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A rischio l’ecosistema marino e la mitilicoltura ionica

Trivellazioni in Mar Grande, il Centro Ittico Tarantino chiede l’apertura di un tavolo di confronto permanente

Il Centro Ittico Tarantino esprime preoccupazione in ordine alla possibilità di effettuare trivellazioni in Mar Grande.
Fonte: Corriere del Giorno - 06 ottobre 2009

Il Centro Ittico Tarantino esprime preoccupazione in ordine alla possibilità di effettuare trivellazioni in Mar Grande.

Lo afferma, in un documento, l’amministratore unico Massimo Giusto il quale sottolinea come “la mitilicoltura tarantina nonostante si sia sviluppata in maniera caotica e senza un chiaro indirizzo tecnico e amministrativo, dato che troppo spesso si è lasciato i mitilicoltori abbandonati a se stessi, ha raggiunto, in questi ultimi anni, buoni risultati sia in termini qualitativi che quantitativi.
E’ del tutto evidente che, ed è questo il compito affidato al Centro Ittico Tarantino, questo settore produttivo sia maggiormente seguito ed incentivato mediante una politica sinergica che dia organicità e prospettiva all’intero comparto, articolandosi in un vero e proprio piano strategico che prenda in considerazione vari aspetti come: l’occupazione delle aree, la tipologia delle strutture di allevamento, il rapporto con i restanti mestieri della pesca, la commercializzazione e gestione del mercato, la promozione della mitilicoltura”.

Questa pianificazione così ad ampio raggio “non potrà trovare ragion d’essere se non si prendono con la giusta attenzione tutte quelle implicazioni in merito alla tutela e difesa dell’ambiente”.
Raffineria ENI di Taranto
Per questo il Centro Ittico Tarantino esprime “viva preoccupazione in merito alle trivellazioni dei fondali del Mar Grande alla ricerca di idrocarburi da parte dell’Eni, divisione Exploration and Production.Indipendentemente da una valutazione tutta personale in merito alle scelte strategiche dell’Eni che insiste con notevole dispendio di risorse economiche e umane nella ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi, impegnandosi, contestualmente, con troppa superficialità nell’applicazione di fonti rinnovabili quali l’energia solare e l’energia geotermica, il cui sfruttamento è già consolidato in altri paesi economicamente sviluppati quanto noi, per non parlare ancora del limitatissimo impegno profuso sui recenti studi relativamente all’energia immagazzinata negli oceani e dalle biomasse, è del tutto evidente che la nuova perimetrazione di 515 chilometri quadrati in Mar Grande in prossimità delle isole Cheradi, poste proprio di fronte il lungomare della città, fino a Lido Azzurro, da una parte, e oltre la costa di Leporano dall’altra, destano non poche preoccupazioni per gli addetti alla mitilicoltura tarantina”.

Se da una parte i due Sopraintendenti Augusto Ressa (Beni Architettonici e Paesaggistici) e Giuseppe Andreassi (Beni Archeologici) hanno espresso parere favorevole lo scorso 23 Luglio se pur con alcuni aggiustamenti in merito alla tutela in termini di archeologici, culturali, paesaggistici, dall’altra “ vi sono ragionevoli margini di dubbio sulla effettiva sicurezza di tale intervento per quanto riguarda le eventuali azioni sui fondali e la dispersione di sostanze tossiche che possono devastare la fauna ittica.
Una tale sciagurata ipotesi potrebbe stravolgere l’equilibrio faunistico marino con una ricaduta pesante sull’economia.

Se da una parte bene ha fatto il Sindaco Stefàno ad incontrare i dirigenti della società petrolifera per gli opportuni chiarimenti e accertarsi che qualsiasi perforazione volti all’individuazione di potenziali giacimenti di idrocarburi, saranno sottoposti alla valutazione di compatibilità ambientale dello Stato con il coinvolgimento della Regione è altrettanto vero che le competenze rientrano specificamente tra quelle dello Stato.
E’ quindi opportuno che si crei una ampia e articolata azione di controllo per la tutela delle nostre acque e del comparto economico che ad essa fa riferimento che coinvolga tutti i soggetti che a vario titolo sono interessati”.

Il Centro Ittico Tarantino intende spendere tutte “le sue energie per la difesa dei mitilicoltori ionici e a tal fine propone di istituire un tavolo permanente tra produttori, associazioni ambientaliste, università, Cnr ed Enti Locali al fine di rendere più efficace ed efficiente la tutela del nostro mare e la salvaguardia delle realtà economiche che ruotano intorno ai due mari”.

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