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«Ospedali per le malattie di Taranto»

Non varia di molto il numero dei posti letto, la rivoluzione riguarda l'intensificazione dell'oncologia. Colasanto illustra il piano: più attenzione a tumori e patologie neonatali Il direttore generale in carica da poco più di un anno ha descritto così l'attuale sistema sanitario della Asl di Taranto
24 dicembre 2008
Nazareno Di Noi
Fonte: Corriere del Mezzogiorno

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TARANTO — E' un piano della salute perfettamente integrato con il territorio e tristemente legato alle patologie che da queste parti sono più frequenti: tumori, le malformazioni neonatali, le malattie respiratorie e i grossi traumi.

E' un piano, insomma, che si prefigge di combattere i due grandi mali del-l'area ionica: l'inquinamento e l'infortunistica industriale. Ed ecco che per la prima volta compaiono reparti come l'onco-chirurgia senologica, la chirurgia toracica e maxillofacciale, la chirurgia pediatrica, quella plastica ricostruttiva e il pronto soccorso oncologico.

Oltre, naturalmente a tutte le specialità già esistenti. «Un progetto che creerà l'impalcatura al colosso dai piedi d'argilla in equilibrio permanente precario», ha detto il direttore generale Angelo Domenico Colasanto descrivendo così l'attuale sistema sanitario della Asl di Taranto. E' toccato a lui, ieri mattina, illustrare agli organi d'informazione il Piano attuativo locale dell'azienda sanitaria che dirige da poco più di un anno. Il giorno prima la stessa cosa l'aveva fatta con un'altra platea molto più attenta e interessata: quella dei primari e direttori di struttura. Ad affiancarlo, in tutte e due le occasioni, c'erano i direttori sanitario e amministrativo dell'azienda, rispettivamente Fabrizio Scattaglia e Paola Ciannamea.

Le novità

Un piano con poche differenze sul numero complessivo dei posti letto rispetto a quello precedente (2175 tra pubblici e posti privati accreditati), ma con enormi cambiamenti nelle branche e negli spazi riservati ad ogni reparto, tutti con una forte vocazione oncologica. La vera rivoluzione, infatti, è quella riservata all'ospedale Moscati nel quartiere periferico e peri-industriale di Taranto. E' qui che si concentrerà la lotta alle malattie oncologiche e respiratorie con ben sette nuove branche specialistiche che daranno risposte al male endemico. Eccole elencate: chirurgia oncologica e senologica (25 posti letto), chirurgia testa-collo (10 posti), chirurgia plastica ricostruttiva (10 posti), chirurgia toracica (10 posti), ginecologia oncologica (20 posti), pneumologia e posti intensivi (32 posti).

E, primo del genere in Puglia, un servizio di accettazione ed accoglienza del paziente oncologico (pronto soccorso per malati tumorali con posti di day hospital). A questo si aggiungono le specialità attinenti già esistenti tra cui la radioterapia, l'oncologia medica e l'ematologia con posti tecnici per il trapianto di midollo. L'ospedale centrale Significativo anche il cambio di numeri e di spartizione di risorse nello stabilimento centrale del Santissima Annunziata di Taranto.

L'ospedale cittadino subirà un radicale ridimensionamento delle specialità di base, sia chirurgiche sia internistiche, che perderanno posti letto a favore delle nuove branche. Così, ad esempio, chirurgia generale perde 12 posti, medicina ne cede 21 e ortopedia 24 posti. Le risorse risparmiate serviranno per la chirurgia pediatrica, chirurgia maxillo facciale e per rafforzare altri reparti di base nelle periferie.

Il territorio e i nuovi ospedali

Più medicina del territorio, meno ospedaliera, con maggiore attenzione per le patologie acute e traumatiche. Così la provincia di Taranto si divide in quattro aree di interesse sanitario con il capoluogo al centro e ai tre lati altrettanti ospedali di riferimento: Manduria per il versante orientale, Castellaneta per quello occidentale e Martina Franca per il settore Valle d'Itria. Le nuove bandierine, da queste parti, sono le tre rianimazioni nei presidi di riferimento ed altrettanti ospedali costruiti di sana pianta a Taranto, Martina e nella parte orientale da individuare. Ovviamente il tutto salvo disponibilità di risorse economiche e di organico.

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