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Comunicato stampa

Uova alla diossina, PeaceLink chiede che venga data la massima informazione alla popolazione

22 gennaio 2013
Alessandro Marescotti (Presidente di PeaceLink)

 

Dopo il comunicato di ieri (http://lists.peacelink.it/news/2013/01/msg00015.html) in cui rivolgevamo alla Regione Puglia domande in merito alle misure cautelative da prendere perché le uova non vengano contaminate dalla diossina e affinché la popolazione sia anche informata dei rischi di contaminazione delle lumache e della cacciagione nelle aree contaminate, riceviamo dalla dottoressa Annamaria Moschetti, nota pediatra attenta a tali problematiche, la documentazione che alleghiamo. 
Essa conferma le nostre preoccupazioni.
Dalla documentazione ricevuta risulta che quanto segnalato da PeaceLink ha un effettivo fondamento e una effettiva giustificazione in quanti i servizi veterinari della ASL si stanno attivando per segnalare ai sindaci di Taranto e provincia il rischio diossina, e questo è probabilmente frutto delle segnalazioni da noi fatte in passato (si veda http://lists.peacelink.it/news/2012/10/msg00009.html).
Sulla base di una informativa dei servizi veterinari della ASL di Taranto, il sindaco di Palagiano ha emanato una comunicazione ufficiale con cui si informa che è sconsigliabile raccogliere lumache in terreni incolti, che è da evitare la caccia di fauna selvatica e che l'allevamento di galline ovaiole da cortile per l'autoconsumo "deve essere attuato con rigorose cautele".
Tutto questo in relazione alla prevenzione del rischio di contaminazione degli alimenti di origina animale da diossine e PCB, come richiesto dal dott. Teodoro Ripa, del Dipartimento di Prevenzione, Servizi Veterinari ASL Taranto. Uova
Chiediamo che tale comunicazione venga emanata anche dai sindaci di Crispiano, Martina Franca, Massafra, Monteiasi, Statte e - soprattutto - dal sindaco di Taranto, alla cui attenzione è indirizzata l'informativa del dott. Ripa.
Occorre dare a questa comunicazione ampia ed effettiva diffusione, dato che attualmente l'opinione pubblica non ne sa niente e che siamo venuti a conoscenza di tale documentazione solo grazie alla pediatra Annamaria Moschetti.
 

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