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lva, nel 2009 aumento dei tumori alle donne dal 24 al 100 per cento

Il ministro Balduzzi presenta alle associazioni ambientaliste a Taranto i dati dell'Istituto Superiore di Sanità: "Serve un piano di prevenzione mirato". La mortalità tra gli uomini è aumentata del 14 per cento tra gli uomini e dell'8 per cento tra le donne
22 ottobre 2012
Fonte: Il Fatto Quotidiano - 22 ottobre 2012

Dai dati aggiornati al 2009 forniti dal ministro della Salute Renato Balduzzi alle associazioni ambientaliste emerge che “per le donne a Taranto c’è stato un aumento del 100 per cento di tumori rispetto all’anno precedente”. E’ quanto ha affermato il presidente di PacelinkAlessandro Marescotti durante l’incontro convocato dallo stesso ministro per esaminare la situazione ambientale e di salute pubblica nel territorio tarantino.

Tra le percentuali riferite da Marescotti, quelle fornite dal Progetto Sentieri dell’Istituto Superiore di Sanità sulla mortalità a Taranto: “Peggiorano da più 10 a più 11 per cento nell’aggiornamento 2009. Il dato del più 11 per cento si riferisce all’eccesso di mortalità rilevato a Taranto rispetto alle aspettative di morte di tutti i cittadini residenti in Puglia”. 

In particolare, – secondo i dati, contenuti nel progetto, sulle donne residenti nei comuni di Taranto e Statte - si registra un incremento dei tumori al fegato (+75%), linfoma non Hodgkin (+43%), corpo utero superiore (+80%), polmoni (+48%), tumori allo stomaco (+100%), tumore alla mammella (+24%). Complessivamente si registrano un aumento di tutti i tumori del 30%, mentre per i bambiniincrementi significativi di contrazione malattie per tutte le cause nel primo anno di vita. foto di Taranto

Nello specifico per gli uomini il rapporto registra un incremento del 14% per tutti i tumori; +14% per le malattie circolatorie, +17% per quelle respiratorie, +33% per i tumori polmonari, +419% per i mesoteliomi pleurici. Per le donne invece: +13% per tutti i tumori, +4% per le malattie circolatorie, +30% per i tumori polmonari, +211% per il mesotelioma pleurico.

“La situazione a Taranto – ha affermato il ministro – è indubbiamente complessa. Credo sia necessario uno sforzo, anche da parte della sanità pubblica per un monitoraggio sanitario costante e un piano di prevenzione nei confronti dei lavoratori, dei bambini, di tutti, con iniziative mirate”. Per l’assessore alla Sanità della Regione Puglia, Ettore Attolini: “I dati su Taranto sono allarmanti e ricalcano quelli già circolati: bisogna partire da questo dato di fatto per intervenire”. 

E il “potenziale responsabile degli effetti sanitari correlati al benzopirene”, si legge in conclusione nel rapporto, è “lo stabilimento siderurgico, in particolare gli impianti altoforno, cokeria e agglomerazione, è infatti il maggior emettitore nell’area per oltre il 99% del totale”.

All’incontro erano presenti, per protesta, i rappresentanti del Comitato donne per Taranto e neppure Cataldo Ranieri, del comitato “Cittadini e lavoratori liberi e pensanti” perché, secondo quanto riferito dagli ambientalisti, l’Ilva, della quale Ranieri è dipendente, non avrebbe dato il consenso all’uscita dallo stabilimento del lavoratore. 

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