Taranto Sociale

Lista Taranto

Archivio pubblico

Il fatto

Trasferimento delle cozze iniziato il «count-down»

Dal primo seno del Mar Piccolo al Mar Grande Il 10% della produzione italiana arriva da Taranto
13 gennaio 2012
Cesare Bechis
Fonte: Corriere del Mezzogiorno - 12 gennaio 2012

In Italia la produzione annuale di cozze nere è di 138 mila tonnellate. Il dieci per cento, poco più di 14 mila tonnellate arriva da Taranto e, di queste, 5.600 sono allevate nel primo seno del Mar Piccolo. Quest’ultima quota della produzione 2012 rischia ora di essere compromessa se il trasferimento dei campi mitili dal primo seno del Mar Piccolo al Mar Grande non avviene entro la metà di marzo. È il limite massimo oltre il quale l’attuale novellame, cioè la cozza inferiore ai tre millimetri, si trasforma in prodotto maturo correndo il concreto pericolo di inquinarsi con il pcb. Nello scorso mese di luglio le analisi della Asl riscontrarono negli individui adulti coltivati soltanto nel primo seno valori superiori ai limiti di legge (8 picogrammi per grammo). Di qui il blocco della commercializzazione e la necessità di spostare gli allevamenti in acque più sicure. In Mar Grande sono state individuate le aree in cui impiantare i vivai e si attende solo che la Marina comunichi per iscritto la propria disponibilità a mettere a disposizione gli specchi d’acqua di fronte al Lungomare della città nuova e che il Comune adotti una delibera. La mitilicoltura tarantina è una voce importante dell’economia locale. le cozze

Il prezzo medio di vendita dal produttore al grossista è di 400 euro la tonnellata, quaranta centesimi al chilo, e solo la produzione del primo seno fattura poco più di due milioni. Nel complesso i ricavi ammontano a oltre cinque milioni. Nelle pescherie e nei mercati il prezzo di vendita varia da 1 a 2.5 euro al chilo, a seconda della latitudine, e si tratta di altri milioni che entrano in gran parte nel circolo dell’economia jonica. Il Centro ittico tarantino, guidato da Massimo Giusto, presenterà entro qualche settimana i dati completi sulla mitilicoltura, con una pubblicazione. Conferma gli ultimi dati, rilevati proprio dopo l’emergenza dell’estate scorsa, che forniscono la dimensione più aggiornata del settore. Nel primo seno del Mar Piccolo le coltivazioni si estendono per 1.100.000 metri quadrati, ma 215 mila sono di occupazioni non riferibili ad alcuna concessione. Le imprese attive, singole o cooperative, sono 57 e i campi mitili regolarmente assegnati sono 92. L’occupazione diretta è di 103 addetti ai quali occorre aggiungerne altrettanti stagionali. Il sommerso è un fenomeno molto presente nella mitilicoltura tarantina, ma il trasferimento in Mar Grande rappresenta l’occasione per farlo emergere. Spostarsi richiede una domanda di concessione così come la richiesta di indennizzo alla Regione, che ha stanziato 1.200.000 euro per i produttori tarantini, impone l’iscrizione alla Camera di commercio.


Articoli correlati

  • Strategia comunitaria sulle diossine, i furani e i bifenili policlorurati
    Ecodidattica
    I limiti per la dose tollerabile sono stati abbassati di sette volte dall'EFSA nel 2018

    Strategia comunitaria sulle diossine, i furani e i bifenili policlorurati

    "In bambini esposti a diossine e/o PCB durante la fase gestazionale sono stati riscontrati effetti sullo sviluppo del sistema nervoso e sulla neurobiologia del comportamento, oltreché effetti sull’equilibrio ormonale della tiroide, ritardo nello sviluppo, disordini comportamentali".
    24 gennaio 2021 - Redazione
  • "Diossina dal camino?" Ancora nessuna risposta
    Taranto Sociale
    L'Arpa Puglia scrive nuovamente a Ministero dell'Ambiente e Ispra

    "Diossina dal camino?" Ancora nessuna risposta

    L'Agenzia regionale sollecita la revisione dell'Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) e coinvolge il sindaco Melucci, già firmatario dell'ordinanza ferma al Consiglio di Stato.
    24 aprile 2021 - Mimmo Mazza
  • "La diossina Ilva aveva contaminato suoli agricoli e pascoli”
    Processo Ilva
    Processo ILVA, quinto giorno di requisitoria del PM Mariano Buccoliero

    "La diossina Ilva aveva contaminato suoli agricoli e pascoli”

    “La diossina degli elettrofiltri” del siderurgico di Taranto “la ritrova all’esterno in ogni matrice analizzata”. Per il processo 'Ambiente Svenduto' l'accusa è quella di "disastro ambientale" ed è mossa contro l’Ilva gestita dai Riva. I fatti contestati partono dal 1995 per arrivare al 2012.
    9 febbraio 2021
  • Non un solo grammo di diossina verrà bonificato a Taranto
    Editoriale
    La beffa: gli animali si sono contaminati su terreni "a norma" in base all'ultimo decreto

    Non un solo grammo di diossina verrà bonificato a Taranto

    Avrete letto sui giornali che ripartono le bonifiche. E' un trionfalismo fuori luogo perché con un decreto del Ministero dell'ambiente viene fissato il limite della diossina per i terreni di pascolo a 6 ng/kg ma le pecore e le capre si sono contaminate con livelli di contaminazione inferiore.
    9 gennaio 2021 - Alessandro Marescotti
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.6.39 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)