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Un esercito di cartone, bianco, inerme. Un esercito silenzioso, in marcia su Roma

Inquinamento a Taranto «Il 12 ottobre porteremo i nostri morti a Montecitorio»

L’esercito bianco di cartone stazionerà a Montecitorio, davanti al Parlamento, il 12 ottobre giorno in cui il ministero della Salute dovrebbe ufficializzare i dati sulla mortalità a Taranto
21 settembre 2012
Fulvio Colucci
Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno - 21 settembre 2012

Un esercito di cartone, bianco, inerme. Un esercito silenzioso, in marcia su Roma. Quattrocentosettantaquattro sagome di uomini, donne, bambini. «Sarà faticoso costruirle, anche fantasioso; lo dobbiamo a chi non c’è più per colpa dell’inquinamento» spiega l’ambientalista Fabio Millarte A lui l’idea, ricordo e memoria. L’esercito bianco di cartone stazionerà a Montecitorio, davanti al Parlamento, il 12 ottobre giorno in cui il ministero della Salute dovrebbe ufficializzare i dati sulla mortalità finiti nel tritacarne polemico dopo le «rivelazioni» degli ambientalisti e le smentite del governo. Non una sfida nel cuore della capitale, nel cuore del Paese; un «promemoria», semmai, intreccio di anni rubati, tragedie individuali, familiari, collettive «anche gli operai saranno rappresentati, anche gli operai» dice Millarte: «Gli operai che non ci sono più e che hanno sacrificato la propria vita in fabbrica, per l’azienda» evidente allusione al tributo di decenni sugli altari del profitto dove bruciavano polveri, veleni, impianti assassini. Il numero delle sagome non è casuale.  Manifestazione a Taranto

Questione di nessi. Millarte fa i conti, preciso, apre la pagina Facebook annunciando l’iniziativa. Basta il titolo: «474 decessi l’anno... non vogliono farli vedere... noi sì..». Una critica ai ministri Balduzzi e Clini che parlano di dati non ancora completi, provvisori o addirittura inattendibili? «Una difesa - risponde l’ambientalista - di Angelo Bonelli per la sua battaglia di verità. Ma la manifestazione romana non ha colore politico. I numeri “svelati” dal presidente dei Verdi - puntualizza Millarte - mostrano il suo impegno per Taranto. Il numero 474 non è casuale. Rappresenta il dato dei morti riconducibili, ogni anno, all’in - quinamento secondo la perizia epidemiologica finita sul tavolo della magistratura tarantina e nell’incidente probatorio al processo contro l’Ilva». 

«Se il ministro dell’Ambiente Clini - prosegue Millarte - dice che i morti non sono attribuibili all’Ilva allora spieghi di chi è la colpa. Dovranno guardarle quelle sagome e pensare che sono persone. Noi le mostreremo al Paese, noi quel giorno porteremo un padre, una madre, una sorella, un fratello, un amico che non ci sono più. Non potranno far finta di non vedere». 

Ieri uno studio pubblicato sulla rivista dell’Associazione italiana di epidemiologia ha offerto nuovi dati sulla mortalità a Taranto. I decessi aumentano, a seconda dei quartieri cittadini, da un minimo dell’otto per cento a un massimo del 27 per cento. Per i tumori maligni si arriva al 42 per cento in più; per le malattie cardiovascolari il tetto massimo di aumento è del 28 per cento e per le patologie respiratorie del 64 per cento. Ricoveri e mortalità «sono più alti nei quartieri più vicini agli impianti» industriali. È il primo articolo scientifico la cui pubblicazione trova fondamento su una parte consistente dei dati alla base della perizia epidemiologica disposta dal gip Patrizia Todisco. I risultati del lavoro dei tre periti Biggeri, Forastiere e Triassi sono in mano alla procura della Repubblica dal 30 marzo scorso, data dell’incidente probatorio nell’inchiesta sul disastro ambientale in cui sono coinvolti la famiglia Riva e alcuni dirigenti dello stabilimento siderurgico. L’inchiesta della magistratura ha portato al sequestro dell’area a caldo il 26 luglio e a una serie di arresti fra i quali quello di Emilio Riva.

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