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Turismo sostenibile e cicloturismo in Puglia

Nell'intervista al responsabile nazionale dei progetti Federparchi emergono notizie e spunti interessanti: "I costi sono contenuti. A contare di più è la novità dell'approccio e l'interesse dei turisti europei"

Roma, 27 marzo 2012

agriturismo salinola Se ne sono accorti i gestori di alcune aziende di agriturismo e masserie nella zona di Otranto, qualche tempo fa: chi telefonava dalla Germania o da altri paesi europei, alla notizia che non esistevano strade adatte ai ciclisti, rinunciava a prenotare la sua vacanza. Così alcuni di loro si sono messi all’opera per trovare soluzioni.

Paolo Pigliacelli, che in Federparchi (la Federazione Italiana Parchi e Riserve Naturali) è responsabile del dipartimento progetti, ci racconta com’è andata, e cosa potrebbe accadere in zone che presentano caratteristiche come quelle del territorio di Taranto.

“Le nostre strade non sono adatte alla mobilità dei ciclisti e non ci sono servizi per i cicloturisti. Cosa hanno potuto inventarsi in quella magnifica zona della Puglia?”

Purtroppo la scarsa attenzione ai servizi turistici sostenibili rappresenta un gap pesante per l’economia italiana. Se ne stanno finalmente rendendo conto quelli che invece hanno investito su questi temi, ottenendo ritorni notevoli. Non si tratta di grossi investimenti, ma soprattutto di un approccio culturale diverso. Così in alcune realtà salentine – ricordavamo prima Otranto - è bastato segnalare ai visitatori la possibilità di percorrere in tranquillità una rete di strade secondarie o sterrate, tra campi e piccoli borghi, dotare la struttura ricettiva di un rimessaggio per le bici e di attrezzature per la manutenzione ... e il gioco è fatto! Ora i risultati stanno arrivando.

Sappiamo che qualche volta viene limitato il transito ai mezzi motorizzati per favorire una fruizione ciclo-pedonale: sono le cosiddette STL (Strade a Traffico Limitato). Di cosa si tratta di preciso?

La sensibilità verso i ciclisti sta trovando convergenze dettate anche dalla crisi economica e dal prezzo della benzina. proprio la Regione Puglia ha aderito di recente alla campagna “salva ciclisti” prevedendo un premio ai comuni “bicicloni”, ovvero quelli in cui non solo ci sono più infrastrutture ciclabili, ma c'è anche un effettivo utilizzo della bicicletta da parte dei cittadini. Taranto potrebbe associarsi a questa iniziativa, con azioni di sensibilizzazione e interventi concreti, come la limitazione alle auto private di alcuni tratti di strade urbane ed extraurbane attraverso ordinanze comunali che riservano la circolazione a motore ai residenti e ai mezzi di interesse pubblico. Le strade diventano appunto STL.

Immagino che i residenti facciano resistenza!

Tutt’altro, anzi! I residenti hanno tutto l’interesse a ridurre il traffico di estranei intorno alle loro case. Possono scegliere di far installare una sbarra, di cui hanno le chiavi, oppure no. Chiaramente è necessario individuare le STL in modo da non sconvolgere i flussi di traffico ordinari.

Davvero per i turisti europei è così importante poter usare la bicicletta? E davvero si riesce in questo modo ad ospitare un numero rilevante di turisti?

Tutte le indagini di mercato sulla domanda turistica europea danno un ruolo di rilievo all’opportunità di utilizzare in sicurezza la bici durante i soggiorni. Nelle abitudini di molti popoli europei la bicicletta rappresenta una compagna inseparabile, soprattutto in vacanza. Addirittura, secondo un’indagine commissionata dalla Regione Val d’Aosta, la possibilità di usufruire della bici rappresenta la discriminante principale nel momento della scelta del soggiorno. 

Ma pensando ai dintorni di Taranto, è possibile essere ottimisti sull’afflusso di un turismo di questo genere?

Conosco bene quel territorio. Ci sono potenzialità enormi. C’è un reticolo di strade molto comode per i ciclisti, a condizione che si mettano in atto misure per aumentarne la sicurezza, che possono andare da una semplice segnaletica fino alla limitazione del traffico ai soli residenti. Chi vive o si ferma nella zona dovrebbe, ad esempio, poter raggiungere in bicicletta luoghi meravigliosi e aree protette (ce ne sono diverse in tutta la Puglia, e alcune molto vicine, come la Riserva del Bosco delle Pianelle di Martina Franca, o la Riserva Naturale del Litorale Orientale). Realtà a portata di bici con potenzialità turistiche enormi, superiori a quelle delle aree lungo il Danubio o in Andalusia, dove la vacanza sostenibile è diventato un marchio di qualità decisivo per l’economia locale.

A proposito di marchi, la Federparchi sta sviluppando in diverse aree protette pugliesi la Carta Europea del Turismo Sostenibile (CETS). Di cosa si tratta?

La Carta Europea del Turismo Sostenibile rappresenta una straordinaria occasione per la Puglia di qualificarsi e promuoversi a livello europeo proprio sui temi della sostenibilità di cui stiamo parlando. La CETS è una certificazione riconosciuta a livello europeo che garantisce la sostenibilità, la partecipazione e il coinvolgimento degli operatori e dei visitatori in un’ottica di valorizzazione e salvaguardia del territorio. Tutta la Puglia - e Taranto in particolare – potrebbe ottenere notevoli vantaggi da questo strumento, che in Europa qualifica in modo serio e riconosciuto le destinazioni realmente sostenibili.

Cos’altro occorre sapere? Valle d'Itria, provincia di Taranto

Che in questo campo si può fare tutto e con costi moderati. Basta volerlo. Certo bisogna che le strade rimangano pulite e curate, e che si dia subito il segnale che le misure intraprese siano effettive e rispettate. Sarebbe veramente un peccato non puntare su un turismo europeo di qualità. Tutta la campagna nella zona è molto suggestiva, soprattutto agli occhi di uno straniero. E i tesori custoditi nel vostro straordinario Museo Archeologico potrebbero essere ulteriormente valorizzati, se inseriti in un contesto fruibile in modo sostenibile.

 

Note: Il cicloturismo è proposto da circa 1000 aziende agrituristiche del circuito Agriturist. Ecco notizie e consigli (per chi arriva e per chi ospita): http://www.agriturist.it/agriturist.php?IdCategoria=4&IdSottomenu=41&IdSottoSottoMenu=247

L’uso della bicicletta e del cicloturismo in Italia si sta diffondendo anche nel Sud, così come la figura dell’accompagnatore cicloturistico. I percorsi diventano occasione per proporre sempre più luoghi e prodotti. Il sito di un operatore in Sicilia:
http://www.ciclofree.it/joomla/cicloturismo-in-sicilia-e-non-solo/

Cicloamici, in Puglia:
http://www.cicloamici.it/itinerari.htm

Il sito della Regione Puglia:
http://www.viaggiareinpuglia.it/dir/PE8/17/it/Cicloturismo

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