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Taranto, polveri sottili da record

Il nemico si chiama Pm10, e indica il livello delle polveri sottili nell’aria che respiriamo. A lunedì, in via Machiavelli i giorni di sforamento dall’inizio dell’anno erano già 54 quindi già ben oltre il limite di legge dei 35 sforamenti massimi.
6 novembre 2008
Marcello Cometti
Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno

- Fra la fine di ottobre e gli inizi di novembre, in più di un’occasione, le centraline di rilevamento gestite e coordinate dall’Arpa hanno segnalato concentrazioni inquietanti di Pm10. La situazione è particolarmente preoccupante nel quartiere «Tamburi», a ridosso dell’area industriale e dello stabilimento siderurgico Ilva, dove il livello di inquinanti nell’aria si mantiene costantemente alto. La centralina di via Machiavelli ha segnalato come valore limite giornaliero 57 microgrammi per metro cubo di polveri sottili il primo novembre, e 43 lunedì scorso.

La centralina di via Archimede, invece, ha registrato 54 microgrammi lunedì e ben 63 microgrammi il 31 ottobre. Gli sforamenti dei limiti consentiti (la norma italiana parla di valori soglia giornalieri di 50 microgrammi, da non superare per più di 35 volte nell’anno, e di un valore limite medio annuale di 40 microgrammi) non sono episodici, ma segnalano una tendenza abbastanza consolidata.

A lunedì, infatti, in via Machiavelli i giorni di sforamento dei valori di Pm10 dall’inizio dell’anno erano già 54 (quindi già ben oltre il limite di legge dei 35 sforamenti massimi), e in via Archimede erano 33 (due sotto il massimo consentito).

Inquinamento Taranto, appello a istituzioni da Federconsumatori Taranto
TARANTO - La Federconsumatori di Taranto chiede l’intervento della Regione Puglia, del prefetto di Taranto, Alfonso Pironti, e delle istituzioni locali "per cercare soluzioni che consentano di abbattere il livello di inquinamento ambientale nella città jonica" e sollecita la costituzione di un tavolo di confronto con il ministero della Salute.

"L'inquinamento ambientale – osserva in una nota il presidente di Federconsumatori, Luigi D’Oronzo – ha ormai assunto un livello di totale insopportabilità per cui si rendono necessari interventi non più rinviabili, senza dei quali si potrebbero compromettere, assieme alla salute dei cittadini e dei lavoratori, già fortemente compromessa, gli stessi assetti produttivi ed occupazionali". "In particolare – prosegue – gli elevati livelli di emissioni di diossina, presenti nei formaggi e nei capi di bestiame, che devono essere abbattuti con forte pregiudizio di queste attività economiche, estesi ormai anche oltre il raggio di dieci km, devono essere sensibilmente abbassati e portati nei limiti di un nanogrammo per metrocubo, come richiesto già da Comune, Provincia, Regione e dalle organizzazioni sindacali".

Secondo il presidente dell’associazione dei consumatori, infine, "l'abbattimento certificato potrà essere un elemento di sicurezza per le popolazioni, perch‚ modifichino il loro atteggiamento ormai di forte e giustificata intolleranza nei confronti della grande industria, che pregiudica la vita umana due volte: con le morti bianche e i tumori".

Non va molto meglio se si osservano i dati relativi alla media annuale: l’ultimo report disponibile presso l’Arpa è quello di giugno, e a quella data via Machiavelli già evidenziava una media annua di 44 microgrammi (4 in più del consentito), mentre via Archimede si collocava a quota 35. Non va molto meglio nel resto della città.

Sempre prendendo in esame i dati rilevati negli ultimi 4-5 giorni, su via Alto Adige il Pm10 è stato di 51 microgrammi lunedì, e di 61 microgrammi il 1° novembre, in entrambi i casi superando i valori-soglia giornalieri. Sforamento-record sulla Statte-Massafra (70 microgrammi il 1° novembre, dato poi parzialmente rientrato il 3 con 47 microgrammi), mentre a Talsano risulta un valore limite di 51 microgrammi il 2 novembre e di 27 microgrammi il giorno successivo.

Secondo uno studio Oms condotto nelle 8 maggiori città italiane sulla popolazione di oltre trenta anni, il 4,7% di tutti i decessi è attribuibile a concentrazioni di Pm10 superiori a 30 microgrammi. In altre parole, portando le polveri sottili a livelli accettabili, nelle nostre città si potrebbero evitare circa 3.500 morti all'anno, migliaia di ricoveri per cause respiratorie e cardiovascolari e decine di migliaia di casi di bronchite acuta e asma fra i bambini al di sotto dei quindici anni: tutte conseguenze che potrebbero essere evitate riducendo le concentrazioni di Pm10.

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