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Ilva, no del gip al dissequestro vincolato "Per la restituzione non bastano le promesse"

L'Ilva, accogliendo anche l'invito del governatore Vendola, chiedeva di sbloccare i prodotti per pagare gli stipendi e avviare le opere dell'Aia
30 gennaio 2013
Redazione online
Fonte: Repubblica di Bari - 30 gennaio 2013

Il gip del tribunale di Taranto Patrizia Todisco ha rigettato la richiesta dell'Ilva di revocare il sequestro preventivo dei prodotti finiti e semilavorati che sono bloccati sulle banchine del porto. Il no del gip arriva a una settimana di distanza dal parere negativo già espresso in materia dalla Procura di Taranto.


LA RICHIESTA DELL'AZIENDA - All'inizio della settimana scorsa, l'Ilva raccogliendo anche l'invito del governatore della Regione Puglia, Nichi Vendola, aveva avanzato alla Procura un'istanza di dissequestro vincolato di coils e lamiere fermi dal 26 novembre, chiedendo che il ricavato della vendita non andasse all'azienda ma fosse invece gestito dal Garante dell'Aia e finalizzato al pagamento degli stipendi e alle opere di ambientalizzazione previste dall'Aia. L'Ilva ha stimato che il milione e 700mila tonnellate di merci vale un miliardo di euro. I pm avevano invece già respinto la richiesta dell'Ilva - fra l'altro il no fu anche anticipato al ministro dell'Ambiente Corrado Clini, che proprio quel giorno era a Taranto in Prefettura - e adesso altrettanto ha fatto il gip.  La merce sequestrata nel deposito Ilva


LE MOTIVAZIONI DEL GIP - "Nessuna norma dell'ordinamento giuridico - scrive il gip Todisco rigettando la richiesta - contempla la possibilità di una restituzione di beni sottoposti a sequestro preventivo, per giunta in favore di soggetti indagati proprio per i reati di cui i beni sottoposti a vincolo costituiscano prodotto, sulla base di esigenze particolari o dichiarazioni di intenti circa la destinazione delle sommericavabili dalla vendita dei beni, che vengano ad essere dedotte dall'interessato". Fondamentale è inoltre la questione di legittimità costituzionale. "Finché la Corte Costituzionale non si sarà pronunciata sulla questione di legittimità sollevata dai giudici tarantini sulla legge 231/2012 'Salva Ilva' - spiega la Todisco - "ogni ulteriore istanza" al gip "che fosse fondata esclusivamente sulle norme già impugnate davanti al Giudice delle leggi, non potrebbe determinare una decisione nel merito", essendo sospeso il giudizio. Il gip Todisco, inoltre, afferma che "l'invocata istituzione della figura del Garante non consente di ritenere in alcun modo modificato nè il quadro degli elementi che integrano le condizioni di applicabilità del sequestro preventivo, nè la disciplina della misura cautelare reale".

LA CHIUSURA DELLE BATTERIE - Per dar seguito alle prescrizioni indicate nell'Autorizzazione integrata ambientale, l'Ilva sta procedendo alla chiusura delle batterie 3 e 4 del reparto cokerie. Lo si apprende da fonti sindacali. Per questo pomeriggio, inoltre, sono stati convocati dall'azienda i sindacati metalmeccanici Fim, Fiom e Uilm per discutere della possibile ripartenza dell'ex Sidercomit, che si occupa di lavorazioni collaterali alla produzione lamiere, e di un altro impianto che si trova sulla strada Taranto-Statte, che realizza le fasce in polietilene per i tubi prodotti dal tubificio Erw dell'area a freddo.

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