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Vendola e l'emergenza rifiuti «A Ugento quelli del Salento»

Vendola, ha firmato una ordinanza nella quale si stabilsce che i rifiuti dei due bacini Lecce 2 e Lecce 3 saranno raccolti nella discarica Monteco di Ugento fino al 31 gennaio
31 dicembre 2008
Samantha Dell'Edera
Fonte: Corriere del Mezzogiorno

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BARI — I rifiuti dei due bacini Lecce 2 e Lecce 3 (che corrispondono al territorio salentino) saranno raccolti nella discarica Monteco di Ugento fino al 31 gennaio. E' quanto prevede l'ordinanza firmata ieri dal presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, per rispondere all'emergenza rifiuti nel leccese.

Entro il 23 gennaio però Provincia, Regione e Comuni dovranno trovare una soluzione definitiva: individuare cioè un punto di conferimento all'interno del territorio leccese, a causa anche dell'indisponibilità delle province di Bari e di Taranto ad accogliere l'immondizia fuori dai loro confini.

«Noi in tre anni abbiamo fatto quello che non è stato fatto in 13 anni di governo regionale - spiega il governatore Nichi Vendola - ad oggi abbiamo inaugurato 4 impianti su otto per il conferimento dei rifiuti. Alla fine non capisco perché i problemi più gravi sorgano solo nell'area del leccese. E' come se ci fosse qualcuno che stia cercando di provocare la crisi per dire che c'è crisi».

Vendola ha presentato ieri la situazione degli Ato Lecce 2 e Lecce 3. «Quando ci siamo insediati abbiamo dovuto affrontare una serie di cause perché la precedente amministrazione aveva pensato bene - continua il governatore di bandire delle gare nelle quali la valutazione di impatto ambientale per gli impianti veniva richiesta alla fine dei lavori non all'inizio». Nel bacino Lecce 2 era stata prevista una discarica a servizio e soccorso nella città di Corigliano d'Otranto.

«Ma l'impianto non poteva essere costruito in quel territorio - continua Vendola - perché insisteva su una falda. Abbiamo quindi modificato il progetto e nel frattempo i rifiuti li abbiamo trasportati nelle discariche di Fragagnano e Grottaglie».

Per quanto riguarda invece il bacino Lecce 3 la Regione, prima di avviare i lavori nella cava di Ugento, ha dovuto liberare la zona dall'amianto e modificare il progetto a causa della presenza di altre cavità carsiche.

Losappio chiede quindi un sacrificio al comune di Ugento, ma per un periodo limitato. «Non per gli otto mesi che avevamo deciso in prefettura - spiega - solo per un mese. Nel frattempo cerchiamo insieme una soluzione al problema».

Vendola infine invita alla «responsabilità politica» ed è anche pronto a rivedere il suo no ai rifiuti campani in Puglia. «Non è concepibile - prosegue il governatore - che io ottenga da un lato il plauso e la solidarietà di Berlusconi e dall'altro nella mia regione, devo combattere con un centrodestra che non fa altro che giocare allo sfascio. C'è qualcuno che sta facendo solo del male alla Puglia».

Sull'ordinanza di Vendola, sono intervenuti ieri Rocco Palese, capogruppo di Forza Italia alla Regione e i consiglieri regionali Raffaele Baldassarre e Mario Vadrucci. «Quel provvedimento è stato firmato in assenza di studi sullo stato di inquinamento della falda e senza specificare chi pagherà i costi di questa sopraelevazione». Sopraelevazione necessaria nel momento in cui la discarica di Ugento è in fase di esaurimento.

«Vendola - spiega in una nota il gruppo consiliare di An alla Regione - utilizza la prassi mistificatoria di scaricare sull'avversario i propri fallimenti. La verità è che non può permettersi di accogliere i rifiuti altrui perché non sa più dove mettere i nostri».

L'assessore Losappio ribatte a Forza Italia, accusando il partito e i suoi consiglieri regionali «di fare dello smaltimento dei rifiuti il tema di uno scontro e di strumentalità politica». «Sono loro invece ad essersi distinti aggiunge - come cassandre di catastrofi ambientali».

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