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Ilva, studio Sentieri, a Taranto aumentata la mortalità

Legambiente: “I nuovi dati confermano la drammaticità della situazione"

Necessari provvedimenti urgenti e una valutazione dell’impatto sanitario che orienti le prescrizioni dell’Aia
22 ottobre 2012
Legambiente Taranto

 


In occasione dell’incontro con il Ministro Balduzzi presso la prefettura di Taranto, cui ha  partecipato, per Legambiente, Lunetta Franco, Presidente del Circolo Legambiente di Taranto, partendo dalla valutazione della grave situazione sanitaria della città di Taranto,Legambiente ha presentato  al Ministro le proprie richieste affinché si attuino alcuni interventi ritenuti prioritari per limitare i rischi cui è esposta la popolazione, nonché   ai fini della prevenzione e della cura delle patologie connesse all’inquinamento di origine industriale.

 

In particolare le richieste di Legambiente hanno riguardato:

  1. uno studio serio e approfondito sullo stato di salute della popolazione e dell’ambiente per meglio capirne il grado di compromissione, dare chiare indicazioni ai cittadini sui comportamenti da attuare, o da evitare, per limitare il rischio con l’attuazione di una conseguente, capillare, campagna di informazione - nel merito - della popolazione
  2. uno studio analogo alla perizia prodotta dagli epidemiologi nell’ambito dell’inchiesta sull’Ilva (estremamente rigorosa ma contestualmente agile e veloce nei tempi di realizzazione) sulle ricadute sanitarie degli altri principali impianti industriali presenti sul territorio: ENI, CEMENTIR, ARSENALE MARINA MILITARE.
  3. la creazione e il potenziamento di presidi di prevenzione e cura specializzati nelle patologie connesse all’inquinamento per garantire la prevenzione e la possibilità di cure adeguate a tutti i cittadini senza distinzioni di reddito e senza dover ricorrere ai cosiddetti “viaggi della speranza”. Si ricorda che nella perizia viene indicato che si ammala e muore di più chi ha un reddito più basso e questo è inaccettabile in un Paese che resta tra i più ricchi del mondo. Primo obiettivo deve essere quello di ridurre le drammatiche liste d’attesa (anche più di un anno in alcuni casi) per accedere a visite ospedaliere ed esami clinici indispensabili per una vera prevenzione.

 

 Legambiente ha poi ricordato al Ministro e, attraverso la sua persona, all’intero Governo che in un contesto così gravemente compromesso dal punto di vista sanitario e ambientale non è tollerabile alcuna implementazione di impianti industriali che abbiano un più o meno rilevante impatto senza un ulteriore insopportabile danno per la salute dei cittadini. Pertanto Legambiente ritiene necessario  bloccare il raddoppio dell’inceneritore Appia Energy di Massafra(geograficamente molto vicino alla città di Taranto) la cui utilità è tra l’altro del tutto discutibile in un contesto in cui è presente una capacità di smaltimento ampiamente superiore alle necessità territoriali.


I nuovi dati degli studi epidemiologici dell’area di Taranto confermano la drammaticità della situazione sanitaria nella città pugliese”. Così il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezzain merito ai dati dell’aggiornamento dello studio epidemiologico Sentieri, relativi all’analisi della mortalità, del biomonitoraggio e del rischio sanitario connesso alla qualità dell’aria per gli anni 2003-2009.“Una drammaticità che la delegazione di Legambiente ha richiamato oggi durante l’incontro con il ministro della salute Balduzzi – prosegue Cogliati Dezza - e che non può farci che ribadire l’urgenza di provvedimenti che affrontino e diano soluzione a questa vera e propria emergenza: indagine sulla popolazione per limitare l’esposizione al rischio, campagne informative ai cittadini sui comportamenti da attuare o evitare per limitare i rischi, indagini sull’incidenza sanitaria degli altri importanti impianti industriali del territorio quali l’ENI, la Cememtir e l’Arsenale Marina Militare. Gli stessi dati non possono che rafforzare d’altro canto la richiesta che la valutazione dell’impatto sanitario sia parte integrante dell’Aia e che ne orienti le prescrizioni. E’ evidente che misure e limiti non possono essere valutati in una situazione astratta, ma soltanto qui e ora; e a Taranto ci si ammala e si muore di più in maniera intollerabile rispetto al resto della provincia e della Regione”. 

Manifestazione a Taranto  

“Al termine dell’incontro con il Ministro della Salute Balduzzi abbiamo appreso” – dichiara Lunetta Franco, presidente di Legambiente Taranto – “che nell’incontro precedente a quello con le associazioni ambientaliste e sanitarie -che il Ministro ha avuto con i rappresentanti istituzionali - non è stato sentito il parere del direttore dell’ARPA Puglia prof Giorgio Assennato. Riteniamo che viceversa  l’ARPA debba essere ascoltata e questo per diversi  motivi:

1) l’Arpa Puglia diretta dal prof Assennato ci ha fornito un regime di controlli e una mole di dati sulla qualità dell’ambiente a Taranto e sull’inquinamento delle diverse matrici (aria, suolo, acque) imparagonabile per quantità e qualità a quanto fatto in precedenza, Non si può dimenticare che anche grazie a quei dati i periti incaricati dalla Procura di Taranto hanno potuto produrre in un tempo assai breve indagini approfondite e rigorose nei metodi e negli esiti

2) il prof Assennato è un medico specialista in epidemiologia e Medicina del Lavoro con all’attivo importanti studi scientifici sulla correlazione tra  sostanze inquinanti e patologie;

3) l’ARPA Puglia è uno dei pochissimi tra gli Enti pubblici interessati ad aver chiesto in più occasioni e in tempi non sospetti (molto prima dell’inchiesta della Magistratura) indagini e studi sulla salute dei cittadini di Taranto e sulle ricadute sanitarie dell’inquinamento; tali richieste sono rimaste purtroppo inascoltate.


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