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Altamarea a Bari su inquinamento cokeria Ilva. Valutazione dell'incontro con l'assessore regionale all'ecologia

Una nutrita delegazione di Altamarea ha incontrato a Bari l'assessore regionale all'ecologia Lorenzo Nicastro. Si è discusso delle emissioni cancerogene della cokeria Ilva di Taranto e dei provvedimenti da prendere
8 giugno 2010
Altamarea (Coordinamento di cittadini e associazioni)

Una nutrita delegazione di Altamarea ha incontrato a Bari l'assessore regionale all'ecologia Lorenzo Nicastro. Si è discusso delle emissioni cancerogene della cokeria Ilva di Taranto e dei provvedimenti da prendere. Ilva di Taranto

Altamarea ha riassunto all'Assessore i dati sull'inquinamento dell'aria nel quartiere Tamburi di Taranto, accanto al quale “fuma” la cokeria dell'Ilva. L'Arpa ha infatti evidenziato che il 98,5% del benzoapirene dell'Ilva proviene dalla cokeria. Ha inoltre attribuito il 99,7% delle emissioni cancerogene degli IPA (idrocarburi policiclici aromatici) all'Ilva, considerando l'apporto delle altre sorgenti industriali pari a 0,28% nel quartiere Tamburi. Il traffico incide solo per lo 0,02% all'inquinamento di IPA in tale quartiere.

Altamarea ha voluto ricordare che il benzo(a)pirene è il più potente cancerogeno presente all'interno della “famiglia” degli IPA. A questa sostanza, proveniente in tale formidabile quantità dalla cokeria, secondo l'Arpa si può attribuire un eccesso di morti per tumore pari a 2 decessi per ogni anno nel quartiere Tamburi.

Proprio in ragione di questo pericolo immediato per la salute dei cittadini la delegazione di Altamarea ha richiesto che la Regione intervenga con assoluta urgenza, anche perché sulla Regione “pende” una diffida di Altamarea in cui si evidenzia che la legge (in vigore dal 1° gennaio 1999) impone il non superamento del valore di 1 nanogrammo a metro cubo di benzo(a)pirene. Tale valore è stato
verificato un superamento del 30% nel quartiere Tamburi e quindi per legge va adottato un “piano di azione” per riportare a norma la qualità dell'aria.

L'incontro si è svolto in un clima positivo di reciproco ascolto. Era presente anche il dirigente ing. Antonello Antonicelli, più altri tecnici e funzionari dell'assessorato. L'assessore ha parlato di “monitoraggio continuo delle idee”, con riferimento alle proposte dei cittadini, e ha dichiarato che la Regione non vuole svolgere il ruolo
formale di “mettere a posto le carte” ma intende risolvere alla radice i problemi evidenziati.

La delegazione di Altamarea ha voluto anche leggere all'assessore alcuni stralci di e-mail con storie di alcune persone colpite da malattie riconducibili all'inquinamento (queste testimonianze verranno inviate in una email a parte).

Due sono i punti dell'incontro che Altamarea ha valutato positivamente:

1) L'assessore ha considerato fondata la diffida di Altamarea non ponendo alcuna obiezione a quanto in essa contenuto, essendo tale diffida fondata sulla legge. Il testo della diffida è scaricabile da questo indirizzo Internet:
http://groups.google.it/group/altamareanews/browse_thread/thread/fde3a1cede327124
La diffida prevede l'adozione urgente di un piano d'azione nell'immediato; la diffida prevede inoltre nella prospettiva l'adozione di provvedimenti che possono andare anche oltre l'adozione delle migliori tecnologie disponibili, fino al fermo della cokeria se non vi fossero tecnologie in grado di renderla strutturalmente compatibile con un centro abitato così vicino.
2) L'assessore ha dato la piena disponibilità della Regione dichiarando di essere al fianco dei cittadini e della associazioni nell'ambito della procedura di AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) relativa allo stabilimento siderurgico Ilva. L'AIA
dell'Ilva – che ha lo specifico scopo di ridurrne l'impatto ambientale - potrebbe essere “bocciata” per l'impianto della cokeria, se permanessero le attuali criticità.

Vi sono però dei punti su cui Altamarea nutre forti dubbi.

Altamarea si riserva di esaminare il “piano d'azione” per tagliare le emissioni di benzo(a)pirene. Tale piano è in fase di stesura da parte dell'Arpa. Altamarea ha espresso e motivato anticipatamente le proprie perplessità su alcune soluzioni tecniche che sembrano profilarsi, come ad esempio l'adozione di prescrizioni di riduzione della produzione di coke SOLO nel caso in cui i venti e le condizioni meteo orientino il benzo(a)pirene sul quartiere Tamburi. Tale soluzione PARZIALE per
Altamarea sarebbe valutata come assolutamente insufficiente e fortemente inadeguata, nel caso divenisse l'asse portante del “piano d'azione”.

Altamarea ha inoltre sottolineato problemi di tipo “strutturale” per le cokerie che, anche se dotate delle migliori tecnologie disponibili, non sarebbero in grado di far scendere le proprie emissioni di benzo(a)pirene sotto i 5 nanogrammi a metro cubo, precludendo “alla radice” la compatibilità ambientale con un centro abitato vicino. Per
questa ragione le cokerie costruite accanto ai centri abitati ormai vengono chiuse in molte parti d'Europa e questa scelta “radicale” viene considerata una “buona prassi” per garantire una qualità dell'aria accettabile.

Altamarea ha posto l'accento sul fatto che per la prima volta, con un documento firmato da Arpa, viene attribuita una certa quantità di decessi ad una sostanza cancerogena la cui provenienza dalla cokeria viene quantificata con precisione. Ciò pone un grave problema sanitario di tutela del diritto alla vita in termini di legalità e di urgenza.

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