITUITA NEL PROCESSO CONTRO LA THYSSENKRUPP COME PARTE CIVILE, COSÌ COME INTENDE SOSTENERE LA LOTTA PER LA CHIUSURA DELL’ILVA DI TARANTO E DI ALTRE PRODUZIONI DI MORTE.

Emerge, a distanza di più di 30 anni, con più forza, la convinzione che G.A. Macaccaro, primo Presidente e tra i fondatori di Medicina Democratica, esprimeva con chiarezza a proposito di cosa deve essere la Medicina, che non appartiene agli “addetti ai lavori”, bensì deve essere dentro le lotte di liberazione, facendo incontrare il sapere degli “esperti sulla propria pelle” (lavoratori, cittadini attivi nei luoghi di vita e di relazione) e i “tecnici democratici”, democratici proprio perché capaci di confrontarsi, di costruire un sapere condiviso, non autoreferenziale.

Maccacaro diceva nel 1976 e Medicina Democratica ancora oggi con più convinzione afferma che “la Medicina deve essere:

• preventiva nel senso più genuino e intrepido non esaurendosi nella diagnosi precoce di malattie già accettate nel memento in cui sono accertate: promuovendo, invece, e difendendo la salute umana da tutte
le offese dell'ambiente di lavoro e di vita fino a piegare queste a quella e non viceversa:

• sociale nel senso che sappia rivolgere e portare il suo intervento nella comunità reale in cui l'uomo vive, opera e realizza se stesso, senza strappare o ignorare , come da sempre, queste sue radici ma riconoscendovi, anzi, la testimonianza dell'assoluta inseparabilità della salute collettiva da quella individuale:

• collettiva nel senso che, superando qualsiasi forma presente o imminente del sistema mutualistico burocratico, parassitario e inefficace, dichiari e realizzi l'assunzione integrale da parte della collettività partecipante del diritto di porsi come soggetto non solo di salute ma anche di Sanità:

• umana nella misura in cui - recuperato il colloquio perduto tra una medicina sempre più oggettivante ed una sofferenza più soggettivata,ricomposti i frammenti di un atto medico denaturato dalla mercificazione e dalla oblazione al potere - restituisca al malato e al medico la loro integrità che li faccia essere finalmente della stessa parte:quella dell'uomo contro il potere, quella del lavoro contro il capitate.

“LA SALUTE NON È MERCE, È PERTANTO INCOMPATIBILE CON L’ATTUALE AZIENDALIZZAZIONE DELLE USL”.

-l’attuale Servizio sanitario nazionale è incompatibile con la Salute.

-il sistema dei DRG va abolito, in quanto tutto impostato sulla medicina curativa-speculativa,tagliando e facendo a pezzi i percorsi assistenziali,tra ospedale e territorio, generando ad esempio ulteriore abbandono delle persone inserite in percorsi psichiatrici di fatto coatti, che, come con la delibera 1170 del luglio 2008 in Puglia, vengono marginalizzate ed escluse da interventi di inclusione sociale, di emancipazione, e liberazione .

L’attuale servizio sanitario è “al maschile” , in quanto pesa soprattutto sulle donne, sorelle, mogli, figlie, madre, costrette a farsi carico di una quota assistenziale sempre più pesante,in specie al SUD,in assenza di welfare e di lavoro!,vedi per il carico di assistenza per le presenza di persone con disabilità,non autosufficienti…
E’ un servizio che “cura” i sani e li ammala e abbandona i malati e li fa crepare!
E’ un servizio che fa aumentare le diseguaglianze e accresce la forbice tra ricchi e poveri!

Il Servizio Sanitario Nazionale che vogliamo e per cui lottiamo, deve essere Servizio Nazionale per la Salute (SNS), non si deve identificare con la Sanità, quale mera organizzazione di servizi e presidi, autoreferenzialmente centrata sugli addetti ai lavori, piegata agli interessi speculativi dell’apparato medico-industriale, che attraversa la Sanità privata, come anche parte di quella pubblica.

Il SNS deve assicurare un livello di Coordinamento tra le politiche, tutte afferenti agli obiettivi di Salute, ovvero politiche di pace, internazionaliste, in grado di restituire al Sud del mondo autodeterminazione e quanto saccheggiato ad oggi, politiche urbanistiche, del lavoro, della tutela ambientale, dei trasporti, dell’istruzione, giovanili, delle persone migranti.

Infatti non sono affatto indifferenti le condizioni sociali,economiche,ambientali, di pace e guerra,sul SNS! Prevenzione primaria,prevenzione vera,non meramente “sanitarizzata” e la partecipazione,sono mezzo e fine per la Salute:Sono indicatori irrinunciabili,oggi assenti nei processi di Aziendalizzazione.

Strategicamente,individuando obiettivi di lotta condivisi, è necessario investire nella costruzione di relazioni,partendo dai luoghi in cui si è presenti, con i comitati studenteschi universitari,partendo dai collettivi di Medicina,indi di sociologia,informatica, psicologia etc., coi comitati di lotta nei luoghi di lavoro, nei territori,veri e propri naturali operatori della vera prevenzione.

Non possiamo incontrare i cittadini e i lavoratori, solo o soprattutto quando sono morti o malati,anche se nostro malgrado!! Dobbiamo essere "gli angeli della prevenzione", non solo quelli del giudizio finale,risarcitorio post mortem!!

CHIUDERE L’ILVA DI TARANTO È UN IMPERATIVO PER LA NAZIONE!

Essere per la prevenzione non a chiacchiere, essere per la Salute, spiega perché nel Congresso ho affermato che “Chiudere l’ILVA di Taranto è un imperativo per la Nazione, un impegno di tutto il Movimento a sostegno di Peacelink e di altri comitati di lotta impegnati da anni contro le produzioni di morte, per smetterla immediatamente di essere complici e conniventi in questa strage, che sta seminando morti e malati, saccheggiando il territorio”basta parlare di compatibilità: a Taranto si uccide il lavoro, si ammazzano i lavoratori e le popolazioni, l’unica strada è :

-richiedere il conto di tanta devastazione agli assassini di ieri e oggi,

-assicurare un piano straordinario per l’occupazione dei lavoratori che vanno liberati da una produzione delinquenziale e omicida,

-restituire il territorio ai cittadini, sottoponendolo alla bonifica e al rilancio delle risorse naturali.

Ecco perché intendo dare risalto e indicare quale lotta di riferimento nazionale quella di Peacelink e di altri comitati di lotta per la chiusura dell’ILVA a Taranto, battaglia che si colloca in quella esigenza di superare la frammentazione delle lotte e dei gruppi e comitati, associazioni, che devono impegnarsi per fare fronte unito per la tutela della vita, della salute, dell’ambiente, la liberazione dei territori scippati, sottratti alle nuove generazioni.

Peacelink è intervenuta al VI congresso nazionale di Medicina Democratica con un intervento del suo presidente, Alessandro Marescotti. L'intervento è stato letto da Pietro Mottolese della stessa associazione, un ex-operaio che ha lavorato proprio nell'impianto di agglomerazione dell'Ilva. E' l'impianto che sforna quell'enorme quantità di diossina di cui si parla in questi giorni. Piero è stato in questi mesi l’operaio-guida ed è stato lui a trovare il formaggio contaminato da diossina. Da lì è nato il "caso diossina". Così come gli operai Bortolozzo, Lovecchio e Caretto sono stati per Medicina Democratica una guida, allo stesso modo Piero lo è stato per PeaceLink: un riferimento all'interno del mondo operaio.

"Questo è un momento decisivo per la salute pubblica - ha scritto Marescotti -. La lotta che conduciamo a Taranto è una lotta non locale ma è una lotta generale. L'ARPA ha accertato livelli di inquinamento di IPA e benzoapirene, specie al quartiere Tamburi, che non hanno raffronti in Europa. I picchi di emissione avvengono di notte, mentre i cittadini dormono e non vedono. A Taranto viene riversata inoltre una quantità di diossina, proveniente dall'ILVA, pari al 92% del totale nazionale certificato dal registro ufficiale INES che censisce le emissioni industriali.

La combinazione fra emissioni industriali e normali patologie fa sì che l'inquinamento sia un moltiplicatore delle malattie. ….E' venuto il momento di esercitare tutto il nostro potere di cittadini, di dare forza e visibilità al nostro senso etico oltre che ai nostri diritti. E' il momento di esercitare la nostra responsa-bilità verso gli altri, verso i bambini in particolare e verso chi dovrà ancora nascere. E' in gioco il diritto alla salute, all'ambiente e alla vita stessa.

Nei momenti più difficili Medicina Democratica si è sempre distinta. Ecco perché questo PeaceLink vuole accompagnare Medicina Democratica nella sua lotta".
Non dimenticare!

M.D. non intende pertanto dimenticare le migliaia di morti sul lavoro sia per infortuni che per malattie professionali. L’INAIL nella fattispecie ne riconosce solo una parte, specie per le malattie professionali, non superiori al 20%, accumula costantemente grandi patrimoni che non mette a disposizione dei lavoratori. Per questo chiediamo che l'Inail separi le proprie funzioni di assicurazione (che restano in sua mano) da quelle di riconoscimento degli infortuni e malattie professionali che devono passare alle ASL.

Deve cambiare tutto il sistema del lavoro e delle produzioni. Devono essere reintrodotti quegli elementi di rigidità occupazionale e salariale che impediscano il perpetuarsi di condizioni di salute discriminanti e disgreganti: basta con la precarieta' del lavoro.

DALLE FABBRICHE AL TERRITORIO, PER LA TUTELA DEI BENI COMUNI, PER LA PACE

La nocivita' passa invero dalle fabbriche al territorio e in più si aggiungono nuove costruzioni elefantiache portatrici di ulteriore inquinamento e imbarbarimento della società , come ad esempio gli inceneritori. Da anni M.D. si batte contro gli inceneritori , contro i rigassificatori , contro le centrali a turbogas, che stanno imperversando anche in Puglia (vedi S.Severo, Modugno..), ovvero in una Regione che ha peraltro una produzione energetica di oltre il 90% in più rispetto al fabbisogno, ribadiamo che si deve investire sul risparmio energetico, le fonti rinnovabili, sempre come proprietà pubblica, senza svendere territori a privati, con un No netto al nucleare .Si ribadisce ancora il principio che nulla va sprecato e che tutto va riciclato, lottando contro le politiche delle discariche, peraltro imposte in modo militare.

Medicina democratica è per un sistema di salute pubblica che richiede la pubblicizzazione o ripubblicizzazione di elementi fondamentali come l'acqua, un bene che non può essere merce come non possono diventare merci l'aria e la vita umana.
Oggi il razzismo e la xenofobia imperante stanno portando ad una condizione umana sempre più offesa e priva di dignita', ciò non e' piu' accettabile.

M.D. INFINE SI ASSOCIA ALLE LOTTE DEGLI STUDENTI, DEGLI INSEGNANTI E DELLA POPOLAZIONE TUTTA CONTRO L'INCEDERE DI UNA NON RIFORMA SCOLASTICA CHE STA DISTRUGGENDO ANCORA UNA VOLTA LA SCUOLA PUBBLICA.

Ecco perché occorre investire nella CASA DELLA SALUTE in ogni territorio!!
La Casa della Salute,come voluta da Maccacaro,dimensionata su popolazione di 3.000-5.000 abitanti,compatibile coi processi partecipativi e di governo democratico,non,come in nel Piano regionale Salute della Puglia,per numeri di oltre 50.000 abitanti, deve essere priorità per ricomporre, quale obiettivo condiviso,la frammentazione dei movimenti.

La Casa della Salute non è meramente interna al Servizio sanitario,bensì nell’ottica del SNS,è condizione per la Comunità locale per decidere e governare i processi di liberazione da condizioni di sfruttamento,per obiettivi di salute contestualizzati.
Essa va affermata e costituita,partendo anche da forme autogestite,imponendosi nei territori quale elemento costituzionalmente irrinunciabile per un popolo che vuole essere sovrano e Padrone di Casa.

La FACOLTÀ DI MEDICINA CAPOVOLTA

Così come, anche incrociando le lotte studentesche va affermato “La Facoltà di Medicina Capovolta”,come voluta da Maccacaro,con la previsione nei primi due anni di studio,della pratica del Servizio Medico sociale nei contesti in cui si generano le malattie,in grado di formare le future generazioni medici,con il confronto col sapere e la soggettività riveniente dalle fabbriche e dal territorio,costruendo alleanza e percorsi di liberazione,lo studio già nei primi due anni della sociologia,della psicologia,della economia politica,della biostatistica,della ecologia umana,della evoluzione,della informatica,della fisiopatologia e complementi,sono una risposta teorica-pratica alla domanda di salute collettiva e individuale. Stessa questione si pone per le altre facoltà,coinvolte nel “ciclo produttivo della Salute”,nessuna esclusa.

LOTTARE PER IL SUD DEL MONDO

La speculazione economica investe tutto il continente, in particolar modo colpendo i servizi sanitari pubblici esistenti. La mobilitazione deve prevedere iniziative a livello sovrannazionale che colleghino movimenti affini. La battaglia per il SNS contro l’Aziendalizzazione, deve essere altresì battaglia internazionale,visti i riferimenti ai drammatici condizionamenti rivenienti dai rapporti Nord/Sud,dalla questione energetica,dalla questione Acqua, rifiuti,guerre connesse,imponendosi in Occidente la decrescita altro che aumento della produttività,ancora sulla pelle del Sud del mondo e di pregiudizio della sopravvivenza del Pianeta!

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