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Oggi che la bomba è scoppiata, di fronte alla drammatica evidenza ancora si tentenna

Puglia: vite "a perdere"

Quando le generazioni future dovranno pagare lo scotto degli errori del passato e di un presente così precario e instabile, chi pagherà per queste vite "a perdere" il cui futuro è già stato così pesantemente ipotecato prima ancora di essere concepite? In Italia per vedere tutelato quello che è un proprio diritto non basta averlo, il diritto, è indispensabile trovare qualcuno che te lo riconosca.
25 ottobre 2008

Cavia da laboratorio


Diossina. Discariche per rifiuti speciali. Ricatto Occupazionale. Disastro ambientale. Polveri sottili. Catena alimentare contaminata. Capi da abbattere. Allevatori sul lastrico. Pericolo di trasmettere alterazioni genetiche alle future generazioni... Basterebbe uno solo di questi argomenti per scuotere le coscienze addormentate in qualunque altra parte del mondo.

In Italia, invece, per sollecitare i doverosi controlli e applicare le misure di prevenzione così come, peraltro, stabilito dalla Legge, bisogna riunirsi in comitati ed associazioni, fare sfibranti petizioni, dimostrazioni, occupazioni, campagne di sensibilizzazione.

In Italia per vedere tutelato quello che è un proprio diritto non basta averlo, il diritto, è indispensabile trovare qualcuno che, bontà sua, te lo riconosca.

In Puglia chi inquina ha continuato a farlo, pressochè indisturbato, per anni ed anni distruggendo il territorio, mentre la gente moriva avvolta nel sudario del silenzio e della colpevole indifferenza. Viene da chiedersi dove fossero coloro che avrebbero dovuto vigilare a che le leggi venissero applicate.

Oggi che la bomba è scoppiata, di fronte alla drammatica evidenza ancora si tentenna, ci si barcamena, si mercanteggia. Ancora si cerca di salvare "i cavoli" perchè per le capre e per le pecore, povere bestie, ormai non c'è più speranza.

Stiamo assistendo in questi giorni alla corsa affannosa per salvare i titoli di stato e il tracollo in borsa con una sollecitudine che lascia straniti, se si pensa che questa stessa sollecitudine non si è avuta per salvare la vita di chi moriva di cancro a causa degli agenti inquinanti, nè si è avuta per preservare la Puglia dal disastro ambientale. Se a suo tempo, con pari sollecitudine, si fosse investito in materia di prevenzione e controllo, con sanzioni esemplari per gli inadempienti, oggi non saremmo qui a parlarne. Se non fossimo stati trattati con la stessa indifferente attenzione prestata ad una cavia da laboratorio, la cui sofferenza alcuni reputano necessaria in nome di un progresso che somiglia sempre di più ad un dio pagano avido di sacrifici umani, oggi non saremmo qui a chiederci sgomenti: "Cosa sarà di noi".

La Puglia intera, divenuta ormai il tacco nero d'Italia, soccombe sotto il peso di ciò che le sta accadendo. Tutti noi siamo schiacciati da un peso troppo grande che sta uccidendo, oltre agli uomini e agli animali, anche le speranze di un qualsivoglia futuro per questa Terra così martoriata. Se una bottiglia di plastica impiega 450 anni per dissolversi in Natura, quanto ci vorrà per smaltire i veleni accumulati in tanti anni nel terreno e nell'aria? Quanto tempo ci vorrà per smaltire il veleno che circola ormai nelle vene delle genti di Puglia?

Ci sarà mai vera Giustizia per tutti quei morti che gridano vendetta e per tutte le croci che ancora dovremo piantare? Quando le generazioni future dovranno, inevitabilmente, pagare lo scotto del presente, ci sarà Giustizia per queste vite "a perdere" il cui futuro è già stato così pesantemente ipotecato prima ancora di essere concepite? Qualcuno alla fine pagherà davvero per questo scempio o ci daranno 133 euro a persona, come per le pecore da abbattere, e un funerale di terza classe?

L'INGANNO

I Signori del Tempo lanciarono i dadi
e il Gioco ebbe inizio…
Immane, una cascata di acqua sommerse il mondo…
Sodoma e Gomorra scomparvero tra lingue di fuoco
e l’infelice Salomè rise, delirante, fissando
gli occhi ciechi del Battista…
Consumandosi nel rogo delle sue illusioni
l’umanità implorante alzò gli occhi ad una croce
e un sogno di immortalità rese lieve il dolore, la fame e la sete…
Voraci, nell’arena, le belve acquattate artigliarono l’aria
pregustando l’infame banchetto…
L’incauta Pandora sollevò il coperchio e un’orda selvaggia
si riversò sul mondo indifeso facendone scempio…
La Furia, con urla rabbiose, si avventò sulla inerme Rassegnazione
dilaniandola con zanne possenti e artigli affilati….
I vincitori si dissetarono col sangue dei vinti
e l’Olocausto ebbe i suoi martiri
…Vittime sacrificali sull’altare del Nulla…
Nell’aria immota il Dolore urlò i suoi silenzi
e la Speranza pianse lacrime di impotente cordoglio…
Ciechi, i piccoli topi continuano la folle corsa
nel labirinto della propria agonia…
(Anna Montella 2008)

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