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Una lettera: «Signor Riva venga ad abitare ai Tamburi»

«Sapreste cosa sono le nuvole di fumi e polveri che sciolgono le facciate dei palazzi; i panni, quando la sera c’è vento di tramontana, rossi di ferro; la perdita improvvisa degli affetti più cari»
3 dicembre 2008
Fulvio Colucci
Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno

Emilio Riva
TARANTO - “Caro Riva, invitiamo lei e la sua famiglia a trasferirvi al quartiere Tamburi. Sapreste cosa sono le nuvole di fumi e polveri che sciolgono le facciate dei palazzi; i panni, quando la sera c’è vento di tramontana, rossi di ferro; la perdita improvvisa degli affetti più cari.

Forse comprendereste le violenze che il vostro stabilimento siderurgico compie su un territorio che è patrimonio di tutti. I costi gestionali per la sicurezza e l’am - biente, appartengono ad imprenditori responsabili, ma non è assolutamente giusto che la mancanza di attenzione sia la comunità a pagarla”.


In una lettera aperta al patron dell’Ilva, il segretario del circolo del Pd dei Tamburi, Alfonso Oddo, formula un j’accuse intriso di realismo e amarezza per le condizioni in cui versa il quartiere in ragione del degrado ambientale. Con qualche suggerimento per superare l’emerg enza inquinamento adottato il quale si potrebbe parlare di svolta. “Con la realizzazione di una copertura dei parchi minerali, che sono la zona in cui sono stoccati i cumuli di fossili e minerali e che si trovano proprio a due passi dal nostro abitato, sicuramente – ricorda Oddo - si risolverebbe oltre il 50 % dell’i n t e ro tasso inquinante.

Gli abitanti del quartiere Tamburi, si accorgerebbero immediatamente del guadagno dell’operazione dal sol fatto di non raccogliere giornalmente cumuli di minerale da pavimenti e davanzali. Contemporaneamente questo investimento porterebbe anche dei risparmi economici per l’Azienda Ilva ossia: minori perdite di fossili e minerali che con il vento e la pioggia si disperdono nell’aria ed in mare; minore acquisto di filmante, che è un additivo usato per creare sui cumuli una pellicola protettiva”. “Facendo una stima di larga massima lei – scrive Oddo rivolgendosi al patron dell’I l va Emilio Riva - risparmierebbe annualmente circa 2 milioni di euro”.

Per l’esponente del Partito democratico “tale somma potrebbe essere accostata ad investimenti più importanti, come la realizzazione di impianti di captazione fumi e polveri, l’installazione di elettrofiltri, l’acquisto di materie prime qualitativamente superiori ed una idonea preparazione dei suoi tecnici per la gestione di queste nuove tecnologie, rendendo la proprietà e le sue maestranze responsabili in prima persona, per una più accurata conduzione degli impianti.

Ilva, per la morte di un operaio 24 persone rinviate a giudizio
TARANTO - Il gup del tribunale di Taranto Valeria Ingenito ha rinviato a giudizio 24 persone in relazione all’incidente avvenuto nello stabilimento Ilva il 9 settembre 2005 in cui perse la vita Gianluigi Di Leo, di 25 anni, operaio di Mottola (Taranto). Le accuse sono di omicidio colposo e omissione di cautele contro gli infortuni sul lavoro.

Sono dipendenti dell'Ilva - funzionari, capiarea e capiturno – 23 dei 24 imputati rinviati oggi a giudizio a Taranto per l’incidente sul lavoro in cui morì il 9 settembre 2005 Gianluigi Di Leo, di 25 anni. La vittima era dipendente del siderurgico e non della ditta 'Nigrò, così come si era appreso in un primo momento.

Mentre passava sotto la campata del ponte dove passano i carri 17 e 18, l’operaio fu travolto e schiacciato da una trave della copertura, divelta proprio dai carri che si erano scontrati. Sotto processo è finito anche un caporeparto della ditta Nigro, che aveva eseguito lavori di carpenteria sui carri-ponte tre giorni prima dell’incidente. Il gup ha respinto la costituzione di parte civile della Fiom Cigl.

Sono convinto – aggiunge il segretario del circolo del Partito democratico - che per migliorare la vita dei cittadini tarantini occorre investire parte dei sontuosi utili ottenuti sulla nostra pelle, in queste nuove tecnologie oggi disponibili. Non è accettabile che i nostri abitanti debbano essere esposti ad un rischio superiore rispetto quelli di altre città”. “L’attuale crisi economica globale – ricorda il segretario del circolo Pd del quartiere Tamburi - ha insegnato che si possono avere industrie sane per una produzione di pregio.

Il settore siderurgico non è in decadenza, anzi nei prossimi mesi ci sarà un’accelerazione del fabbisogno dell’acciaio in tutto il mondo, quindi sarebbe intelligente se si facesse carico immediatamente di una richiesta di concessione edilizia per la copertura dei parchi minerali con una struttura simile a quella usata negli stadi. Siamo fiduciosi di una sua inversione di sensibilità verso l’ambiente e attendiamo – conclude il segretario del circolo Pd dei Tamburi Alfonso Oddo - un suo segnale ed impegno in tale direzione”.

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