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Registro il passo indietro fatto dal Sindaco Stefàno sulla Megacentrale Eni

Megacentrale Eni a Taranto

Ho apprezzato molto le dichiarazioni di un Assessore della sua Giunta, Pierri che richiama il programma sottoscritto da tutti i partiti e Movimenti che nel 2007 sostennero Stefàno, che impegnava l'Amministrazione Comunale a non far ampliare la presenza delle industrie inquinanti sul nostro territorio
13 ottobre 2011
Alfredo Cervellera (Consigliere Regionale)
Fonte: Comunicato stampa - 12 ottobre 2011

Oggi ho illustrato nella Commissione Regionale Ambiente la Proposta di Legge, sottoscritta dai Gruppi Sinistra Ecologia e Libertà e dalla Puglia per Vendola, “Norme a tutela della salute, dell'ambiente e del territorio sulle emissioni industriali inquinanti per le aree pugliesi già dichiarate ad elevato rischio ambientale”, di cui sono il primo firmatario.

Mentre, anche con l'ausilio dei Consiglieri Regionali tarantini, si dà continuità alla battaglia della Giunta Vendola, con le leggi sulla diossina e sul benzoapirene, per limitare a Taranto l'effetto nefasto delle emissioni industriali inquinanti, registriamo il passo indietro fatto dal Sindaco Stefàno sulla Megacentrale Eni. -

Ho apprezzato molto le dichiarazioni di un Assessore della sua Giunta, Pierri, che con onestà intellettuale e a rischio di poltrona, richiama il programma sottoscritto da tutti i partiti e Movimenti che nel 2007 sostennero Stefàno, che impegnava l'Amministrazione Comunale a non far ampliare la presenza delle industrie inquinanti sul nostro territorio a scapito della salute dei cittadini, e l'indirizzo dato all'unanimità dalla Giunta nel 2009 che chiedeva all'Eni di sostituire la Centrale attuale, sicuramente inquinante, con una di pari potenza o di poco superiore.

Io partecipai a quella Giunta, in qualità di Vicesindaco, dopo aver ascoltato insieme al Sindaco i balbettii dell'Eni che non spiegavano perchè bisognava costruire una Megacentrale, cinque volte superiore all'attuale, che immette nell'aria già inquinata di Taranto un aumento del  600% di anidride carbonica.

 Prendo atto che il Sindaco ha fatto marcia indietro rispetto ad allora e che ha rinnegato il programma elettorale sancito anche con la Lista Sinistra Democratica per Stefàno di cui sono stato il primo degli eletti.

 Vorrei ricordare a tutti dei dati oggettivi studiati da Sanbrag, un organismo non profit impegnato sul fronte del cambiamento climatico, Taranto con la Puglia si trova nella top ten delle classifiche nazionali con l'Ilva (10,7 milioni di CO2) che con “altri 9,5 milioni della Centrale Enipower di Taranto diventa la città pugliese che emette più CO2 in assoluto”.

Complimenti per il risultato che si vuole conseguire!!!!

La situazione disastrosa in Puglia, che con la mia Proposta di Legge si vorrebbe riparare è la seguente:

ñAnidride carbonica       (21,23% del totale nazionale).

ñBenzene                        (46,13%        “          “          ).

ñIdrocarburi Pol. Arom.  (95,48 %       “           “         ).

ñOssido di Azoto             (19,63 %       “           “         ).

ñOssido di Zolfo              ( 23,27 %  del totale nazionale )

ñMonossido di carbonio   ( 81,11 % del totale nazionale  )

ñemissioni di particolato (62,23  % del totale nazionale)

ñ emissioni di diossine     ( 91,96 % del totale nazionale).

Credo che questi dati siano illuminati della situazione disastrosa  che abbiamo nelle Aree ad elevato rischio ambientale, tra cui al 1° posto troviamo Taranto.

Non c'è servito di lezione aver fatto distruggere dalle industrie locali il Mar Piccolo con il PCB e le diossine vogliamo continuare su questa strada.

Negli ultimi tempi due fatti positivi sono avvenuti a Taranto: la nascita del Polo Tecnologico finanziato anche dalla Regione Puglia per procedere al risanamento ambientale del nostro territorio e l'apertura di una fabbrica per incentivare con una rivoluzionaria innovazione il fotovoltaico.

Mi sarei aspettato che il Comune di Taranto, memore del parere negativo frapposto dalla Regione Puglia sulla costruzione di questa Megacentrale agisse per evitare che l'Eni possa fare affari sulla pelle dei tarantini e procedesse per incentivare le energie rinnovabili tutelando la salute dei cittadini.

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