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Aree inquinate, a rischio 165 milioni di opere

Lo stop del governo alla bonifica di Taranto e Brindisi. Italgest: noi andiamo avanti. A Taranto intanto resta fermo l´investimento da un miliardo di euro dell´Eni. E´da maggio che si attende la firma del ministro Scajola.
4 novembre 2008
Ilaria Ficarella
Fonte: Repubblica

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Investimenti per 165 milioni di euro nell´area del Petrolchimico di Brindisi rischiano di rimanere bloccati a causa dello stop che il ministero per le Attività produttive ha imposto all´accordo di programma sulla bonifica dei siti inquinati nell´area brindisina e in quella tarantina.

Si tratta di due grandi progetti: quello della Italgest da 75 milioni di euro, per la realizzazione di un impianto fotovoltaico di ultima generazione da 11 megawatt, e quello della Sfir da 90 milioni di euro, per la costruzione di uno zuccherificio. Ma è il futuro dell´intera area di Brindisi a essere messo in discussione in seguito al possibile dirottamento dei fondi per la bonifica.

Anche la Polimeri Europa, azienda dell´Eni che rappresenta oggi il cuore del Petrolchimico, è in procinto di mettere mano a una serie di progetti di ampliamento e manutenzione. La Basell, impresa da 130 lavoratori, ha un investimento in corso per il potenziamento dell´impianto che realizza stheripol (plastica da utilizzare in diverse lavorazioni) e starebbe decidendo di farlo slittare di almeno un anno. Mentre l´Enipower sta pensando a un piano di ammodernamento e manutenzione e anche in questo caso il blocco dei finanziamento statali potrebbe rappresentare un ostacolo. Intanto però i sindacati dei lavoratori del settore chimico insinuano il dubbio che la decisione del ministro Claudio Scajola sia nata dalle pressioni delle stesse aziende residenti del Petrolchimico.

E´ da maggio - come anticipato sabato da Repubblica - che si attende la firma del ministro Scajola al nulla osta per lo stanziamento dei 170 milioni di euro destinati alla bonifica delle aree di Taranto e Brindisi. E´ stato il presidente della giunta regionale Nichi Vendola a sollevare la questione, con una lettera indirizzata anche al premier Silvio Berlusconi e destinata a conoscere le ragioni del ritardo nell´assegnazione dei fondi. Un ritardo che fa temere il peggio: ovvero il dirottamento dei fondi.

Questa ipotesi metterebbe in forse la realizzazione di alcuni grandi investimenti. Non ultimo quello dell´Italgest. Spiega l´amministratore delegato dell´azienda Paride De Masi: "Tra qualche giorno finiremo la caratterizzazione del suolo, dopo di che andremo avanti con la realizzazione del progetto. Riteniamo che non essendoci per quel che ci riguarda particolari problemi di inquinamento del suolo, non c´è nessun motivo di fermarci. Diverso è il discorso della falda, che comunque il nostro impianto non va a intaccare e comunque ci siamo impegnati a rimborsare per quota parte proprio la bonifica della falda. Ovviamente tutto dipenderà da come il governo intenderà muoversi rispetto all´attuazione dell´accordo di programma".

Le decisioni de governo sono attese anche alla Sfir, la società impegnata nella realizzazione di uno zuccherificio nell´area del Petrolchimico: un investimento da 90 milioni di euro. Slitterà di un anno invece l´ampliamento e il potenziamento della Basell, ma anche in questo caso, le autorizzazioni dovrebbero essere precedenti allo stesso accordo di programma e quindi non ricompresse nei vincoli. Diverso è il caso della Polimeri Europei, i cui progetti sono finora tutti in itinere, e della stessa Edipower. A Taranto intanto resta bloccato l´investimento da un miliardo di euro annunciato dall´Eni. E i sindacati, dopo lo sciopero dello scorso 31 ottobre, ne hanno deciso ieri un altro per il 17 novembre.

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