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Giudichiamo positivamente il comunicato dell'Ilva in cui l'azienda ammette che il sistema di depolverazione secondaria dell'acciaieria 2 appena inaugurato non sta funzionando bene

Taranto, è vittoria con la lotta dei video, si apre ora quella per la difesa della salute

Crediamo che a Taranto la questione dell'ambiente e della salute stia divenendo veramente centrale. E' un momento di svolta per la coscienza sociale della città. Questa lotta dei video su Internet è ormai diventata un "caso da manuale" nel cyberattivismo ambientale nazionale
19 gennaio 2010
Ing. Biagio De Marzo e Prof. Alessandro Marescotti - Peacelink

Giudichiamo positivamente il comunicato dell'Ilva in cui l'azienda ammette che il sistema di depolverazione secondaria dell'acciaieria 2 appena inaugurato non sta funzionando bene e che "alcuni inconvenienti tecnici non erano stati previsti, allungando così i tempi per la sua piena funzionalità". L'azienda ha infatti dovuto convocare d'urgenza l'Alstom, ossia l'azienda che ha realizzato l'impianto di depolverazione, per verificare cosa è che non sta funzionando. "La riunione - ha dichiarato l'Ilva - convocata d'urgenza è una risposta al lavoro di documentazione compiuto in questi giorni dalle associazioni ambientaliste". L'Ilva ha chiesto altri 30 giorni di tempo per risolvere i problemi riscontrati, problemi che in questi giorni Altamarea e PeaceLink hanno reso di pubblico dominio su Youtube diffondendo filmati eloquenti. Ore 15.46 del 17 gennaio 2010, fumi non convogliati dall'acciaieria 2 dell'Ilva. L'impianto di depolverazione è stato inaugurato il 14 gennaio 2010

Crediamo che a Taranto la questione dell'ambiente e della salute stia divenendo veramente centrale. E' un momento di svolta per la coscienza sociale della città.

Questa lotta dei video su Internet è ormai diventata un "caso da manuale" nel cyberattivismo ambientale nazionale. I risultati strappati indicano che l'evidenza delle immagini porta sempre alla vittoria se ben gestita sul web. Immagini e video sono stati infatti infatti rilanciati dai giornali e dalle TV con un effetto dirompente. PeaceLink invita tutti i cittadini a fare la stessa cosa su Internet e sui social network come Facebook. Solo così documenteremo a tutta la comunità nazionale la nostra preoccupante situazione e la nostra voglia di cambiare pagina.

L'ammissione dell'esistenza del problema da parte dell'Ilva costituisce un passo in avanti. Ma altri passi dovranno essere ancora fatti. Infatti continuiamo a registrare emissioni abnormi di fumi inquinanti da altri impianti, ad esempio dalle batterie 3 e 4 della cokeria, appena rientrate in funzione, le cui marcate emissioni intendiamo segnalare all'Ilva in un rapporto di costruttiva segnalazione delle anomalie.

Oggi abbiamo parlato con il presidente della Provincia Gianni Florido che si è detto favorevole alla proposta del "modello bresciano", ossia di un "osservatorio" di confronto mensile in cui condividere e aggiornare i dati delle emissioni dell'Ilva, dell'Arpa, degli enti locali e dei cittadini. I cittadini hanno diritto di portare e far visionare all'Arpa, all'Ilva e alle autorità competenti i loro filmati e le loro foto per evidenziare tutto ciò che ancora non funziona. Crediamo che i cittadini possono diventare un soggetto importante di documentazione collettiva. Le "ecosentitelle" con i loro telefonini e telecamere filmeranno, fotograferanno e presenzieranno in queste riunioni offrendo il loro contributo di videosorveglianza perché Taranto ritorni alla normalità. Al tempo stesso è importante che entrino al più presto in funzione le telecamere a ciclo continuo previste nell'Autorizzoazione Integrata Ambientale, piazzate in particolare a sorveglianza della cokeria e delle sue emissioni nocive.

Infine esprimiamo vivo apprezzamento per il lavoro del Sindaco di Taranto, Ippazio Stefano, che oggi ha presentato un piano di analisi della popolazione per verificare, mediante analisi di sangue e urine, la presenza di metalli pesanti e diossina. E' un lavoro importante di verifica dell'esposizione agli inquinanti che PeaceLink aveva richiesto al sindaco il 31 luglio 2009 (vedere http://www.peacelink.it/ecologia/a/30012.html) partendo dai dati di emissione dell'arsenico. Il Sindaco ha prestato subito attenzione, dimostrandosi sensibile alla questione e in pochi mesi è stato messo a punto un progetto che sarà realizzato da Arpa, Dipartimento di Prevenzione dell'Asl e Università di Bari.

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