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Lettera al Corriere del Giorno

Solidarietà ai ragazzi di "Ammazza che piazza"

Manca l'attenzione al dramma sociale e civile che viviamo. Un popolo inquinato è invisibile. Si fa invece la gigantografia di una squallida storia che non ha alcuna rilevanza sociale
13 gennaio 2012
Alessandro Marescotti (Presidente di Peacelink)

Cara Direttrice,

ho letto una notizia che non mi piace. E' partita una denuncia contro i ragazzi che hanno srotolato uno striscione anti-inquinamento davanti al tribunale dove si celebrava il processo per il caso Sarah Scazzi. A tutte le testate nazionali ripetutamente accorse per un fatto di cronaca nera che ha avuto un'esagerata amplificazione, un gruppo di ragazzi di Taranto ha contrapposto la legittima richiesta di un'informazione nazionale che si occupi del vero crimine: del disastro ambientale di Taranto e delle troppe morti per inquinamento. Manifestazione pacifica davanti al Tribunale di Taranto dei ragazzi di "Ammazza che piazza"

 

Diciamola tutta: ne abbiamo abbastanza di questa informazione spazzatura che con macabra curiosità spia nel buco della serratura di una brutta vicenda. Non si viene a Taranto per capire ma per curiosare morbosamente. Manca l'attenzione al dramma sociale e civile che viviamo. Un popolo inquinato è invisibile. Si fa invece la gigantografia di una squallida storia che non ha alcuna rilevanza sociale. Viene meno il vero ruolo civile e culturale dell'informazione.

 

Quello che da anni l'informazione locale (e in particolare il Corriere del Giorno) ha saputo evidenziare stenta a "forare" l'invisibile barriera che separa la notizia locale da quella nazionale.

E così accade che una notizia che dovrebbe rimanere locale diventa nazionale e una notizia che dovrebbe diventare nazionale rimane locale!

 

Un paradosso che i ragazzi di "Ammazza che piazza" hanno giustamente denunciato srotolando - davanti agli occhi dei giornalisti venuti "da fuori" - lo striscione dove c'era scritto "“Sulla morte di Sarah avete speculato, ma del nostro inquinamento non avete mai parlato”. 

 

A questi ragazzi va tutta la mia simpatia e solidarietà.

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