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Iniziativa del Comune di Taranto

Ma che aria respiriamo?

L’Assessore all’Ambiente Ingrosso ha richiesto la collaborazione di alcuni cittadini per sapere quanto inquinamento assorbe l’organismo di chi vive a Taranto. Fra i tarantini che si stanno sottoponendo al test, iniziato pochi giorni fa, ci sono giornalisti, alcuni vigili urbani, giornalai, benzinai e venditori ambulanti nella categoria dei soggetti esposti alle fonti inquinanti.
23 novembre 2004

Sono acclarati, evidenti e spesso molto visibili danni dell’inquinamento ambientale determinato dai medi e grandi impianti industriali jonici, al quale si somma l’inquinamento da traffico ed acustico, i rifiuti, le reti di scarico e la sottrazione di “Superficie Agricola Utilizzabile”. Il tutto si riverbera sulla salute dei cittadini, sul patrimonio urbano e naturale. Il futuro dell’aerea jonica è affidato alla possibilità di muoversi con successo verso scenari globali ed ecosostenibili. In questo quadro la siderurgia, l’energia, il cemento, l’alluminio, rappresentano impianti da qualificare, nel rispetto dell’ambiente e della salute pubblica, con assoluto rigore, attraverso strumenti ed obiettivi certi. Occorre risanare l’ambiente con azioni di bonifica, di disinquinamento, di riduzione delle immissioni in atmosfera e in mare, quindi un accordo e un quadro di certezze gestionali. La recente bozza di “Atto di Intesa” consegnata dal Presidente Fitto alle istituzioni locali, sociali ed imprenditoriali, ebbe come oggetto gli interventi per il miglioramento dell’impatto ambientale derivante dallo stabilimento ILVA di Taranto e un progetto dì ampliamento delle colline artificiali esistenti. La disponibilità finanziaria annunciata consistette in • 56.000.000. Ad un anno dalla sottoscrizione dell’intesa, l’A.S.L dice con molta chiarezza che le neoplasie sono raddoppiate nell’area di Taranto e Statte. La U.I.L di Puglia afferma che il comune di Taranto vorrebbe fare carta straccia dell’intesa effettuata l’8101 12003 con la Regione. Inoltre il segretario generale Aldo Pugliese sostiene che a distanza di un anno la situazione non è cambiata e i tanto attesi interventi del comune di Taranto sono stati inesistenti. Le associazioni ambientaliste avanzano un pacchetto di proposte in materia di lotta all’inquinamento. Esse sottintendono che è necessario un ragionamento complessivo di carattere europeo e quindi anche italiano che punti alla riduzione del consumo di materie prime, per una moderazione del consumo. In questo senso le politiche di incentivi alla rottamazione sono disastrose. Per questo motivo le associazioni ambientali chiedono una politica della mobilità che riduca il numero di auto circolanti. Per controllare il tasso di inquinamento, l’Assessore all’Ambiente Ingrosso ha richiesto la collaborazione di alcuni cittadini, o meglio di volontari al servizio della comunità, per sapere quanto inquinamento assorbe l’organismo di chi vive a Taranto. Fra i tarantini che si stanno sottoponendo al test, iniziato pochi giorni fa, ci sono giornalisti, alcuni vigili urbani, giornalai, benzinai e venditori ambulanti nella categoria dei soggetti esposti alle fonti inquinanti. Più protetti, perché trascorrono meno tempo in strada, gli altri volontari selezionati che sono studenti e insegnanti, casalinghe e commesse. In totale saranno circa 1300 i campionamenti effettuati, al termine dei quali si potrà capire meglio come e dove l’inquinamento dell’aria è maggiore. Lo strumento usato da 20 volontari sarà il radiello, leggerissimo da agganciare al bavero della giacca e contenente dei filtri autoassorbenti., utilizzeranno qualcosa di più simile all’apparato respiratori umano come fa notare Giuseppe Saracino della Gecom srI. Il campionatore personale, che pesa quasi 700 grammi, ha una pompa che aspira l’aria e la fa passare attraverso un filtro. Sarà tenuto in attività dalle 9 alle 17 e poi spento, ripetendo l’operazione (con un filtro pulito) il giorno seguente. A tutti i volontari è stata consegnata una valigetta con il kit da utilizzare. I filtri utilizzati dai volontari saranno analizzati dal dipartimento di Chimica dell’Università di Bari. Ma siamo solo alle prime fasi di una complessa iniziativa voluta dall’Assessorato all’Ambiente, guidato da Umberto Ingrosso, che darà una mappatura completa dell’inquinamento dell’aria a Taranto. Se il tanto temuto allarme per la salute altrove scatta periodicamente paralizzando il traffico fino alla ridiscesa dei valori, ebbene questo scenario potrebbe verificarsi anche a Taranto non appena si completeranno le azioni conoscitive e la rete di rilevamento. Al momento sono in fase di elaborazione i dati del rapporto sulla qualità dell’aria nel 2002, ma quelli del 2001 (riferiti all’anno precedente)non sono di certo rassicuranti. Partendo dal dato di riferimento da non superare che è 40, lo studio evidenzia valori medi annui compresi fra 48,5 della stazione di rilevamento fissa di via Dante e 82,2, di quella di via Orsini. Nella fase attuale di sperimentazione, oltre ai cittadini-cavie, ci sono strumentazioni fisse aggiuntive proprio nelle cabine di queste due vie.
In pratica, oltre al pm 10 normalmente misurato, si rileverà anche la presenza del pm 2,5 che è 60 volte più piccolo del pm 10. Anche nel porto di Taranto ci sono tracce del “piano di valutazione degli effetti dell’inquinamento atmosferico dell’area urbana”. Sul molo San Cataldo è stato posizionato un sodar che funzionerà per 10 mesi. A breve dalla villa Peripato verrà messo in aria, all’altezza di circa 1.000 metri una sorta di mongolfiera per altre rilevazioni.

Note: Clicca sulla galleria fotografica http://italy.peacelink.org/tarantosociale/indices/index_1836.html
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