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PeaceLink ha aggiornato i dati utilizzando lo stesso modello di calcolo di ARPA Puglia. Che cosa si ottiene? Se nel 2010 gli IPA di provenienza ILVA erano il 99,8%, nel 2014 gli IPA di provenienza ILVA sono ancora al 99,4%

Taranto, altissima percentuale di IPA attribuibile ad ILVA. Conferenza stampa di PeaceLink

Gli IPA sono gli Idrocarburi Policiclici Aromatici. Sono cancerogeni. Nonostante la diminuzione della produzione degli altiforni (-50%) e delle cokerie (-60%) la concentrazione degli IPA nel quartiere Tamburi è ancora molto elevata e riserva delle sorprese. Nel 2009-2010 la concentrazione degli IPA era di 20 ng/m3 in via Machiavelli (nel quartiere Tamburi). Nel 2013-2014 sale a 28 ng/m3 in via Orsini (sempre nel quartiere Tamburi).
19 agosto 2014
Associazione PeaceLink

«Vendola ha detto che l'Arpa può andare a casa». La mail di Archinà al patron Emilio Riva era del 22 giugno 2010.

Ma cosa aveva fatto di così grave l'Arpa nel 2010?

Il 4 giugno l'ARPA - sotto la forte pressione del movimento ambientalista che a maggio aveva manifestato sotto il municipio di Taranto - presentava una severa relazione sul benzo(a)pirene e gli IPA che conteneva dati schiaccianti ed evidentissimi. Lo studio ("attribuzione alla sorgenti emissive") era il primo di questo tipo mai presentato sull'ILVA e indicava nello stabilimento siderurgico la forte preponderante di questo inquinamento (99,8% degli IPA).

Mappa quartiere Tamburi. A nord-ovest l'ILVA. Posizionamento delle centraline per monitorare gli IPA. Il rombo rosso sta ad indicare il luogo della conferenza stampa del 20 agosto 2014. Il segnalino grigio indica la postazione di monitoraggio della cokeria. Il segnalino grigio con pallino blu indica la postazione di monitoraggio Arpa di via Orsini. Il triangolino blu indica la postazione di monitoraggio ARPA di via Machiavelli, che dista circa un chilometro dall'ILVA.

GLI IPA NEL 2010: 99,8% DALL'ILVA

L'ILVA - sulla base di quella relazione ARPA che nel 2010 aveva tanto indispettito più di qualcuno - era responsabile nel 2010 del 99,8% di tutti gli IPA emessi a Taranto

Nel 2010 per la precisione tutti gli IPA emessi a Taranto erano stimati in 8278 kg/anno; di questi all'ILVA sono attribuibili 8257 kg/anno. Ossia il 99,8%.

Vedere pagina 15-16-17 della relazione Arpa Puglia del 4 giugno 2010.

 

GLI IPA NEL 2014: 99,4% DALL'ILVA

PeaceLink ha ripreso quello studio, aggiornandolo al 2014 e inserendo i nuovi dati emissivi di cokerie, altoforni e agglometato.

Il risultato del modello di calcolo è che nel 2014 ILVA emette ancora il 99,4% di tutti gli IPA emessi a Taranto.

Precisamente: tutti gli IPA emessi a Taranto sono stimabili in 3490 kg/anno; di questi all'ILVA sono attribuibili 3469 kg/anno. Ossia il 99,4%.

Conferenza stampa alle ore 11 di oggi

 

La Commissione Europea ha inviato a PeaceLink una lettera sulla situazione Taranto/Ilva.  Per questo indiciamo una conferenza per distribuire e illustrare la lettera ai giornalisti.

Oggi alle ore 11 conferenza stampa di PeaceLink nel quartiere Tamburi nella piazzetta DE VINCENTIS. 

La piazzetta è vicino alla casa dove morì il signor Peppino Corisi. Bisogna percorrere via Lisippo, svoltare per via Troilo e girare a destra: lì c'è la via/piazzetta DE VINCENTIS.


Lì fu affissa la famosa TARGA:  “Nei giorni di vento nord – nord/ovest, veniamo sepolti da polveri di minerale e soffocati da esalazioni di gas provenienti dalla zona industriale “Ilva”. Per tutto questo gli stessi “maledicono” coloro che possono fare e non fanno nulla per riparare” (I cittadini di via De Vincentis, Lisippo, Trojlo, Savino).
Il luogo della conferenza stampa è simbolico in quanto PeaceLink presenterà nuovi dati che dimostreranno la persistenza di un'altissima percentuale di IPA cancerogeni ancora attribuibile all'ILVA nonostante lo spegnimento di alcuni impianti. I dati verranno forniti e spiegati ai giornalisti.

 

 

ATTUALITA' DELLA RELAZIONE ARPA DEL 4 GIUGNO 2010

Perché abbiamo ripreso questo modello di calcolo e lo abbiamo aggiornato?

Perché quel modello di calcolo ("attribuzione alla sorgenti emissive") era diventato un atto di accusa e stata creando molti problemi. Toccava un nervo scoperto e metteva a nudo una questione delicatissima.

Vi ricordate la telefonata fra Vendola e Archinà del 6 luglio 2010?

Archinà parla di "una scivolata" del Direttore Generale dell'ARPA, che il mese precedente aveva firmato quella relazione così severa verso ILVA.

Perché i vertici di ILVA erano preoccupati nell'estate 2010? Per il benzo(a)pirene. (1)

In quel periodo esplodono i dati scomodi dei primi cinque mesi del 2010: essi aveva superato di ben tre volte i limiti di legge. Rischiavano di essere fermate le cokerie ILVA (come chiedeva il movimento ambientalista) che sono la principale forte di benzo(a)pirene e di IPA. Arpa proponeva una riduzione della produzione, ma anche questa idea non era accettata dall'ILVA. (2)

E Archinà (addetto alle pubbliche relazioni dell'azienda) avvertiva Vendola che la situazione "sta degenerando veramente sta degenerando". 

Il Direttore Generale dell'Arpa, Giorgio Assennato, nella successiva conferenza stampa sugli IPA e il benzo(a)pirene non parlò con i giornalisti - raccontano i cronisti - e la discussione fu guidata dall'assessore Nicastro. (3) 

Ecco perché la questione degli IPA è ancora così centrale e attuale. Da allora PeaceLink ha avviato il progetto di effettuare misurazioni degli IPA con lo stesso strumento dell'Arpa, ossia l'Ecochem PAS 2000, progetto che è si è concretizzato l'anno successivo grazie all'aiuto del Rotary Club di Taranto e del dott. Luigi Romandini che allora lo guidava.

 

IL RAPPORTO FRA IPA E BENZO(A)PIRENE

Che rapporto c'è fra benzo(a)pirene e IPA?

Il benzo(a)pirene è una molecola estremamente cancerogena che è contenuta nella "famiglia" degli IPA, una miscela pericolosa di molecole. La sigla IPA sta per Idrocarburi Policiclici Aromatici.

Gli IPA nel quartiere Tamburi. La prima colonna rappresenta la postazione di via Machiavelli. La seconda quella di via Orsini.

QUARTIERE TAMBURI NEL 2009-2010: IPA A 20 NG/M3 IN VIA MACHIAVELLI

Emerge nella già citata relazione ARPA Puglia del 4 giugno 2010 (si veda pagina 7 e 8) che nel 2009-2010 l'Arpa ha misurato gli IPA nella centralina di via Machiavelli, rilevando una media di 20 ng/m3 con l'analizzatore IPA Ecochem PAS 2000. Allora il benzo(a)pirene contenuto negli IPA oscillava fra 1.3 e 1,8 ng/m3.
QUARTIERE TAMBURI NEL 2013-2014: IPA A 28 NG/M3 IN VIA ORSINI
I dati elaborati sugli ultimi 12 mesi (agosto 2013 - luglio 2014) forniscono una media degli IPA di ben 28 ng/m3 nella centralina di via Orsini in cui è stato installato l'Ecochem PAS 2000.
Come mai?
Il risultato più elevato si spiega probabilmente con la posizione più "avanzata" del punto di rilevazione degli IPA, come si può vedere nella piantina allegata.
E' quindi plausibile che nel punto dove terremo la conferenza stampa del 20 agosto si registrerebbe un valore annuo medio di benzo(a)pirene ben superiore a 1 ng/m3.
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IPA, LA STRANA SITUAZIONE IN COKERIA
Stendiamo un velo pietoso invece sul monitoraggio in cokeria che - stando ai dati IPA registrati (22 ng/m3) - risulterebbe addirittura essere meno inquinata del quartiere Tamburi (28 ng/m3).
Ecco perché nella cartina abbiamo scritto: valore attendibile?
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SECONDO SCENARIO: AUMENTO DEL TRAFFICO
Al fine di valutare uno scenario differente, abbiamo inserito nel modello di calcolo una decuplicazione delle emissioni da traffico automobilistico e una decuplicazione delle emissioni da traffico portuale (scenario Tempa Rossa). Il risultato è stato disarmente: ILVA continuerebbe a guidare la graduatoria degli IPA con il 98,5%. 
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PEACELINK OFFRE QUESTI DATI ALLA VALUTAZIONE PUBBLICA
Pur essendo dati di fonte ufficiale e pur non essendovi dubbi - ci sembra - sull'evidenza di queste cifre, siamo disposti ad un pubblico e trasparente confronto con chi ha valutazioni differenti.

Note: (1) Nell'agosto 2010 l'ILVA fu salvata grazie ad un provvidenziale intervento legislativo del governo (dlgs 155/2010) che rimosse per due anni il limite sul benzo(a)pirene, suscitando la reazione di pediatri, scienziati e ambientalisti: http://www.peacelink.it/ecologia/docs/3612.pdf

(2) Archinà, il braccio destro dei Riva, lavora ai fianchi di Assennato. Si lamenta con Vendola degli scienziati che hanno redatto lo studio, Massimo Blonda e Roberto Giua, iniziando a ottenere qualche risultato. È lo stesso Assennato a chiamare Archinà, ai primi di giugno, per lamentarsi di essere stato “delegittimato”. La ragnatela di Archinà diventa di ora in ora più fitta. Il 22 giugno scrive a Fabio Riva. Sostiene che Assennato è stato sconfessato e descrive la posizione di Vendola: “Per nessun impianto Ilva si deve ipotizzare una sia pur minima restrizione”. E soprattutto: spiega che ha un accordo con il governatore. La lettera, che Ilva sta scrivendo ad Arpa, deve essere inviata, per conoscenza, anche a Vendola che “al ritorno dalla Cina affronterà direttamente la questione”. Ed effettivamente, tornato dalla Cina, Vendola chiamerà Archinà per ricordargli: “Non mi sono defilato”. (Il Fatto Quotidiano 6/12/2013)

(3) La cosa viene riferita sempre sul Fatto Quotidiano del 6/12/2013. Ecco uno stralcio dell'articolo.
“Testa bassa – scrive il cronista Michele Tursi – sguardo rassegnato. Quello che le veline non dicono riguarda il professor Giorgio Assennato”. Quel giorno in Regione si tiene la conferenza stampa per il “monitoraggio diagnostico” dell’Ilva. “Strana conferenza stampa convocata, poi revocata e poi di nuovo convocata”, racconta Tursi. “Strana – continua – l'assenza di Assennato nell'incontro con i giornalisti. Strano che fosse stato avvisato all'ultimo momento con un sms e poi lasciato fuori dalla porta... ”. Il Fatto ha rintracciato il cronista che racconta: “Quella mattina, effettivamente, parlai con Assennato e non era sereno”.

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