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Comunicato stampa

Fiume di rifiuti in arrivo nelle discariche del tarantino e mancanza di controlli

L’aria, il suolo, le falde acquifere sono a rischio. Attendere oltre è colpevole inerzia
31 luglio 2012
Etta Ragusa (Coordinatrice del comitato Vigiliamo per la discarica onlus)

Mentre  a Taranto il problema ambientale è ormai un caso nazionale, finalmente qualcuno si è accorto che è tutta la provincia jonica, da anni, a serissimo rischio ambientale. Per la presenza delle discariche per rifiuti speciali Cisa, Ecolevante e Vergine. Per la mancanza colpevole di controlli appropriati.

 

La Gazzetta del Mezzogiorno di oggi 30 luglio 2012, a pag. 6 e a firma di Massimiliano Scagliarini, riporta un articolo dal titolo “ Un fiume di rifiuti verso la Puglia – bacchettate dalla Commissione parlamentare <<ma qui nessuno vigila>> “.

 

E’ da dicembre 2003 che avrebbe dovuto scattare l’allarme, da quando un articolo del Corriere della sera parlava di traffico di rifiuti diretti nelle discariche dal tarantino. Ma nulla è stato fatto.

 

Nemmeno dopo il processo Eldorado, in cui è emerso che nelle discariche Ecolevante e Vergine, con un deplorevole susseguirsi di “giri bolla” – cioè di rifiuti ‘tal quale’ e ‘pericolosi’ che diventavano ‘trattati’ e ‘speciali’ solo sulle bolle di accompagnamento - venivano confluiti e stoccati nelle discariche tarantine rifiuti di ogni specie provenienti da ogni dove. Discarica

 

Ma il comitato Vigiliamo per la discarica onlus da anni ha sollevato il problema nelle 3 audizioni in cui è stato ascoltato dalla Commissione parlamentare di inchiesta sul ciclo di rifiuti. In numerosissimi comunicati. Negli incontri avuti con i dirigenti della Asl locale e dell’Arpa di Taranto. Nelle numerose note inviate al Comune di Grottaglie, alla Provincia e alla Regione. Nell’incontro avuto un anno fa con l’appena insediato sindaco Alabrese e con l’assessore all’ambiente Gianmarco Lupo, che hanno dato risposte del tutto insoddisfacenti. Nei numerosi esposti alla Procura di Taranto.  

 

Di rifiuti con codice cer 191212 e di rifiuti con “codice a specchio” - che sono rifiuti la cui pericolosità è presunta salvo che il conferimento del rifiuto sia accompagnato da tutte le necessarie, adeguate, approfondite e complete analisi che escludano la presenza nel rifiuto di sostanze pericolose che superino i limiti di concentrazione previsti dalla legge - ne sono state smaltite nelle discariche joniche centinaia di migliaia di tonnellate, come si evince dai Mud(Modello Unico di Dichiarazione ambientale) che le imprese inviano annualmente alle Camere di Commercio.

 

Ma questi rifiuti, per essere adeguatamente controllati, come ha riferito a Vigiliamo il dirigente dell’Arpa Ta nell’incontro del luglio 2010, hanno bisogno che la Regione emani apposite disposizioni. Tuttavia la Regione, presieduta da Vendola che è anche fondatore di un partito che riporta nel nome la parola “ecologia”, sebbene più volte sollecitata, non ha mai risposto.

 

Ora il comitato Vigiliamo per la discarica onlus chiede con forza di essere ascoltata dalla Commissione parlamentare sul tema specifico dei rifiuti con codice cer 191212 e dei rifiuti con “codice a spechio”.

 

Ora Vigiliamo rinnova con forza l’invito alla Regione Puglia e al presidente Vendola di emanare all’Arpa e all’Asl precise disposizioni per effettuare i dovuti controlli sui rifiuti recanti queste caratteristiche.

 

Ora sono il presidente della Provincia,  il sindaco Alabrese e l’assessore all’ambiente Lupo che devono rispondere non solo al comitato Vigiliamo ma alla Commissione parlamentare su cosa hanno fatto per sollecitare, presso le Autorità preposte, i dovuti, necessari, improcrastinabili controlli sui rifiuti con codice cer 191212 e sui rifiuti con “codice a specchio”.

 

L’aria, il suolo, le falde acquifere sono a rischio! Attendere oltre è colpevole inerzia!

 

Ma ora è anche giunto il momento di effettuare, oltre ai controlli sui rifiuti che stanno arrivando, al “fiume di rifiuti” come dice l’articolo della Gazzetta, anche controlli sullo stato dell’aria, del suolo, delle falde acquifere, e sulla presenza in essi di metalli pesanti come uranio, cromo, mercurio.

 

 

 

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