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La politica (e non solo) tarantina (e non solo) ai piedi di Girolamo Archinà

"Cito, messaggi subdoli"

Archinà al telefono lascia intendere un ricatto all'Ilva dell'ex deputato
13 dicembre 2012
Gianluca Coviello (Tarantoggi)

La politica (e non solo) tarantina (e non solo) ai piedi di Girolamo Archinà. On.Giancarlo Cito

Se tutto ciò che il gip Patrizia Todisco ha scrupolosamente scritto nell’ordinanza, che ha portato all’arresto di sette persone nell’ambito dell’inchiesta “Ambiente Svenduto”, dovesse risultare vero, è l’intera storia amministrativa di Taranto che andrebbe riscritta. Perché dalle intercettazioni emerge una fotografia sconfortante, svilente, che mette nell’ombra chi si è opposto al sistema Ilva. Ci sono, ci sono stati e bisogna avere fiducia nel fatto che questi ultimi continueranno ad esserci. Ma quanto raccolto nelle quasi 600 pagine del gip merita l’attenzione di chi vive il territorio ionico. Pagina dopo pagina, l’analisi delle intercettazioni da parte degli inquirenti svela intrecci che macchiano la reputazione di molti anche laddove lasciano intatta la fedina penale. Emerge, dalle parole scritte nell’ordinanza, un sistema politico dove chi contava non poteva non fare i conti con il responsabile delle relazioni esterne dell’Ilva ogni qual volta bisognasse prendere una decisione sul siderurgico. E le telefonate, secondo gli inquirenti, andavano oltre le semplici relazioni che è normale vengano instaurate tra un ente e l’azienda che ospita sul proprio territorio. Ci sono, però, anche alcune personalità politiche tarantine che vengono solo sfiorate dalle imbarazzanti telefonate di Archinà. Vicende marginali soprattutto perché non vedono nelle intercettazioni, relative al 2010, il diretto interessato dall’altra parte della cornetta. Se per tutti vale il principio della cautela, in tali circostanze vale ancora di più. Tra chi rientra in questi casi c’è Giancarlo Cito. L’ex sindaco di Taranto viene citato da Archinà durante una telefonata con Donatella, la segretaria particolare di Fabio Riva. Di seguito l’intera conversazione del 19 febbraio 2010:

ARCHINA’: pronto!
Donna (presumibilmente segretaria e/o collaboratrice): hei, ti passo Donatella di Milano.
ARCHINA’: si!...pronto!
DONATELLA: signor Archinà buongiorno! è Donatella!
ARCHINA’: buongiorno!
DONATELLA: Mi ha chiamata mi ha ch1mata l’onorevole Cito.
ARCHINA’: eh! e non ... non lo passi mai a nessuno! nel senso che ...
DONATELLA: no, questo lo so, infatti lui non voleva nessuno, mi ha semplicemente detto di dirle ...che eravate d’accordo che vi sareste sentiti ma che lui non l’ha più sentita 
ARCHINA’: eh...
DONATELLA: ha detto stiamo per fare quel convegno di cui lui è a conoscenza e per correttezza lo volevo ...
ARCHINA’: e che convegno?
DONATELLA: non ne ho idea!
ARCHINA’: uhm!va bene...
DONATELLA: mi ha detto abbiamo parlato ... insomma che avremmo fatto un convegno, mi parlava appunto del fatto della diossina, ha detto per correttezza volevo informare il dottore Archinà che stiamo per fare questa cosa se vuole ...
ARCHINA’: va bene
DONATELLA: ... se mi vuole telefonare mettiamo a punto la cosa.
ARCHINA’: va bene, va bene.
DONATELLA: va bene?
ARCHINA’: va bene, va bene, ho capito cosa vuole!
DONATELLA: ecco!
ARCHINA’: sono messaggi subdoli!
DONATELLA: in codice?
ARCHINA’: no! sono messaggi subdoli!
DONATELLA: ah! ok!
ARCHINA’: se non ... se non vogliamo che parli di diossina dobbiamo ... (incomprensibile si sovrappongono le voci)
DONATELLA: si. esatto, esatto, esatto, si. si!
ARCHINA’: va bene, va bene, poi ... lo sento!
DONATELLA: va bene! lei ce l’ha il numero? si?
ARCHINA’: si, si, va bene!
DONATELLA: io al signor Fabio non dico assolutamente nulla! Peraltro lui non c’è, è in vacanza, quindi ...
ARCHINA’: no, no, no, perchè siamo ... siamo... d’accordo così, cioè ...
DONATELLA: va bene! ARCHINA’: stia tranquilla! 
DONATELLA: va bene! ARCHINA’: va bene, la saluto!
DONATELLA: di nuovo Archinà: ciao, ciao! Donatella: a rivederla, di nuovo.

Il gip nell’ordinanza considera “assai eloquente il senso di tale conversazione ed evidente il tipo di richiesta avanzata “subdolamente” all’Ilva, per il tramite dell’Archinà, dall’ex onorevole Giancarlo Cito, già sindaco di Taranto, presidente del movimento politico AT6 Lega d’Azione Meridionale, pluripregiudicato (tra i precedenti a suo carico figura anche una condanna per concorso esterno in associazione di tipo mafioso)”. Ma gli inquirenti vanno oltre. “La p.g. accertava – scrive sempre il gip - a conferma della natura verosimilmente ricattatoria di detta richiesta, come nel breve periodo non fosse previsto alcun convegno promosso dall’ex onorevole Giancarlo Cito o dal di lui figlio Mario Cito, all’epoca candidato per il rinnovo del consiglio regionale (elezioni svoltesi il 28/29 marzo 2010), sulla questione diossina a Taranto”.
Un convegno che poi non c’è stato, l’allarme diossina, le parole di Archinà alla segretaria di Fabio Riva e la scelta dell’ex deputato di telefonare direttamente a Milano, a Fabio Riva senza passare da Archinà.
Secondo il gip, il responsabile dei rapporti istituzionali dell’Ilva sarebbe stato scavalcato per un motivo ben preciso che nell’ordinanza spiega così: “Pare che il Cito possa aver già manifestato direttamente i suoi reali intendimenti e che in assenza di risposte concrete si sia rivolto direttamente alla direzione di Milano (dove si trova la sede legale Ilva), sollecitando un intervento ...”.


 

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