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Ilva, l'azienda chiede il dissequestro "Non c'è aumento di malattie a Taranto"

La richiesta dei legali con la perizia dell'azienda ha risultati opposti a quelli della ricerca del ministero della Sanità
21 novembre 2012
Edizione Online (Repubblica di Bari)

I legali dell'Ilva hanno depositato al Tribunale di Taranto l'istanza di dissequestro dell'area a caldo dello stabilimento, sotto sequestro dallo scorso 26 luglio. La richiesta segue l'ok del ministro dell'Ambiente Clini al progetto per l'applicazione dell'Autorizzazione Integrata Ambientale (Aia) presentata dall'azienda. Ilva

Al Tribunale di Taranto, Ilva ha depositato i commenti alle perizie disposte dal Gip che confutano il provvedimento di sequestro preventivo da parte dell'Autorità giudiziaria per gli impianti delle aree a caldo e i provvedimenti di custodia cautelare degli ex vertici dell'azienda.

I provvedimenti nei confronti della società sono basati su perizie acquisite su un incidente probatorio in cui una parte importante hanno la perizia chimica e la perizia epidemiologica disposte dal Gip che, secondo la documentazione depositata, sono da considerarsi inaffidabili. Dalla carte emerge che i livelli di Pm10 registrati a Taranto, che risultano inferiori rispetto ad altre città italiane ed estere, non possono essere considerati responsabili di un presunto incremento di patologie che sono state calcolate su base statistica utilizzando parametri che l'Organizzazione Mondiale della sanità (Oms) considera come "obiettivo" da raggiungersi in futuro ma non nei prossimi anni e che non sono in vigore in nessun Paese.


Dalle conclusioni, realizzate da diversi esperti del settore (Forestiere, Biggeri e Triassi), emerge che "la perizia chimica disposta dal Gip aggiorna i quantitativi di Pm10 alle prescrizioni aggiornate al febbraio del 2012, che entreranno in vigore solo nel 2016, mentre secondo i parametri attuali adottati da tutti i Paesi - e anche dall'Italia - per salvaguardare la tutela della salute pubblica, la soglia delle Pm10 nell'aria non deve superare i 50 microgrammi per metro cubo giornaliera (40 la soglia media annuale), con un limite di 35 sforamenti annui consentiti, soglie ampiamente rispettate a Taranto anche secondo i periti del giudice". Per quanto concerne poi "gli effetti a breve termine le stime di patologie e decessi formulate nella perizia sono riferite ad una soglia di 20 microgrammi/m3 , definita come 'valore obiettivo' dall'Oms, ma attualmente non in vigore in Ue. Utilizzando il limite ora in vigore di 40 microgrammi/m3 non vi sarebbe nessun eccesso di patologie e decessi a Taranto riferibile alla media annua esposizione".

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