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Decisione del tavolo tecnico

Cozze, analisi choc, cresce la diossina bloccata vendita, divieti per Mar Piccolo

Reso noto il risultato degli esami dello scorso 19 luglio
Quadro peggiorato:i campioni sono tutti «non conformi»
13 agosto 2011
Cesare Bechis
Fonte: Corriere del Mezzogiorno - 10 agosto 2011

 Le analisi del 19 luglio condannano le cozze del primo seno del mar Piccolo di Taranto. I prodotti «adulti» pronti per essere commercializzati saranno distrutti, il novellame sarà salvato e gli impianti di allevamento dovranno trasferirsi in mar Grande. Il tavolo tecnico, Regione, Comune, Arpa, Asl, Cnr, Centro ittico, riunitosi a Bari ieri mattina, ha esaminato la situazione alla luce dei risultati dei prelievi effettuati il 19 luglio. I nove campioni sono tutti «non conformi» e peggiorano addirittura il quadro emerso dopo le indagini del 13 giugno. Il limite di legge è fissato in 8 picogrammi per grammo. Allora cinque dei sei campioni di mitili prelevati nel primo seno risultarono contaminati da diossine simili e pcb fino a un massimo di 13; oggi i valori registrano punte anche di 18 picogrammi. Dal punto di vista tecnico-scientifico, commenta Michele Conversano, direttore del Dipartimento di prevenzione della Asl, questi dati confermano che quando il sedimento è inquinato anche il frutto di mare è contaminato e la conferma indiretta arriva dal secondo seno del mar Piccolo che non presenta né sul fondo né sulle cozze alcun segnale di pericolo. Cozze tarantine


 In funzione dei risultati di laboratorio, mentre già si attendono quelli dei prelievi - diventati quindicinali - del 3 e 4 agosto, rimane confermata l’ordinanza della Asl che vieta prelievo e vendita delle cozze, ma solo del primo seno, viene salvaguardato il seme per non disperdere la produzione legata alla prossima stagione ma si impone come misura da adottare nel più breve tempo possibile lo spostamento degli impianti in mar Grande. Qui sono state da tempo individuate due aree, già caratterizzate e giudicate idonee alla coltivazione della cozza. Una si trova dal lato della città vecchia di fronte alla Ringhiera e l’altra versante Borgo in faccia al Lungomare. Occorrono tra 700 mila e un milione di metri quadrati di superficie acquea. Poiché il tempo stringe, domani è già in programma una riunione allargata tra Comune, Cnr, Centro ittico, Capitaneria di porto, Arpa e Asl, per definire tempi e modi del trasferimento degli allevamenti. Il progetto non suscita entusiasmo tra i produttori. «Noi non ce ne andiamo da mar Piccolo — dice Egidio D’Ippolito, presidente della cooperativa Pemios — perché la cozza allevata in mar Grande è un’altra cosa, non è la cozza di Taranto per la quale vogliamo il marchio doc. Le caratteristiche dei due mari sono differenti. Io chiedo al prefetto che faccia fare nuovi prelievi e che gli esami di laboratorio siano fatti in Francia». Rimane confermato il sostegno di 200mila euro da parte del Comune come indennizzo ai produttori colpiti dall’emergenza.


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