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Comunicato stampa

Taranto: Ilva; Bonelli (verdi) su incidente a trasformatore Ilva indaga l'Europa

Dopo esposto in Procura le indagini del Commissario all'Ambiente Ue dopo segnalazione Aria Pulita
10 marzo 2012
Angelo Barone (Capo Ufficio Stampa Portavoce Angelo Bonelli)
"Dopo l'esposto presentato in Procura adesso sull'incidente al trasformatore dell'Ilva che ha riguardato 38 tonnellate di olio minerale composto di idrocarburi naftenici e paraffinici indaga anche il Commissariato all'Ambiente dell'Unione Europea i cui uffici hanno chiesto approfondimenti alle autorità italiane sulle autorizzazioni rilasciate".
Lo dichiara il Presidente nazionale dei Verdi e candidato a sindaco di Taranto Angelo Bonelli ha reso noto la risposta dal Commissariato all'Ambiente dell'Unione europea a cui Aria pulita per Taranto aveva inviato una segnalazione nelle ore in cui una nube densa e altissima investiva la città.
"Il liquido oggetto dell'incidente è confluito nel sistema fognario disperdendosi in mare - prosegue il leader ecologista -. Si tratta di una circostanza estremamente preoccupante perché lo sversamento riguarda sostanze cancerogene e mutagene cui il ministero dell’Ambiente attribuisce effetti nocivi per la salute pubblica. Gli idrocarburi paraffinici e naftenici possono provocare il cancro, alterazioni genetiche ereditarie e sono nocivi per i polmoni in caso di ingestione" Incendio Ilva di Taranto

"Aria pulita e i cittadini si sostituiscono alle istituzioni che avrebbero il dovere di tutelare il diritto alla vita, alla salute pubblica e all’ambiente ma che, al contrario, mostra un atteggiamento ambiguo e inefficace, divenuto ancora più insopportabile alla luce delle gravi emergenze che investono il territorio jonico - conclude Bonelli -. Le misure da adottare per restituire un futuro a Taranto non possono ammettere ulteriori ritardi né esitazioni"

Ecco la traduzione della della lettera del delegato Thomas L.W. Verheye (Commissariato Ambiente Ue)

“L’impianto Ilva di Taranto è stato oggetto di reclami nel passato e la Commissione sta seguendo molto da vicino questa situazione. Essendo un impianto siderurgico, è sottoposto alla direttiva IPPC del 2008 e, in considerazione della grande quantità di sostanze prodotte, anche alla Direttiva Seveso (96/82/EC). In questo contesto, abbiamo richiesto approfondimenti presso le autorità italiane per conoscere le autorizzazioni rilasciate, le circostanze e le relative misure adottate dalle autorità competenti a seguito del verificarsi del suddetto incidente”.  


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