Taranto Sociale

Lista Taranto

Archivio pubblico

Dividono l'ILVA dal quartiere Tamburi di Taranto

Carabinieri del Noe sequestrano "collinette ecologiche"

Sono fatte di loppa, scorie d'altoforno ed altro ancora. Esposte all'azione della pioggia e degli agenti atmosferici hanno riversato nella falda, nei terreni e nell'ambiente circostante sostanze altamente tossiche e cancerogene come diossine, furani, pcb, idrocarburi e metalli vari.
5 febbraio 2019

Le collinette che separano i parchi minerali dell'ILVA dal quartiere Tamburi di Taranto

Una enorme e pericolosa discarica a cielo aperto: è quello che sono diventate le collinette, di proprietà dell'Ilva spa in amministrazione straordinaria. Svariate tonnellate di rifiuti industriali derivanti dalle lavorazioni degli impianti del polo siderurgico, quali loppa, scorie d'altoforno ed altro che, esposti all'azione degli agenti atmosferici, hanno riversato nei terreni e nell'ambiente circostante, sostanze altamente tossiche e cancerogene come diossine, furani, pcb, idrocarburi e metalli vari. Il sequestro è un provvedimento preventivo d'urgenza emesso dalla procura di Taranto. Gli accertamenti, avviati nel secondo semestre del 2018, sono stati suffragati nella parte tecnico-chimica dalle analisi effettuate da Arpa Puglia.

Fonte: TGCOM

È stata Arpa Puglia, nel maggio scorso, a segnalare alla Procura di Taranto il rischio, che potrebbe anche essere di proporzionipiù estese: quelle collinette create artificialmente, infatti, coprono un’area di almeno 50 ettari. Mai è stata fatta una caratterizzazione, per capire che tipo di contaminanti ci siano. Eppure, alcuni piezometri, i pozzi spia realizzati per monitorare le acque sotterranee, avevano evidenziato da tempo la presenza di sostanze nocive. Gli accertamenti del Noe di Lecce, delegato alle indagini, hanno ricucito i primi tasselli: nessuna autorizzazione è stata mai rilasciata per realizzare quello che il pm ha definito un “incredibile accumulo di rifiuti”. Le analisi chimiche di Arpahanno fornito poi riscontri inequivocabili. Ironia della sorte, come detto, quelle collinette frangivento erano state realizzate per tenere a bada la dispersione delle polveri e le emissioniodorigene. Contengono, invece, “sostanze pericolosissime per la salute e per l’ambiente”.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

Adesso si pone un grande problema: come proteggere la popolazione dalla polvere dei parchi minerali vicini (vefere la foto) se dovessero essere rimosse le collinette? I lavori di copertura dei parchi minerali sono praticamente fermi e dovrebbero essere portati a termine entro la fine di aprile. Cosa altamente improbabile.  

Articoli correlati

  • Aumenta l'inquinamento anche nel quartiere Tamburi di Taranto, non solo in cokeria
    Taranto Sociale
    Nuovi dati di marzo 2019 dopo i dati di marzo della cokeria

    Aumenta l'inquinamento anche nel quartiere Tamburi di Taranto, non solo in cokeria

    Questo secondo report di oggi riguarda l'inquinamento fuori dell'ILVA, reistrato nel marzo 2019 dalla centralina Arpa di via Machiavelli. Anche in questo caso emerge un incremento di sei parametri su sette effettuando un confronto con i dati del marzo 2018.
    5 aprile 2019 - Associazione PeaceLink
  • Chemioterapia e ciminiere
    Editoriale
    Taranto, viaggio nel dolore di un quartiere inquinato

    Chemioterapia e ciminiere

    Appena uscito dalla chemioterapia, si avvicina a me. E mi racconta le storie delle altre persone del quartiere Tamburi che hanno percorso il calvario della morte
    24 agosto 2016 - Alessandro Marescotti
  • Rione Tamburi, tra veleni e lavoro
    Taranto Sociale

    Rione Tamburi, tra veleni e lavoro

    Tra le famiglie a ridosso della zona industriale: se chiudono gli stabilimenti è la fine. Paura e speranza nelle famiglie che abitano a ridosso della grande zona industriale di Taranto
    6 giugno 2008 - Giuliano Foschini
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.6.25 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)